19 Dic2008
Scritto da Barbara Zorzoli. Pubblicato in Interviste
Genova, una città, un film
Anteprima italiana il 5 dicembre al Cineplex di Genova, del film Genova di Michael Winterbottom. In sala il foresto Jovanotti, autore della canzone su cui scorrono i titoli di coda.
Due chiacchiere con Michael Winterbottom
Viso da bambino vispo e intelligente. Tipico sguardo curioso di chi fa cinema con disinvolta purezza, alla Godard per intenderci, senza copione e cogliendo l’attimo con la sola cinepresa. Mani inquiete. Corpo slanciato e scattante, come quello di un ragazzo con la metà dei suoi 46 anni. Perenne ghigno furbetto di chi ha già qualcos’altro in mente. Spirito indipendente ed eclettico, senso visivo tagliente, gusto orientato verso storie melodrammatiche con cui dire qualcosa di intimamente necessario. Regia aspra, inquadrature veloci e nervose, montaggio serrato e frenetico in cui vena documentaristica e invenzione narrativa si mescolano. Winterbottom è un cineasta a tutto tondo (regista, sceneggiatore, produttore e co-fondatore della Revolution Films insieme a Andrew Eaton), instancabile sperimentatore di opere debordanti spesso apprezzate dai Festival (Orso d’Oro per
Cose di questo mondo, 2002, e Orso d’argento per
The Road to Guantanamo, 2006).
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