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16 Mag2023

Pillole di Note: Focus sull’etichetta Digitmovies

Scritto da Massimo Privitera. Pubblicato in Cinema

Pillole di Note: Focus sull’etichetta Digitmovies

Questa volta la nostra rubrica ‘Pillole di Note’ – ovvero mini recensioni di un certo qual numero di colonne sonore che differenziano dalle solite nostre classiche recensioni di lunghezza più o meno variabile – si focalizza su una etichetta di casa nostra che avevamo trattato in associazione con altre etichette storiche italiche.

Analizziamo l’etichetta italiana Digitmovies: (https://www.digitmovies.com/)

 

cover il prigioniero lp

Ennio Morricone
Il prigioniero (1978)
Digitmovies LPDM036
Lato A: 6 brani
Lato B: 5 brani



Il film per la TV del 1978, trasmesso all’epoca dalla Rai, con la regia di Aldo Lado, porta la firma musicale del sempre più compianto e indimenticato Maestro Ennio Morricone. Per le qualità compositive, a dir vero assai sperimentali e in taluni casi ostiche ad un ascolto ripetuto, soprattutto in alcune tracce di puro commento alle scene drammatiche della pellicola – con la presenza di due temi principali liricamente riconducibili al primo Novecento (“L’Estate è finita” e “I due prigionieri”), con un uso accorato del clavicembalo e archi nel primo e dei flauti, violoncelli e contrabbassi nel secondo – vi riportiamo il link con la nostra vecchia esauriente recensione del CD, contenente 5 brani in più rispetto a questo 33 giri.
Invece vogliamo soffermarci sul regista Aldo Lado, con il quale Morricone intraprende la collaborazione nel 1971 con il thriller argentiano La corta notte delle bambole di vetro, proseguendo nel 1972 con Chi l’ha vista morire? e poi quel gioiello de La cosa buffa (1972), Sepolta viva (1973), La cugina (1974), L’ultimo treno della notte (1975), L’umanoide (1978), stesso anno de Il prigioniero e concludendo con La disubbidienza (1981), sperando di non averne dimenticato qualcheduno. Come potete ben leggere, non di soli sodalizi con Sergio Leone, Giuseppe Tornatore e Mauro Bolognini visse il nostro beneamato Morricone, pertanto questo con il noto regista, sceneggiatore, scrittore ed editore italiano, conosciuto anche con lo pseudonimo di George B. Lewis, nato a Fiume il 5 dicembre 1934, sarebbe un altro connubio da analizzare per bene nella musica per immagini e nella proficua carriera del Maestro romano due volte premio Oscar. Meditate e approfondite cari lettori, magari con l’ascolto non semplice ma sempre formante di questo vinile. 

cover i cosacchi

Giovanni Fusco
I Cosacchi (1959)
Digitmovies DGST047
23 brani – Durata: 73’21”



Solo poche chiare parole, com’è d’uso in questa rubrica che conoscete già a menadito: se siete avvinti cultori delle colonne sonore di Miklós Rózsa, Erich Wolfgang Korngold o Franz Waxman della Golden Age Hollywoodiana, ordunque dovete possedere questa score di Giovanni Fusco, a dir poco meravigliosa e riecheggiante le OST dei suddetti geni della Film Music d’oltreoceano. I Cosacchi, film storico guerresco del 1959, una produzione internazionale con Edmund Purdom, John Drew Barrymore, Massimo Girotti e Giorgia Moll, il sempre troppo relegato al dimenticatoio dell’ignoranza o della superficialità, che protende a ricordare solo i soliti numi tutelari della Musica per Film nel nostro Paese (Morricone e Rota su tutti), Giovanni Fusco (1906 – 1968) – amatissimo da Michelangelo Antonioni che ne fece il suo contraltare pentagrammato – compose una partitura solenne – nella quale svettano il bellissimo “Tema d’amore” e l’araldico “Titoli” – nella grande tradizione sinfonica americana di cui sopra, intarsiata da danze di matrice russa e una bucolica ed elegiaca pagina ancestrale (“Atmosfera rurale”) di abbacinante beatitudine. 

