15 Dic2017
Scritto da Roberto Pugliese . Pubblicato in Cinema

Alexandre Desplat
La forma dell’acqua – The Shape of Water (The Shape of Water, 2017)
Decca B0027674-02
19 brani + 7 canzoni – Durata: 76’24”


Alexandre Desplat
Suburbicon (Id., 2017)
ABKCO Records ABK84712.2
23 brani – Durata: 67’31”

La diminuzione dai 10 titoli musicati nel 2016 ai “soli” 6 del 2017 autorizza forse a pensare ad un provvidenziale e speriamo crescente calo dei ritmi produttivi stakanovisti di Alexandre Desplat, il che tornerebbe a tutto vantaggio del suo talento e della sua ispirazione, entrambi notevoli e fuori dal comune. Si vedrà.
Nel frattempo va registrato che il compositore parigino dà il meglio di sé in contesti fortemente referenziali, di genere o di ambientazione, che gli consentono di allacciarsi saldamente a mondi narrativi e tradizioni cinematografiche largamente condivise, meglio se spruzzate di nostalgie “vintage”. Eccoci dunque dinanzi ad un fantasy-melò retrodatato agli anni della Guerra Fredda, e ad un “noir” di provincia americana, anch’esso retrodatato di mezzo secolo e di chiara impronta “à la” Coen Brothers. Due film, tra l’altro, molto pieni di cinema pregresso, soprattutto per quanto riguarda The Shape of Water, che si rifà anche iconicamente a quel filone di monster-movies tipico degli anni ’50, in pieno terrore atomico e contrapposizione di blocchi, e dei quali fu maestro un regista come Jack Arnold (Il mostro della laguna nera, Tarantola, La vendetta del mostro): qui però a Guillermo Del Toro sembra stare a cuore, oltre all’elemento ideologico, anche e soprattutto quello sentimentale, che trasforma la love story fra la muta e sfortunata Elisa e l’uomo-pesce catturato dai militari per scopi tutt’altro che pacifici in una variante de “La bella e la bestia”.
Leggi tutto
Stampa