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14 Mar2011

Le Voyage Extraordinaire De Samy

Scritto da Antonio Marguccio . Pubblicato in Cinema

cover_le_avventure_di_sammy.jpgRamin Djawadi
Le avventure di Sammy (Le Voyage Extraordinaire De Samy -2010)
Universal 6-0075-32971-5-5
18 brani (10 canzoni + 8 di commento) - Durata: 44'55''

 

L'album è a metà strada tra la selezione di canzoni (The Mamas & The Papas e Michael Jackson fra gli altri) e la vera e propria compilazione di brani originali, questi ultimi firmati dal sorprendente Ramin Djawadi. Dopo le musiche grandiose per Iron Man e il remake di Clash of the Titans, l'ex additional composer di Hans Zimmer dimostra ottime risorse nell'accostarsi a un genere impegnativo e specifico come il film d'animazione CGI, ottima palestra come si sa per fare allenamento su scritture diversificate (e del resto campo su cui l'autore si è saggiato ampiamente le ossa sin dai suoi esordi per il film Sony Open Season). La pellicola di produzione belga, ispirata alle migrazioni delle tartarughe marine, ha suggerito all'autore un approccio che unisce leggerezza e sentimentalismo, in linea con i contenuti evasivi e al tempo stesso con la dirittura ecologistica della pellicola. La strumentazione esotica (kalimbe, percussioni cromatiche) convive con chitarre acustiche e batteria, non mancando nemmeno una brillante ma poco estesa parte sinfonica piena di colore, cantabile e ritmata. “Welcome To The World” è il titolo da annotare per il tema spensierato e coinvolgente e la varietà di momenti musicali che vanno dal semplice intervallo di terza per il classico “cuccù” alle citazioni di glissando tipici dei cartoni animati. Altro brano piacevolissimo da ascoltare è il successivo “Exploring The Sea”, per pianoforte e percussioni cromatiche. Temi languidi nelle tracce “Here Comes Samy”, “Where Is My Girl” e “Shelly's Lost”, quest'ultima da ascoltare e riascoltare per il sano patetismo cartoonistico che sa infondere, nonché per l'azzeccato connubio di chitarra acustica e violini. “The Coral Reef”, che si apre con giro di chitarra solista e che si sviluppa con un tutto sinfonico e percussivo, è la traccia emblematica, assieme alla più esotica “Around The World”, dell'intero album, che si conclude con una bonus track intitolata “Wedding Ballet”, per batteria e orchestra. Nel complesso una prova brillantemente superata, anche se l'eccessiva frammentarietà dei brani strumentali, associata ad una scaletta che esalta invece il lato pop della colonna sonora, fa apparire il lavoro di Djawadi come interstiziale, per così dire, e quasi in sordina. 

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Daniela Bocconi

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