Il mago di Oz di Victor Fleming
Gabriele Marcello
Il mago di Oz di Victor Fleming (2026)
Gremese
Collana: I migliori film della nostra vita
Formato: 14,2 x 20,5 cm
Pagine: 128
Prezzo: € 21,00
ISBN: 978-88-6692-248-3

Pensate che quando vinsero l’Oscar per le migliori musiche originali e per la canzone “Over the Rainbow”, per il leggendario musical Il Mago di Oz, il duo Harold Arlen e E.Y. Harburg (ma il premio venne assegnato al solo Herbert Stothart, autore dell’adattamento e della direzione musicale dello score) competerono nella categoria “Best Original Score” con mostri sacri della Film Music quali, tra i molti candidati, Max Steiner (nel medesimo anno il famosissimo Via col vento, tra l’altro diretto dallo stesso regista di Oz, Victor Fleming), Victor Young, Aaron Copland e Alfred Newman. Ma niente poté battere il film che nel 1939 (da noi uscì nel 1947) ebbe un tale successo al botteghino (incasso mondiale, incluse le riedizioni, di 29,7 milioni di dollari) da sbaragliare ogni avversario, anche più quotato. La colonna sonora di questo film, con le sue marcette e le popolari songs, a parte la maggiormente nota e cult “Over the Rainbow”, “We’re Off to See the Wizard”, “If I Were King of the Forest” e “If I Only Had a Brain”, è fondamentalmente una partitura parecchio Disneyana nella forma portante e con una presenza abbondante di mickeymousing tipico da cartoon (vi consigliamo l’ascolto integrale nell’edizione discografica originale in mono, seppur dal suono eccellente, del 1995 per Turner Music/Rhino Movie Music/Warner Music di 26 brani). Questo libro Gremese Edizioni ad opera di Gabriele Marcello, sceneggiatore, assistente e casting director, docente di Storia del Cinema Italiano e Internazionale e Analisi della Sceneggiatura alla Roma Film Academy, giornalista e collaboratore di varie testate di cinema e autore di altri libri cinematici, è un bignamino onorevole e dettagliatissimo su tutta la produzione di una delle pellicole più intramontabili della Settima Arte (fonte d’ispirazione per tanti registi di culto tra cui David Lynch).
Marcello riesce nel non poco semplice compito di raccontarci tutto ciò che succedette, nel bene e nel male (<<Il viaggio di Dorothy non è solo una favola: è un’immersione negli abissi dell’inconscio collettivo, una riflessione oscura sulla natura del potere, della paura e della crescita personale in un mondo sull’orlo del distastro>>, così scrive l’autore), per portare a compimento Il mago di Oz, attraverso un’iconografia smagliante e puntuale, una scrittura che intriga e spalanca gli occhi, pagina dopo pagina, per la sottigliezza e lucentezza descrittiva sul dietro le quinte di questa fiaba musicale condotta per mano dalla dolce e innocente ma determinata Dorothy (interpretata magnificamente sia attorialmente che canoramente dalla giovanissima, all’epoca, Judy Garland), solcando i mattoni giallo oro della lunga e perigliosa strada-sentiero verso la Città di Smeraldo per conoscere il celeberrimo Mago così da poter ritornare nel suo Kansas e al contempo salvare Oz dalla malvagia Strega dell’Ovest (anche se con il musical in due parti, oramai stranoto ai più, Wicked, il parere su questa strega muta totalmente, però non spoilero oltre per coloro i quali ancora non hanno guardato e ascoltato questa Meraviglia cinematica tra le note) e ridare il coraggio al Leone Codardo, il cuore all’Uomo di Latta e un cervello allo Spaventapasseri, con qualche aiutino da parte di Glinda, la Strega buona del Nord.
Marcello, per quel che rende ancora oggi questa pellicola un cult assoluto, imprimendosi in coloro l’hanno veduta tempo addietro e l’hanno scoperta in anni recenti, in particolare dal punto di vista canoro-interpretativo, descrive così l’aspetto rilevante del Musical: <<Le melodie composte da Harold Arlen e Yip Harburg, tra cui la celebre “Over the Rainbow”, sono intrise di dolcezza, ma anche di una sottile malinconia. La partitura scorre come un fiume in piena alla ricerca, come la protagonista, di un posto stabile in un ordine caotico. A una canzone perfetta come quella portante, si aggiungono una serie di motivetti orecchiabili che fanno il verso a delle marcette più che a composizioni di spessore. Anche questo è un aspetto importante: Il Mago di Oz è una versione ibrida e distorta tra il musical scintillante di Broadway e il più canonico Vaudeville>>. Quindi, se amate Il Mago di Oz dovete assolutamente acquistare questo volume ma anche se non sapete nulla di questa pellicola e grazie a questo libro sarete invogliati da molteplici angolazioni a vederlo immediatamente e di conseguenza essere anche voi figli canterini di Oz e ammiratori di Dorothy/Garland.
