11 Feb2007
Scritto da Maurizio Caschetto . Pubblicato in Dossier
INTRODUZIONE
E' amata e ambita da chiunque lavori nell'industria cinematografica hollywoodiana (e non solo). Affascina e coinvolge gli appassionati della Settima Arte. E' diventata il sinonimo del “grande show hollywoodiano”, capace di premiare sia il cinema spettacolare/popolare che quello più artisticamente o civilmente “impegnato”. E' sovente anche oggetto di feroci critiche da parte di cinefili, critici e appassionati per la spregiudicata esclusione dalla vittoria, nel corso dei suoi quasi ottanta anni, di alcuni dei più grandi registi, attori e film della storia del Cinema. Ma è soprattutto parte di un rito quasi religioso, col quale Hollywood celebra e osanna se stessa, i propri divi, ma anche le centinaia di sconosciuti (perlomeno alla massa del grande pubblico) artigiani che lavorano all'ombra dei riflettori ma che sono altrettanto responsabili dei meriti di un film cosiddetto “da Oscar”: sceneggiatori, scenografi, fonici, tecnici degli effetti speciali, costumisti, montatori, direttori della fotografia e musicisti. Insomma, che si ami oppure che si odi, questa statuetta dorata è qualcosa di imprescindibile e con cui l'immaginazione degli spettatori delle sale cinematografiche continua ad avere a che fare, dal 1927 fino ad oggi.
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