cover camorra      

Manuel De Sica
Camorra (1972)
Digitmovies CDDM323
24 brani – Durata: 45’47”



Se aveste dei dubbi sull’acquisto di questa partitura del compianto Manuel De Sica (1949 – 2014), concernente un Mafia Movie con Fabio Testi e Jean Seberg sotto la direzione dell’esperto Pasquale Squitieri nel 1972, non fatevene affatto. Questa OST è, brano dopo brano, una piacevolissima e stuzzicante scoperta compositiva che ottiene il suo Premio con il potente e furioso pezzo free jazz (con la voce skat di un euforico trentenne, all’epoca, Manuel De Sica) “Rough” che da solo vale il prezzo del CD. Poi, ci sono il tema portante, la tarantella partenopea ammaliante sin dal primo ascolto, e reiterata con vari strumenti anche solistici, “Camorra” e il tema degli innamorati “Anna e Tonino”, assai tenue e il barocchismo fuorviante di “Casa da gioco”, oltre la manciniana “Bossa Nova Boss”. Una scoperta più che meritoria d’esserlo. 

cover altrimenti ci arrabbiamo new
 
Guido & Maurizio De Angelis
Altrimenti ci arrabbiamo (1974)
Digitmovies CDDM315
14 brani – Durata: 39’47”



Ma che ve lo dico a fare! Questa è la Colonna Sonora per eccellenza della Filmografia di Successi Internazionali dei fratelli De Angelis – insieme (almeno per chi vi scrive) a Sandokan, Zorro, Piedone lo sbirro, …continuavano a chiamarlo Trinità, Bomber e Uno sceriffo extraterrestre... poco extra e molto terrestre – anche conosciuti come Oliver Onions. Finalmente la concreta energia musicale di Bud Spencer e Terence Hill in Altrimenti ci arrabbiamo vede la luce in tutta la sua integralità compositiva che dire gasata è poca cosa! Oltre all’imprescindibilmente iconica “Dune Buggy” in tutte le variazioni e forme strumental-canore possibili, in questa edizione estesa si possono ascoltare tutte le ballate country (la delicata “Love Scene”), disco, mariachi, samba, bossa che costellano la pellicola, nonché il leggendario “Coro dei Pompieri”, la poetica valzeristica di “Paganini the Killer” e il tema delle scazzottante da orbi “Across the Fields”.
Ogni traccia di questo album delle rimembranze della nostra fanciullezza spensierata e ingenua è genuina e irripetibile Nota di un Cinema che non c’è, ahimè, più ma che siamo stati fortunati d’aver vissuto. Un disco irrinunciabile nella propria collezione di aficionados del duo Spencer-Hill e dei fratelli De Angelis al loro massimo fulgore creativo su spartito. A margine (ma non poi così tanto), voglio riportare uno stralcio delle appassionate note del libretto a cura di Daniele De Gemini, Luca di Silverio e Claudio Fuiano, il trittico degli scovatori di perle cine-musicali della nostra esistenza, che ci fanno sempre restare a bocca aperta con le loro pubblicazioni importantissime per preservare la nostra Ottava Arte: “Avere la possibilità di una prima stampa ufficiale di questa partitura è più che un sogno, potremmo parlarne come di un punto d’arrivo, rappresenta il ritrovamento e la divulgazione di quel sacro Graal sulle cui tracce si è in tanti, da tanto, troppo tempo, e non esageriamo dicendovi che la storia dei tentativi di recuperare questa musica, oltre che lunga è stata a volte addirittura dolorosa”. Quindi, se non lo comprate, si/ci arrabbiamo!  

cover box bruno nicolai giallo 1

cover box bruno nicolai giallo 2

Bruno Nicolai
Bruno Nicolai in Giallo (2023)
Digitmovies CDDM316
4 Albums + Booklet – Limited Collector’s Edition
La coda dello scorpione (1971)
32 brani – Durata: 65’39”
Tutti i colori del buio (1972)
29 brani – Durata: 78’06”
Perché quelle strane gocce di sangue sul corpo di Jennifer? (1972)
26 brani – Durata: 62’41”
Il tuo vizio è una stanza chiusa e solo io ne ho la chiave (1972)
20 brani – Durata: 43’24”



