Pillole di Note: Focus sull’etichetta Sony Classical

Pillole di Note: Focus sull’etichetta Sony Classical
Colonne Sonore questo mese vi ripropone l’oramai consolidata nuova rubrica che conoscete benissimo, riservata alle recensioni di partiture o compilazioni di una sola etichetta in particolare, votata per lo più alle Soundtracks. Di volta in volta la prendiamo in esame con le sue nuove o meno recenti pubblicazioni ma che secondo la nostra redazione sono di grande interessamento per voi costanti lettori, sempre alla ricerca di stuzzicanti delizie cine-musicali.
La rubrica prende il nome semplicistico ma diretto di ‘Pillole di Note’, ovvero mini recensioni di un certo qual numero di colonne sonore che differenziano dalle solite nostre classiche recensioni di lunghezza più o meno variabile.
E questo mese analizziamo l’etichetta internazionale Sony Classical e sue diramazioni (Sony Music, Milan Records, etc.): (https://www.sonymusic.com/):

Daniel Pemberton
Enola Holmes (Id. – 2020)
Sony Classical/Milan Reecords 19439789342
29 brani - Durata: 66’43’
Classe 1977, l’inglese Daniel Pemberton ha all’attivo già diverse collaborazioni e colonne sonore di successo (ad esempio Operazione U.N.C.L.E., Steve Jobs, Spider-Man: Un nuovo universo, Dark Crystal: La resistenza), e la sua ultima produzione, film targato Netflix, l’avventuroso e criminoso Elona Holmes, interpretata dalla bellissima e bravissima Millie – Stranger Things – Bobby Brown, possiede la giusta dose di classicismo e modernismo sonoro che ad una pellicola del genere (la sorella di Sherlock Holmes in cerca della madre scomparsa misteriosamente) non guasta affatto, anzi ne risalta le pur velleitarie parvenze primigenie. Partitura prettamente orchestrale con un tema portante di arnoldiana memoria (vedi la serie Sherlock; come prescinderne musicalmente!) e alcune sterzate nelle pagine più action in stile zimmeriano, ma non troppo. Brani selezionati per impatto emozionale ed energica vitalità crescente “Enola Holmes (Wild Child)”, “Marquis”, “Dressing Up Box” e “Train Escape”.
Ilan Eshkeri & Shigeru Umebayashi
Ghost of Tsushima (Id. 2020)
Sony Classical/Milan Records 19439793082
CD 1: 17 brani – Durata: 61’07”
CD 2: 5 brani – Durata: 48’11”
Videogioco ambientato nel 1274 sull’isola di Tsushima, in cui l’ultimo samurai, Jin Sakai, deve padroneggiare un nuovo stile di combattimento, la Via dello Spettro, per sconfiggere le forze mongole e combattere per la libertà e l’indipendenza del Giappone. A commentare le sue gesta due autori distanti culturalmente ma vicini musicalmente, visto che entrambi adottano le sonorità sinfoniche orientali (ovviamente) per sottolineare tutte le dinamiche avventurose e drammatiche della storia, eseguite con vigore dalla London Metropolitan Orchestra: l’inglese Ilan Eshkeri (Stardust, Johnny English - la rinascita, 47 ronin) e il giapponese Shigeru Umebayashi (2046, The Grandmaster, La città proibita), frazionati su due CD (il primo il compositore britannico – il secondo quello nipponico) per oltre 100’ di score, dove a farla da padrone sono, in verità, le cinque suite di Umebayashi (“Seion”, “Shurai”, “Bushido”, “Kodoku” e “Seiiki”). Colto autore di colonne sonore dall’enorme impronta sinfonica e dalle grandi armonie orientaleggianti e intimiste, sa infondere alle sue trame pentagrammate del secondo album un afflato meravigliosamente attraente e conturbante, anche nelle poche ma nette sequenze sonore d’azione. Eshkeri, dal canto suo, spinge il pedale drammaturgico-action in molte delle tracce, tra le quali spicca “The Way of the Samurai” e la melodia arcaica ed enfatica della canzone finale, interpretata delicatamente e possentemente al contempo da Clare Uchima, “The Way of the Ghost”.
Nathan Whitehead
Days Gone (Id. – 2019)
Sony Classical 19075939122
25 brani (21 di commento e 4 canzoni) – Durata: 79’27”
Altro videogioco: due anni dopo una devastante pandemia globale, il cacciatore di taglie Deacon St. John deve affrontare una brutale lotta per la sopravvivenza contro famelici zombi che infuriano sulla terra. Il compositore americano Nathan Whitehead (la trilogia de La notte del giudizio, la serie The Last Ship), esperto di partiture adrenaliniche e thriller/horror, tratteggia per questo videogame zombi apocalittico uno score tra pagine acustiche folk/rock atmosferiche e orchestrali energiche (performance della Nashville Scoring Orchestra) di indubbia efficacia – vedi brani quali “Rest in Peace” e “We’ve All Done Things” o il melodioso country sinfonico di “Sarah’s Theme”. Aleggiano qui e là, nelle atmosfere e nel tema principale, assonanze armoniche con l’universo leitmotivico impareggiabile del compianto James Horner. Molto morriconiana, con un senso marcato di forte solitudine, la folk song “Soldier’s Eyes” di Jack Savoretti.

