Reportage del concerto "Cinematic Night - Omaggio a Hans Zimmer"

Cinematic Night - Omaggio a Hans Zimmer
Reportage del concerto del 19 aprile 2026 presso il Teatro Sociale G. Busca di Alba (CN)
Troppe volte si viene ‘attratti’ dal nome blasonato in locandina o nelle news riportate dai vari media, così accorrendo con elevato impeto ad assistere al concerto, evento, spettacolo, etc., trovandosi dinnanzi a qualcosa risultante il più delle volte deludente o solo a tratti accontentabile o meravigliante le alte aspettative, perché organizzato da finti competenti in materia o da personaggi di un certo qual spessore che però hanno pensato solo al denaro e non al rispetto per l’artista tributato e del suo pubblico affezionato.


Nel nostro specifico campo artistico, nomi quali Ennio Morricone, John Williams, Hans Zimmer, Joe Hisaishi, per elencare quelli attiranti maggiormente gran pubblico e parecchio noti globalmente, funzionanti Live anche se slegati dalle immagini cult per le quali hanno composto colonne sonore iconiche, negli anni hanno visto proliferare concerti e spettacoli con i loro cognomi e nomi in bella mostra sia nel nostro Bel Paese che all’estero, con rari (se non rarissimi) tributi degni realmente di nota; in più frangenti concerti o cineconcerti tirati su sbrigativamente, con non meglio identificate orchestre (forse meglio dire ‘orchestrine’) dirette da non meglio identificati direttori d’orchestra, ensemble o duetti o solisti apparsi da chissà dove che sarebbe stato meglio confinare nel dimenticatoio; tutto questo a discapito invece di eventi-concerti-show – logicamente sto facendo riferimento a concerti non ufficiali e creati ad hoc dai diretti compositori o da chi vi ha lavorato a stretto contatto – pensati e allestiti con enorme professionalità e soprattutto rispetto, oscurati da altri, di cui sopra, con più soldi e loschi figuri alle spalle dediti solo al Dio denaro e non alla qualità messa in scena e fatta ‘sentire’ al pubblico pagante (molte volte anche spendente cifre esorbitanti per trovarsi di fronte a mondezzai sonori). Tutto questo preambolo, visto che la nostra testata di suddetti eventi, spettacoli e concerti ne ha visti e ascoltati molteplici – e non tutti graziati da una performance e mise en scène di notevole profilo –, per giungere al concerto ivi recensito, che ha lasciato chi vi scrive letteralmente a bocca aperta e con un’emozione percuotente positivamente ogni singola cellula corporale dal primo all’ultima istante: “Cinematic Night - Omaggio a Hans Zimmer” è stato uno di quei tributi che restano impressi nella memoria per sempre ed ora vi spiego meglio in dettaglio perché.


