La musica nel cinema. Musica, immagine, racconto (nuova edizione)
Cristina Cano
La musica nel cinema. Musica, immagine, racconto (2025)
Gremese Editore
Collana: Biblioteca delle Arti
Pagine: 340
EAN: 978-88-6692-192-9
Prezzo: € 30,00

La nota Cristina Cano con il suo considerevole volume per musicisti, compositori, studiosi, musicologi e appassionati di musica applicata alle immagini, “La musica nel cinema. Musica, immagine, racconto”, ritorna in libreria a distanza di ventitré anni dalla sua pubblicazione originaria, che era andata esaurita. Una nuova edizione logicamente ampliata, riveduta e aggiornata, che nel 2008 il nostro redattore Luca Villari recensì con dettagliato impeto (ne potete leggere qui), tale da non poter aggiungere in questa nuova recensione nulla più di quanto dallo stesso vagliato. Invero, una cosa ci sarebbe in tale istanza esaminante di questa nuova stampa editoriale, sempre ad opera della Gremese Editore, tenuta a distanza dal suddetto Villari, da umilmente sottolineare, senza nulla togliere al valore sinestetico, semantico e pragmatico di grande livello divulgativo e acustico/storiografico sociale e culturale, da ricondurre al libro della docente di Didattica della Musica e Semiotica presso il D.A.M.S. e il Conservatorio di Bologna, nonché music supervisor per le colonne sonore di film quali Goodbye Mr. Zeus!, La finestra di Alice e La freccia del tempo di Carlo Sarti, ovvero che non sempre la scrittura risulta essere scorrevole, dai tratteggi parecchio filosofici e sibillini e in particolare per i non preposti all’ambito analizzato; pertanto astenersi se non esperti professionisti del settore cinemusicale, musicologi, musicisti, studenti di musica e spettacolo o compositori. Effettivamente questo libro è un reale trattato multi policromo sull’importanza della colonna musicale dentro e fuori le immagini, con tantissimi esempi organizzati sui due capitoli primari, riportanti a loro volte svariate appendici e supplementi, volte tutte a farci scomporre e ricomporre in profondità il simbolismo e la funzionalità compositiva in rapporto non soltanto al filmico ma al suo contributo separata da esso; quella semantica del linguaggio musicale che lo rende universale, a prescindere il genere di appartenenza. In codesto, la musica per immagini è elemento sonante tra i più significanti e significativi per comunicabilità sinestetica dalle multidirezionali figure emozionali, poetico/affettive e esistenzial-filosofiche. D’altronde il compositore di colonne sonore, quando totalmente preso dalle immagini e seriamente convogliato in esse, è il concreto psicologo della narrazione più di qualsiasi altro elemento partecipante alla pianificazione e realizzazione finale dell’opera visiva stessa. Quindi, in ultima analisi, un volume sì arduo nella sua lettura nondimeno spalancante punti analitici che se ottimamente compresi, sanno scandagliare ogni immagine tra le note come pochi altri libri del medesimo tipo hanno saputo fare prima.
