19 Mar2013
Scritto da Roberto Pugliese . Pubblicato in Cinema
Miklós Rózsa
Quo Vadis (Id., 1951)
1° registrazione mondiale completa
Prometheus Records/Tadlow Music XPCD 172
Cd 1, 19 brani – Durata: 67’53”
Cd 2, 14 brani + 4 bonus tracks – Durata: 68’43”

Quo Vadis è la prima delle cosiddette “partiture storiche” di Miklós Rózsa, e rappresenta il capitolo d’avvio di una ideale “trilogia cristiana” hollywoodiana che comprenderà successivamente, sempre sotto l’egida Metro-Goldwyn-Mayer, anche
Ben-Hur (1959) e
Il Re dei re (1961). Altre ne seguiranno, di genere “storico” affine anche se spesso di ambientazione diversa (da
El Cid a
Sodoma e Gomorra, da
La regina vergine a
Giulio Cesare, da
I cavalieri della Tavola Rotonda a
Ivanhoe), collocando il compositore ungherese al vertice creativo del genere kolossal e in costume nei più diversi contesti e periodi storico-culturali; ma in questo trittico “religioso”, con il quale il cinema americano del secondo dopoguerra, già minacciato dall’avvento della televisione, rilancia e moltiplica le proprie grandiose ambizioni spettacolari cercando anche in piena guerra fredda e paranoia anticomunista un recupero divulgativo e “ideologico” di valori spirituali e mistici, Rózsa mette definitivamente a punto l’inimitabile, maestosa architettura della propria poetica musicale, unendo insieme l’arcaico e il contemporaneo, il colorismo sinfonico tardoottocentesco e le ruvide asprezze del Novecento storico, un tematismo di torrenziale, irresistibile spontaneità e una scrittura orchestrale “barbarica”, schiacciante, inesorabilmente moderna.
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