Promosso dalla Fondazione Fossano Musica, con gli arrangiamenti e orchestrazioni dei compositori e musicisti Valentino Cervini e Lorenzo Subrizi, il quale ha anche diretto la compagine in campo, questo omaggio zimmeriano ha avuto sede in un luogo, il Teatro Sociale G. Busca di Alba, in provincia di Cuneo, che lascia esterrefatti una volta al suo cospetto: la peculiare “doppia” struttura del teatro – con la storica sala ottocentesca a ferro di cavallo affiancata da una moderna platea con galleria, unite da un palcoscenico collocato esattamente al centro – trasforma il Sociale in un unicum architettonico: uno spazio scenico di straordinario fascino, capace di fondere epoche e prospettive in un’esperienza rara, senza eguali in Italia e in Europa. In questa struttura in cui si respira ‘passato’ e ‘presente’ in un gioco di specchi riflessi proprio emozionale, si sono udite le note, in versione sinfonica, di alcuni dei capolavori entrati nell’immaginario collettivo del due volte premio Oscar Hans Zimmer (Il Re Leone, Dune): sono stati performati con una carica espressiva, appassionata e passionale, impeccabile, energica e tangibilmente e sinceramente fuoriuscente da un pentagramma analizzato in tutte le sue sfumature timbriche e armoniche, suite o leitmotiv estrapolati da, nell’ordine di scaletta del concerto, Dune, Wonder Woman, Il Re Leone, Pearl Harbor, Il Gladiatore, Spirit – Cavallo selvaggio, L’uomo d’acciaio, Sherlock Holmes, L’ultimo Samurai, Interstellar, Inception e Pirati dei Caraibi. Un’orchestra formata da 60 elementi tra maestri veterani e giovanissime leve, con vocalist/cantanti professionisti consolidati e di altissimo valore quali Erika Santoru, Sara Ghiglia, Guido Giordana e Giulia Cavallera, oltre a 10 coristi e la voce narrante dell’attore teatrale Pinuccio Bellone (oltre a quella voice off di Enzo Brasolin nell'intro che narra il perchè del concerto) (adattamento testi di Francesco Subrizi) che ha accompagnato alcune delle esecuzioni, tra introduzioni e momenti clou sulla melodia suonata stessa, con estratti dai dialoghi originali dei film. Un’orchestra che ha esaltato non solo il sottoscritto ma tutto il gremito pubblico che ha occupato, con considerevole gaudio, ogni poltrona, seduta e loggione del teatro (un sold out strameritato), con applausi esplodenti ad ogni fine pagina musicale e con una lunga e gioiosa standing ovation sul finale del concerto, invogliando così il Direttore d’orchestra e tutti i musicisti, coro e solisti a regalare un bis del Re Leone, pur palesemente provati dalla magistrale performance.


Una compagine smagliante oltre ogni possibile e plausibile immaginazione, superante per intensità interpretativa le molte colleghe orchestre dai nomi altisonanti che in tante occasioni (oramai) suonano svogliatamente o con la mano sinistra – però, ricordate oh care, che il pubblico non è sempre sordo o non preparato e che certe cose le nota, eccome; solo a proferirle tali cose mi viene una fitta allo stomaco, quindi è meglio procrastinare –, che ha visto sul podio Lorenzo Subrizi dirigerla con tale coinvolgimento e carica espressiva, dal gesto sempre perfetto da rendere il tutto un amalgama eccellente e ineccepibile, sensazione che avevo già percepito sin dalle prove pomeridiane alle quali ho avuto l’onore di poter partecipare da modesto uditore e ospite; una sensazione che non è stata smentita, anzi ancor più intensificata dall’esecuzione ufficiale serale che, come avrete oramai ben compreso, è stata un misto di emozioni differenti e attimi commoventi, in specie durante la performance di due colonne sonore del popolare compositore tedesco, statunitense d’adozione, ossia la “Suite” da L’ultimo samurai (uno dei più aggraziati e romantici temi d’amore orientali scritti da Zimmer in carriera) e il crescendo epico-spiritual-spaziale di Interstellar che già di suo in originale lascia senza fiato, qui ancora più spezzato emozionalmente dalla voce lirico astratta (quasi ‘aliena’ per potenza comunicativa e acutezza vocale) della giovane Sara Ghiglia; tuttavia ogni singola esecuzione è stata travolgente – vedi Guido Giordana e la sua versione canora de Il Re Leone dall’ugola vicino alla ‘Leggenda’ –, con l’orchestra posizionata sul palco così suddivisa: il direttore al centro e ai lati, gli uni di fronte agli altri, da una parte archi e coro e dall’altra ottoni, fiati, sezione ritmica, chitarre, batteria e tastiere. Questa formazione così composta ha rilasciato un suono avvolgente e ancora più epicamente impattante, supportato da una regia suono e luci davvero strepitosa, ulteriore ciliegina sulla torta di un “Cinematic Night - Omaggio a Hans Zimmer” indimenticabile al quale auguriamo altre performance in giro per l’Italia (e non solo) e lunga vita e prosperità, per citare da cinefili il vulcaniano Spock di Star Trek.


Un ringraziamento speciale e sentito a Lorenzo Subrizi, Valentino Cervini e alla Fondazione Fossano Musica per l’invito e la meravigliosa possibilità di assistere in prima fila al concerto e poterne scrivere.
Foto di Enzo Fornione e copyright Fondazione Fossano Musica