Chiudiamo questa sfilza di ottime colonne sonore della Digitmovies con questo eccellente Box, sia in versione vinilica che compact disc, con le colonne sonore di Bruno Nicolai per i film gialli La coda dello scorpione del 1971, Perché quelle strane gocce di sangue sul corpo di Jennifer?, Tutti i colori del buio e Il tuo vizio è una stanza chiusa e solo io ne ho la chiave, tutti e tre del 1972. Come riportato nel ricco libretto: “Da lungo assenti dal nostro catalogo, le quattro colonne sonore thrilling più famose composte dal M° Nicolai, rivivono in questa nuova edizione deluxe”.
Queste due produzioni in edizione limitata sono realmente una chicca non solo per i fan della prima ora di Bruno Nicolai (Roma, 26 maggio 1926 – Roma, 16 agosto 1991) perché si differenziano l’una dall’altra: quella su CD contiene le score integrali su 4 album distinti invece quella su doppio LP un condensato delle quattro suddette soundtracks thriller. Inoltre entrambi i Box hanno al loro interno, udite, udite, un libretto a colori di 32 pagine, con note sulle musiche e sui film, foto, riproduzioni di poster e flani dell’epoca e un Poster raffigurante su un lato i quattro elementi primari dei gialli in questione e sull’altro un disegno in stile Gialli Mondadori, ovvero quella collana di narrativa inerente il noir e il poliziesco pubblicata dalla Arnoldo Mondadori Editore dal 1929, riportante le quattro donne protagoniste-presunte vittime di questi film.
L’opera sonora ideata nei primi anni ‘70 da un Nicolai in lucente vena compositiva è, con più o meno volontari rimandi armonici e timbrici all’amico Ennio Morricone (il tema portante in “Seq. 7 & Seq. 17” e variazioni di Perché quelle strane gocce di sangue sul corpo di Jennifer? su tutti) che di gialli ne compose un bel po' dando una linea tematica ben definita da ricalcare o plasmare a proprio piacimento (come d’altronde fece per il western e l’horror argentiano da molti colleghi emulata), qualcosa da studiare a tavolino per trovare quei costituenti che l’hanno resa grande, a tratti irripetibile e copiata non solo sul suolo di casa nostra ma tantissimo nel resto dell’Europa e Oltreoceano da altri compositori anche titolati.
In queste 4 trame pentagrammate, tra atonalismi, classicismi, avanguardie jazz, psichedelie lounge e romantiche digressioni fuorvianti rispetto al marasma di pagine volutamente e logicamente tensive, sorrette da magnifiche performance di nomi quali Alessandro Alessandroni e i suoi Cantori, Edda Dell’Orso e i suoi vocalismi alieni e sensuali, la mano direttiva ed orchestrativa di Nicolai eccelle come non mai; difatti queste quattro colonne sonore sono considerate dai suoi fan i bestsellers del suo comporre in carriera – magari sarà esagerato nel senso che altre sue composizioni sono altrettanto poderosamente gravide e da ricordare a imperitura memoria, tuttavia in questi Gialli il Nostro ha tirato fuori le sue armi sonore con una grinta ammirabile – e questo Box Deluxe ne è la prova provata senza se e senza ma. Vi ricordiamo che tutte queste score furono recensite nella nostra storica rivista cartacea che potete scaricare gratuitamente qui).
Note a margine, visto che di quelle si parla: la partitura monotematica per Il tuo vizio è una stanza chiusa e solo io ne ho la chiave, a mio modesto parere, è la summa dei Gialli di Nicolai, anche se quella più osannata dai critici e dagli appassionati è Tutti i colori del buio, effettivamente più articolata, con quel bellissimo tema sentimentale vocalizzato dalla fatata Dell’Orso da far venire i brividi, “Magico incontro”, che apre la OST e il misterico quadro impressionistico per archi, clavicembalo e fiati di “Bambole” che gli fa da contraltare meditativamente oscuro. Tuttavia Il tuo vizio è… possiede un suo fascino che non so spiegarvi a parole ma, come quando le note ti penetrano nell’anima senza che tu te ne renda consciamente conto, sa essere più incantante.

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Daniela Bocconi

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