09 Nov2020
Scritto da Renato Marengo. Pubblicato in Interviste

Fotoromanzi, che passione! – Intervista esclusiva al fondatore del “Cinema di Carta” Mario Sprea
Introduzione di Massimo Privitera
L’esimio giornalista, musicologo e produttore discografico, nonché prezioso amico della nostra testata da tanti anni a questa parte, Renato Marengo, ci ha concesso, come già accaduto per le interessanti interviste a Verdiana Bixio, Donella Del Monaco, Lello Savonardo, Laura Delli Colli ed altri nomi importanti del panorama artistico, cinematografico e musicale, di pubblicare sul nostro sito, in partnership con Cinecorriere, questa autorevole intervista al padre del cosiddetto “Cinema di Carta”, ossia il fotoromanzo, lo sceneggiatore ed editore Mario Sprea. Logicamente, non parliamo di musica per immagini, anche se, in un certo qual senso, i fotoromanzi, maestri cartacei di storie di vite amorose e dolceamare, passionali e vere più del vero, che precedettero quelle mielose e melodrammatiche, strappalacrime, delle telenovele che, nel nostro Bel Paese, provennero per lo più dal Sud America (rammentate, ad esempio, Manuela, Milagros, Anche i ricchi piangono, Topazio?), attraverso quelle foto-trame realistiche (o pseudo tali) sprigionavano tanta di quella musicalità appassionata ed appassionante che in sé per sé erano già immagini tra le note. Ognuno, insomma, si creava (componeva) il suo score mentre leggeva le storie narrate e guardava, incantato, le foto di quei personaggi – sia se fossero celebri attori o persone comuni prese per strada (come nel Neorealismo cinematico) e divenute Star del cartaceo, superando addirittura in notorietà i Vip del grande schermo, in molteplici casi – divenendo egli stesso un autore di musica applicata.
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