24 Apr2018
Scritto da Roberto Pugliese . Pubblicato in Cinema

Craig Armstrong, Adam Peters
Snowden (Id., 2016)
Deutsche Grammophon DEGR-002559302
14 brani – Durata: 42’35”


Craig Armstrong
Snowden (Id., 2016)
Orchestral score
Deutsche Grammophon B01L3Z01JK
25 brani – Durata: 51’58”

Edward Snowden, Julian Assange, Mark Zuckerberg (e altri) sono tipici prodotti della modernità, con caratteristiche e competenze diverse: tutti e tre variamente impigliati in quella insidiosa Rete (meglio, ragnatela) che tiene insieme informazione e spionaggio, tecnologie e Ragion di Stato, pragmatismo ed etica. “Whisteblowers” i primi due, ossia votati grazie alle proprie capacità informatiche a denunciare pubblicamente autorità, attività illecite o fraudolente all'interno del governo, di un'organizzazione pubblica o privata o di un'azienda: Snowden, ex tecnico della CIA, svelò i piani segreti della National Security Agency e per questo è ora ricercato dal governo americano e protetto nella Russia di Putin (fino a quando?...); Assange è il fondatore di Wikileaks, sito-gola profonda planetaria, e vive riparato a Londra nell’ambasciata dell’Ecuador, che gli ha concesso la cittadinanza; Zuckerberg, fondatore di Facebook, uno degli uomini più ricchi del pianeta, è ora nei pasticci per lo scandalo di qualcosa come 70 milioni circa di profili e dati personali di utenti manipolati e venduti ad altre aziende, ovvero per manifesta incapacità di controllare il Moloch da lui stesso edificato.
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