Audace colpo dei soliti ignoti
Piero Umiliani
Audace colpo dei soliti ignoti (1959)
Four Flies Records/Sugar
Lato A: 5 brani
Lato B: 10 brani

I soliti ignoti di Mario Monicelli, AD 1958, è considerato la migliore commedia all’italiana di sempre ed è corredato da una delle prime colonne sonore interamente jazz della storia del nostro cinema, firmata dal grande e mai troppo ricordato Piero Umiliani. Il suo seguito del 1959 – debutto alla regia di Nanny Loy – vide nuovamente come autore delle musiche il padre della celeberrima canzone “Mah-nà Mah-nà” (vi dicono qualcosa i Muppet?) e come interprete indiscusso del famoso tema portante del primo film, qui riproposto in forma ancora più smagliante, il trombettista “ribelle” Chet Baker. Umiliani scrisse musiche spumeggianti e melodicamente ricche, che vedono all’opera uno straordinario assemblaggio di musicisti; oltre alla stella Baker (che offre performance da standing ovation: su tutte “Relaxin’ with Chet” e “Lyda”), sfilano nomi del calibro di Gino Marinacci al sax baritono, Bill Gilmore al trombone, Berto Pisano al contrabbasso, Roberto Pregadio all’organo, Nini Rosso alla seconda tromba e Jimmy Pratt alla batteria, mentre Umiliani esegue tutte le parti pianistiche. In questa partitura, disponibile in un vinile dal suono eccellente marchiato dall’etichetta Four Flies (in collaborazione con Sugar), si mescolano stilemi jazzistici marcati e di gran classe (esecutiva e soprattutto compositiva) ed elementi ballabili come rumba (“Seq. 1”), mambo (“Alone in a Crowd #2”) e cha cha cha (“Non ho l’erre…però”) con protagonista la sensuale voce di Vicky Ludovisi. Nonostante il prezo non proprio popolare (circa quaranta euro) Audace colpo dei soliti ignoti potrebbe essere una valida occasione per (ri)scoprire la genialità e originalità di Umiliani. Citando ‘Mr Mah-nà Mah-nà’, prezioso libro di Gianluca Tosi dedicato proprio al musicista fiorentino, “…la cosa più importante è che Piero Umiliani è conosciuto anche da chi pensa di non conoscerlo”.
Recensione concessa su autorizzazione e pubblicata in origine sulla rivista cartacea Audioreview n. 393 – Novembre 2017