Gustavo Santaolalla & Mac Quayle
The Last of Us Part II (Id. – 2020)
Sony Classical 19439793102
28 brani – Durata: 77’10”
Ancora un videogioco, questo dall’enorme seguito, ovvero la saga zombesca di The Last of Us, giunta alla seconda avventura per la sua protagonista Ellie, perennemente in pericolo contro un’orda di ‘non morti’. Sul podio delle musiche originali nuovamente il due volte premio Oscar, l’argentino Gustavo Santaolalla (I segreti di Brokeback Mountain e Babel), questa volta coadiuvato dal losangelino Mac Quayle (le serie Mr. Robot con il quale si è aggiudicato un Emmy per le migliori musiche, American Horror Story, Feud, Ratched). Partitura, come per la prima colonna sonora, schiettamente acustica e folk alla Ry Cooder per il sodale Walter Hill, quasi unplugged, con banjo e chitarre in primo piano (“Reclaimed Memories”, “Beyond Desolation”), soprattutto nelle pagine curate e anche eseguite da Santaolalla e synth ansiogeni e da incubo costante in pieno stile “scary music” (“The Cycle of Violence”) in quelle scritte da Mac Quayle (nove brani totali sui 28 presenti nel CD). Chi è appassionato di Zombi e connesse scores, questa fa proprio al caso suo.
Sally Potter
The Roads Not Taken (2020)
Sony Classical/Milan Records 19439753132
12 brani – Durata: 38’55”

La regista e compositrice Sally Potter, colei che ha diretto e musicato Orlando, Lezioni di tango e Rage, torna alla ribalta con questo dramma con Javier Bardem ed Elle Fanning, padre e figlia nella finzione, che sperimentano nell’arco di una giornata possibili vite alternative che avrebbero potuto (voluto) vivere. Questa trama esistenzialista e utopica viene commentata dalla Potter (caso quasi unico di regista-compositrice nel panorama della Settima Arte odierno) con uso elitario di violoncello, percussioni, chitarra classica, basso, violino, contrabbasso e tastiere (da Lei suonate) inondando la trama di morbide arie classiche, a tratti avanguardistiche, e ballabili tra valzer e tango. Da segnalare le tracce “The Call”, “On This Day” e “Tomorrow”.

Imogen Heap
Harry Potter e la maledizione dell’erede (Harry Potter and the Cursed Child – Parts One and Two, 2018)
Sony Masterworks 19075 901142
41 brani – Durata: 78’07”
Colonna sonora della versione teatrale dell’ultimo capitolo delle avventure magiche di Harry Potter, divenuto adulto e padre, ambientato diciannove anni dopo la morte di Lord Voldemort nella battaglia di Hogwarts. Un’opera teatrale in due parti di Jack Thorne su soggetto di J. K. Rowling, John Tiffany e dello stesso Thorne, che ha esordito al Palace Theatre di Londra il 7 giugno 2016, ottenendo un grande successo di pubblico e critica e numerosi premi. Le musiche di questi 4 atti sono state affidate alla talentuosa compositrice e cantautrice britannica Imogen Heap (classe 1977), nonché polistrumentista – difatti in questa score suona molteplici strumenti – che realizza un commento originale ricco di gradazioni tra il moderno e l’antico, tra timbriche e armonie elettro-pop, nuance alla Thomas Newman e Danny Elfman, sperimentalismi sintetici e vocali, un’esuberanza di temi ed incisi da rimanere affascinati e sedotti nota dopo nota. La magia della narrazione e della pièce teatrale, e del successivo libro adattato dall’opera nativa, saltano fuori in maniera sbalorditiva, facendo sì che non si possa menzionare un pezzo piuttosto che un altro, perché tutte le quattro suite-atti sono un gran piacere d’ascolto da reiterare.
