10 Set2019
Scritto da Davide Leo. Pubblicato in Cinema
Paul Leonard-Morgan
Dredd – Il giudice dell’apocalisse (Dredd, 2012)
BFD Filmtrax BFD0009
22 brani – Durata: 51’ 25’’

Era ora che Dredd - Il giudice dell’apocalisse arrivasse anche in Italia. Il bel cinefumetto del 2012 firmato dall’inglese Peter Travis, ma secondo i rumors attribuibile perlopiù allo sceneggiatore Alex Garland, ci è giunto sette anni dopo e soltanto in home video. Meritava la sala; ma tant’è… Gustandocelo in tutto il fascino cyberpunk derivato fedelmente dal comic di Pat Mills (soggetto), John Wagner (testi) e Carlos Ezquerra (disegni), dobbiamo dimenticarci – felicemente – del tronfio blockbuster di Danny Cannon con Sylvester Stallone (Dredd – La legge sono io, 1995), e – meno felicemente – della relativa, tellurica score orchestrale di Alan Silvestri: l’approccio cinematografico e musicale del remake è all’insegna di una violenza asciutta e crudissima, davvero alla John Carpenter (aspetto riscontrabile anche nella rejected score di Geoff Barrow e Ben Salisbury), senza il benché minimo intento celebrativo e volto all’esaltazione delle tematiche più controverse della sceneggiatura di Garland – il potere illusoriamente lenitivo della droga, la visione di un mondo brutalmente asettico.
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