120 battements par minute & Eastern Boys

Arnaud Rebotini
120 battiti al minuto (120 battements par minute, 2017)
Because Music Records
17 brani – Durata: 56’26”


Arnaud Rebotini
Eastern Boys (2013)
Blackstrobe Records
13 brani – Durata: 23’13”

Si discute molto, e legittimamente, se sia lecito e corretto parlare di “cinema gay” come un cinema “di genere” (e l’accezione assumerebbe qui valore ambivalente). Ovvero, se esista una specificità linguistica, estetica e stilistica del cinema su tematiche legate all’omosessualità. Da un lato il rischio è semplicemente quello di ribadire e consolidare una ghettizzazione, sia pure con ottimi intenti (dei quali, com’è noto, sono lastricate le vie dell’inferno…); dall’altro però se esistono festival, rassegne, pubblicazioni dedicate a questi film qualcosa vorrà pur dire. La questione tra l’altro si fa ancora più spinosa se al suo interno distinguiamo tra maschile e femminile. Il cinema di area “lesbo”, ad esempio, oltre a virare spesso sul fronte lirico-melò-sentimentale (si pensi a film recenti come Io e lei o Freeheld), ha tutta l’aria di rivolgersi ad un pubblico maschile, sfruttandone le innegabili vocazioni voyeuristiche (come spiegare altrimenti il clamore intorno allo stucchevole La vita di Adèle di Abdellatif Kechiche?), raramente trovando il rigore e l’asciuttezza necessarie per raccontare storie “dall’interno” (si pensi a Go Fish di Rose Troche, 1994).





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