Reportage del cineconcerto "Star Wars: Episodio VI - Il ritorno dello Jedi" di John Williams

Star Wars: Episode VI - Return of the Jedi di John Williams
Reportage del cineconcerto al Teatro Lirico Giorgio Gaber di Milano del 2 e 3 maggio 2026
L’evento conclusivo vero e proprio della quinta edizione del “Roma Film Music Festival” (leggete qui nostro reportage) non si è svolto nella Capitale bensì a Milano con il cineconcerto del sesto episodio dei fondamentali film originari di Star Wars, ovvero Il ritorno dello Jedi performato presso l’ampio Teatro Lirico Giorgio Gaber in pieno centro, già in scena sul palco romano dell’Auditorium Conciliazione il marzo scorso (recensito dal nostro vicedirettore nel reportage di cui sopra).
Il ritorno dello Jedi è una pellicola di fantascienza del 1983 diretta da Richard Marquand con le musiche di John Williams, acutissima voce concreta in note di tutti i film di questa iconica saga sgorgati dalla penna ispirata di George Lucas, che conclude la trilogia originale nel migliore dei modi e con snodi narrativi non epocali come quelli dell’<<Io sono tuo padre! (I Am Your Father)>> de L’Impero colpisce ancora (episodio V) del 1980 con la regia di Irvin Kershner – (attenzione Spoiler!) anche se in questo caso si scopre che Leia è sorella gemella di Luke – pur tuttavia una sfrenata e spassosa sarabanda di colpi di scena, sequenze mozzafiato e rese dei conti al fulmicotone. Come al fulmicotone è una poderosa sezione dello scoring williamsiano (in particolare tutta la seconda parte della pellicola, quella per capirci della battaglia su Endor, nello spazio siderale e nella nave madre dell’Imperatore Palpatine tra Luke e Fener), sorta di ricapitolazione di leitmotiv già ampiamente espressi e svelati nei due film precedenti (qui a meravigliare e solleticare i timpani degli affezionati cultori di Williams è il nuovo tema degli Ewoks, pelosi orsetti coraggiosi, amici dei Ribelli, abitanti della boscosa luna di Endor), con variazioni che lasciano sorpresi gli uditori più attenti.

Difatti un cineconcerto è proprio il modo più adeguato per carpire dal vivo certe soluzioni e appendici compositive e non solo come riportate sull’album commercializzato a suo tempo (non sempre nelle edizioni discografiche originali in vendita compaiono tutti i segmenti della partitura così come scritti sul e per il film, anzi il più delle volte riadattati dal compositore stesso per la vendita su CD o LP al pubblico): in questo specifico caso l’iconico tema della marcia di Lord Fener (Darth Vader) nella sequenza in cui Luke, sul finale risolutivo, gli toglie il mitico casco nero che lo fa respirare affannosamente e tetramente per poter permettere a suo padre, prima di morire e su sua espressa richiesta, di vedere suo figlio una volta in volto con i suoi propri occhi e non attraverso la maschera; il suddetto tema si fa puntillistico e tenue, quasi struggente nella sua progressione timbrica funerea e melanconica (si dice che il grande compositore, giovanissimo all’epoca, Thomas Newman sia stato chiamato ad orchestrare questa pagina da Williams stesso: effettivamente ‘respira’ proprio di quel suo stile inconfondibile che da American Beauty in poi ha appassionato tutti i fan delle colonne sonore, non solo esplicitamente i Suoi!), restituendo la redenzione finale di Anakin/Vader un adagio divinatorio di beltà straziante. Questa partitura di quasi due ore su 135 minuti di durata per la versione speciale rimaneggiata da Lucas stesso negli anni Novanta – la versione filmica vista e soprattutto ‘ascoltata’ a Milano, e la succitata Roma in un primo momento, è quella con il doppiaggio originale del 1983, con sottotitoli in inglese, ma proprio quella, per l’appunto, ritoccata negli effetti speciali nel 1997 per essere distribuita una volta ancora al cinema – ha la stessa prerogativa di quella dell’antecedente L’Impero colpisce ancora, ossia che non smette (quasi) mai di commentare le scene in un profluvio di pagine compositive dalla costrizione pentagrammata furibonda, meditativa, oscillante, tensiva, eroica, romantica e divertita nonché divertente, che non si placa mai tra i suoi saliscendi formali e tortuosi senza fine. Quindi, uno score da eseguire dal vivo, a sync perfetto sulle immagini, di una difficoltà senza pari (come riferito sopra per L’impero, invero ancora più macchinoso, anche perché la partitura più complessa e geniale di Williams, ancora oggi, composta per i nove film della saga lucasiana), che, c’è da sottolinearlo onestamente e a gran voce, l’Orchestra Italiana del Cinema, sotto la puntigliosa e salda direzione del compositore, arrangiatore e direttore d’orchestra rinomato, il Maestro Benjamin Pope (https://benjaminpope.co.uk/) (con all’attivo una sequela di cineconcerti importanti quali, tra i tanti, i film di Harry Potter, poi Titanic, Amadeus, Star Wars), ha saputo restituire al nutrito ed entusiasta pubblico lombardo in maniera più che ineccepibile e fedele all’originale.

Soltanto la lunghissima e decisiva sequenza finale della Battaglia di Endor e di ciò che accade al contempo nello spazio sopra il pianeta boscoso tra imperiali e ribelli e, come sopradetto, nella nave spaziale di Palpatine, musicalmente è una scorreria emozionale dalle molteplici strutture leitmotiviche e non, da far andare fuori di testa anche il più bravo e preparato musicista sulla faccia della terra, perché messo a dura prova esecutiva. Gli applausi scroscianti, gli ululati di contentezza, non ridottisi solo al termine del cineconcerto, ma anche inframezzati qui e là durante la visione/ascolto di alcune parti memorabili della pellicola – vedi uccisione di Jabba sulla sua nave veliero su Tatooine e liberazione da parte di Luke, il cavaliere Jedi, e Leia, in abbigliamento succinto da schiava ultra sexy, di tutta la combriccola di amici ritrovati, tra cui il guascone Han Solo post congelamento nella carbonite; la morte di Yoda (il tema della Forza è ad ogni ‘sentire’ un colpo al cuore); lo showdown tra Vader e Luke; la celebrazione della vittoria dei Ribelli sull’Impero –, sono stati il doveroso compendio di un’operazione cinemusicale Live dalla performance sincera e appassionata, accolta ancor prima della sua esecuzione da uno stuolo nel foyer e all’esterno del teatro milanese di truppe di figuranti in costume appartenenti ai gruppi ufficialmente riconosciuti da LucasFilm: gli imperiali della 501st Italica Garrison e i ribelli della Rebel Legion Italian Base, con Ori’Cetar Clan, The Dark Empire - Drakghast Spire, Nomads, Saber Guild Trento e Galactic Academy. Nel foyer anche Lego e Hasbro, licenziatari ufficiali Star Wars, con i rispettivi gadget, per la gioia di grandi e piccini.

Grazie al direttore artistico e ideatore del “Roma Film Music Festival” , Marco Patrignani, e al suo Staff e a quello del Teatro Lirico Giorgio Gaber, non ultima l'Orchestra Italiana del Cinema, per la generosa accoglienza e grande disponibilità e cortesia.
