El Cisco
Bruno Nicolai
El Cisco (1966)
Digitmovies CDDM 047
28 brani – Durata: 53’31’’

La composizioni dedicate da Bruno Nicolai al western potrebbero essere suddivise approssimativamente in due orientamenti stilistici. Il primo, collocabile nella seconda metà degli anni Sessanta, è fortemente influenzato dall’eredità hollywoodiana, con parti orchestrali di ampio respiro e minime concessioni alla modernità.
Per averne un’idea, si tengano presenti partiture come 100.000 dollari per Ringo (1965) e I giorni della violenza (1967). Il secondo, inaugurato nel 1969 con Land raiders e Corri uomo corri, vede invece il Maestro rivolgersi verso il sound tipico degli spaghetti western anche nelle sue divagazioni parodistiche diffusesi a partire dagli anni Settanta. Alcuni dei suoi lavori, tra cui si possono citare Django spara per primo (1966) e Gentleman Joe… Uccidi (1967), fungono però da ponte ideale tra tali modelli interpretativi, attingendo ora all’uno ora all’altro o fondendoli nel tentativo di pervenire ad un’amalgama il più possibile coesa. È il caso anche del fino ad ora inedito El Cisco dove l’impiego dell’orchestra viene integrato da passaggi decisamente all’italiana per descrivere le imprese di un misterioso avventuriero che, accusato ingiustamente di una rapina, intende smascherare i veri colpevoli alfine di riabilitarsi. “Seq. 1”, ad esempio, colpisce soprattutto per la presenza piuttosto inusuale dello scacciapensieri e per il suo bellissimo assolo di tromba eseguito in stile deguello con emozionanti note legate. Il tema, in cui riconosciamo un altro marchio di fabbrica tipicamente italiano, cioè l’inserimento del coro, è sicuramente il momento migliore dello score e compare più volte eseguito anche dall’armonica a bocca (“Seq. 2”, “Seq. 5” e “Seq. 16”), dall’oboe (“Seq. 10”) e dalla chitarra elettrica (“Seq. 23”). “Seq. 8” è forse la traccia nella quale si nota meglio il tentativo di incastro tra il registro americano e quello europeo perché l’arrangiamento a piena orchestra del motivo iniziale è abbellito da strumenti popolari come appunto lo scacciapensieri e la chitarra acustica impegnata in una ritmica nervosa. Completano il lavoro di Nicolai numerosi episodi drammatici molto spesso dissonanti (“Seq. 3”, “Seq. 6”, “Seq. 7”, “Seq. 20”, “Seq. 27”); tessiture orchestrali che sembrano più adatte ad un peplum che ad un western (“Seq. 11”, “Seq. 14” e “Seq. 15”); sporadici interludi etnici (“Seq. 18” e “Seq. 25”) e atmosfere romantiche (“Seq. 13” e “Seq. 21”).
Per quanto non raggiunga le vette di Indio Black (1971), a mio avviso la sua miglior partitura western insieme a quelle scritte per il regista Giuliano Carnimeo, El Cisco è una tappa significativa nell’evoluzione dello stile di Bruno Nicolai che qui conferma di essere uno dei migliori esponenti della versione italica del genere: pur avendo ripreso come molti le innovazioni introdotte da Ennio Morricone, è riuscito a distinguersi per la freschezza delle idee melodiche e per la loro notevole forza d’impatto. L’importanza del recupero di questa colonna sonora, reso possibile grazie al ritrovamento dei nastri originali presso gli Archivi Edipan, ci induce pertanto a sperare che gli “speleologi musicali” della Digitmovies estraggano al più presto dagli scaffali dei medesimi qualche altra perla dimenticata del compositore, dandole un risalto degno della sua classe e garantendone la sopravvivenza.
