26 Set2019
Scritto da Randolph Carter. Pubblicato in Cinema

Gianni Ferrio
Gringo, getta il fucile! (1966)
Beat Records Company BCM9526
15 brani – durata: 39’ 50”


Gianni Ferrio
Milano… difendersi o morire (1978)
Digitmovies CDDM276
19 brani – durata: 43’ 46”

Nel 2013 a ottantotto anni si è congedato da questo mondo Gianni Ferrio, vero gentleman della musica, lasciandoci un’eredità di tutto rispetto e ad ampio spettro: arrangiatore e autore di canzoni (per Jula De Palma, Ornella Vanoni, Milva, Mina, Dalida, Fred Bongusto, Teddy Reno; indimenticabile il sodalizio con la tigre di Cremona); direttore a San Remo, l’ultima volta nel 2007 per Johnny Dorelli con la crepuscolare “Meglio così”, scritta da lui su testo di Giorgio Calabrese - e subito emergeva la classe, dal sudicio cortile si risaliva ai piani alti -; direttore in senso lato (attività concertistica con la Roma Sinfonietta: da ricordare almeno nel 2006 l’omaggio a Piero Piccioni nell’aula magna dell’Università di Roma “La Sapienza”, da lui riorchestrato e diretto) e uomo di televisione (Mille luci nel 1974 ed altri show targati RAI, per i quali cura le parti musicali); e, dulcis in fundo, compositore specializzato per il cinema dalla fine dei Cinquanta (Guardatele ma non toccatele di Mario Mattoli, 1959) ai primi anni Novanta (qualche filmografia gli attribuisce ancora nel 1998 la colonna musica di Incontri proibiti mentre in realtà – come si legge nei titoli di testa - Ferrio si limitò a dirigere la score scritta da Piccioni) con all’attivo un centinaio abbondante di titoli in un susseguirsi di commedie a sfondo sociale e poi scollacciate, supplenti e liceali e compagne di banco e ripetenti e infermiere e Pierini ovvero un condensato del trash italico; ma anche gialli, western, film d’avventura, qualche peplum e spruzzate di cinema colto non necessariamente “culto” (Olmi, Jankso).
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