Piano Soundtracks & Manuele Vanzi Plays Ennio Morricone

AA.VV.
Piano Soundtracks (2020)
Manuele Vanzi – pianoforte
Digital Download
16 brani – Durata: 46’15”
![]()
Ennio Morricone
Manuele Vanzi Plays Ennio Morricone (2020)
Digital Download
20 brani – Durata: 48’25”
“La musica nel cinema come nella vita… Alcune volte irrompe potente e lascia un segno indelebile, altre volte accompagna discreta.”
Nelle parole presenti nel libretto del CD “Piano Soundtracks” del pianista livornese Manuele Vanzi, omaggiante tante celebri colonne sonore cinematiche, non soltanto trapela tutto il suo appassionato amore per l’Ottava Arte, perfino ciò che invero Essa stessa ci inietta ‘discreta’ e ‘potente’ al contempo, ovvero la quintessenza medesima della Musica tra le immagini o dell’Immagine in musica: l’impalpabile spiritualità della Grande Bellezza delle note senza tempo e senza luogo fuori e dentro il visivo.
La peculiarità di Vanzi al piano solo è la costante dolcezza di tocco e timbrica nell’affrontare la selezione di capolavori cine-musicali, oramai impressi per sempre nel nostro DNA non solo cinefilo ma umano in generale. Le scelte, forse risultanti ovvie (ma si deve vendere il prodotto, non dimentichiamolo, anche a chi di musica e di colonne sonore non ne capisce nulla, ma proprio nulla ed il palato è quello scontatamente popolare!), si basano su capisaldi della musica per film e su concernenti smisurati compositori: immancabile Ennio Morricone con tre brani da Nuovo Cinema Paradiso e uno rispettivamente da La leggenda del pianista sull’oceano e C’era una volta il West; John Williams con Schindler’s List e Jurassic Park; Michael Nyman con Lezioni di piano; Nicola Piovani con La vita è bella (due brani); Nino Rota con Amarcord; Hans Zimmer con Il gladiatore; Scott Joplin con La stangata; Yann Tiersen con due tracce da Il favoloso mondo di Amelie e Klaus Doldinger con La storia infinita.
Sia affrontando leitmotiv più intimisti, pacati e nostalgicamente struggenti che più animati, gioiosi e luminosi, Vanzi riesce ad infondere, anche nei tratti più virtuosisticamente dovuti, per non essere solo blandamente imitativo come accade in questa tipologia di compilazioni pianistiche di tanto in tanto, per essere troppo rispettosi e così esageratamente lineari e piatti, un’orizzontale serenità d’ascolto che solo a tratti verticalizza verso un preminente ‘apparire’, ossia far venir fuori il pianista esperto e sentimentale qual è; badate bene, è un pregio non un difetto, che rende questi due album di assoli, dallo stesso trascritti e arrangiati, un succedersi di emozioni e commozioni in note. Due CD, compreso logicamente quello genuinamente dedicato al compianto Morricone, scomparso lo scorso luglio, da ascoltare con il cuore in mano e la serenità del calore familiare o di coppia in una serata sotto le coperte al tepore di un camino o davanti una tavola imbandita con le persone più care tra parenti e amici per goderne ogni tonalità e l’intramontabile armonia tematica, seppur disgiunta dalle orchestrazioni ed esecuzioni originali, che non perde in afflato e stupore.
L’album tributante il Maestro romano due volte premio Oscar è un intenso personale cammino di Vanzi, pur appartenente a tutti coloro che Morricone lo hanno amato in modo viscerale ed anche in maniera disattenta, tra le sue melodie più conosciute che, non vi nego, mi ha fatto scendere qualche lacrima data la recente dipartita e l’amore spassionato del sottoscritto nei suoi confronti sin dalla tenera età di 8 anni. Temi da C’era una volta il West, Giù la testa, Gott Mit Uns, L’attentato, Il buono, il brutto, il cattivo, C’era una volta in America, Nuovo Cinema Paradiso, Love Affair, La leggenda del pianista sull’oceano, Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto e Mission. Ed anche in questo CD la sensazione della performance di questo musicista toscano è la medesima che traspare dall’album di cui sopra che vi invito a rileggervi per non ripetermi. Ma se proprio devo, in pochi ma semplici vocaboli, Vanzi ha il potere, per nulla compiaciuto e ordinario, di suscitare nella testa di chi lo ascolta una sequela di fotogrammi tra le note incancellabili e meravigliosi che il passare del tempo non scalfirà mai, nemmeno dopo miliardi di riesecuzioni e ascolti delle versioni originarie. Complimenti Manuele!
