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02 Ott2020

Django il bastardo

Scritto da Federico Biella. Pubblicato in Cinema

cover django il bastardo newVasco&Mancuso
Django il bastardo (1969)
Beat Records CDCR 140
26 brani - durata: 65’ 44’’ 

Sergio Garrone alimenta il filone dei Django spuri con questo episodio nel quale il personaggio corbucciano (qui interpretato da Anthony Steffen) viene dipinto come un’entità soprannaturale: è una specie di angelo vendicatore, un fantasma che compare e scompare improvvisamente, ed è del tutto alieno da qualsiasi interesse materiale. Durante la Guerra civile americana, tre ufficiali confederati corrotti tradiscono la propria unità consentendone il massacro da parte delle truppe nordiste. Il soldato sudista Django, o verosimilmente il suo spettro, giura vendetta: quindici anni dopo, prima di sparire nel nulla da cui è venuto, eliminerà i tre presentandosi di fronte ad ognuno con una croce recante il loro nome e la data di morte. L’ultimo, Rod Murdock, divenuto un ricco proprietario terriero, gli darà del filo da torcere scatenandogli contro una folta schiera di sicari. I nastri originali della colonna sonora scritta da Vasco&Mancuso (Vasco Vassil Kojucharov ed Elsio Mancuso) sono depositati presso gli archivi dell’associazione culturale NoMus di Milano. Qui il musicologo Alessandro Bratus, in seguito ad una donazione, ha infatti potuto organizzare il ‘fondo Kojucharov’, che custodisce quaderni di sincronizzazione, schizzi, partiture, appunti, registrazioni analogiche del maestro italo-bulgaro: un catalogo importante perché permette di ricostruire le fasi del processo produttivo musicale del cinema di genere, dal progetto preliminare alle sedute in sala d’incisione. Nel mese di giugno di quest’anno la Beat Records ha pubblicato per la prima volta in assoluto la colonna sonora del film di Garrone, attingendo proprio a tale materiale sonoro. Come fa notare Bratus nelle note interne al disco, il lavoro di Kojucharov e Mancuso, organizzato con un approccio artigianale ed eseguito da un organico strumentale ridotto rispetto agli standard dei tempi, è stato completato nell’autunno del 1969 in tempi strettissimi, a testimonianza di una filiera produttiva collaudata ed efficiente. Il modus operandi era di tipo modulare, cioè comportava la composizione separata delle parti solistiche, vocali o strumentali, così da poterle integrare con le basi pre-registrate a seconda delle esigenze della sceneggiatura.
Il tema principale “Seq. 1”, che scorre sui titoli di testa costituiti da una galleria di immagini e foto della Guerra di secessione, si snoda lungo una solida ritmica moderna (organo, batteria e basso) sulla quale si alternano nel portare la melodia chitarra elettrica, spesso doppiata dai flauti, tromba e vocalizzi femminili. Talvolta interviene in contrappunto la stessa voce femminile che sussurra in modo un po’ inquietante il nome di Django: ciò incrementa la cifra dark del pezzo. Le riprese del tema nella sua versione iniziale sono piuttosto rare. Oltre a tornare nei titoli di coda, per xilofono in sincrono coi flauti e più marcati vocalizzi femminili (“Seq. 19”) culminanti nell’esclamazione «Django!», c’è una reinterpretazione per tromba in stile degüello per gli attimi che precedono lo scontro decisivo tra Murdock e Django (“Seq. 18”). Nei nastri originali sono inoltre documentate anche le basi di cui si è parlato: le troviamo all’altezza di “Seq. 20”, “Seq. 25”, “Seq. 26”.
Il motivo diventa veramente qualificante il protagonista negli episodi musicali di astratta suspense, numerosi perché indispensabili per dare profondità alle ambientazioni notturne e per ispessire l’aura gotica del film: in quasi tutti i brani di tensione, le sei note fondamentali del tema vengono deformate dal flauto o dall’ottavino (in un paio di occasioni da una grottesca tromba con sordina) in rapide sequenze legate e di solito collocate nelle prime battute. È chiara l’allusione alla natura sfuggente e probabilmente spettrale di Django. Oltre a tale elemento, generalmente la tensione si materializza in un caleidoscopio di suoni irrisolti organizzati con archi, fiati, chitarra elettrica distorta, organo, percussioni, piano, campane (“Seq. 2”, “Seq. 5”, “Seq. 9”, “Seq. 10”, “Seq. 13”, “Seq. 16” prima e terza parte, “Seq. 21”, “Seq.  22”, “Seq. 23”) e, in più di un’occasione, oscuri vocalizzi femminili di impronta horror (“Seq. 3”, “Seq. 8”, “Seq. 12” seconda parte, “Seq. 15”, “Seq. 17”).
Un secondo tema, molto più frequentato durante il film, è dedicato ad Alida Murdock (Rada Rassimov), moglie del fratello paranoico di Rod, che lei ha sposato solo per interesse economico. Si tratta di un motivo etereo e sognante di ispirazione lounge con varie combinazioni tra organo, chitarra elettrica e flauto (“Seq. 4”, “Seq. 6”, “Seq. 7” “Seq. 12” prima parte, “Seq. 14”, “Seq. 16” seconda parte, “Seq. 19” prima parte), talmente sdolcinato da risultare un po’ fuorviante in relazione al personaggio, una donna ambigua, unicamente interessata al denaro, affascinata da Django probabilmente perché spera di poter ricavare qualcosa anche da una relazione con lui.
Passando agli episodi isolati, “Seq. 11” è un particolare spezzone di più di tre minuti riempito da un solitario (a parte un tenue sottofondo organistico nell’introduzione) tamburo militaresco a sostegno della scena in cui, tramite un flashback, capiamo in quali circostanze si è verificato il massacro dell’unità sudista di Django; “Seq. 24”, programmata sul CD ma non sincronizzata alla pellicola, vede un organo liturgico impegnato in più di due minuti di evoluzioni (é probabile che sia stata pensata per la circostanza, concepita a climax ma musicalmente muta, in cui Rod Murdock trova in una chiesa il cadavere del fratello ucciso da Django).
Infine, la partitura viene completata con quattro tasselli provenienti da altri western firmati Vasco&Mancuso (non presenti sul CD). Nel dettaglio, si tratta di Tre croci per non morire (1968), Ad uno ad uno... spietatamente (1968) e Dio perdoni la mia pistola (1969): al primo appartiene “Seq. 3”, un pezzo dinamico per tromba per il momento in cui il fratello psicopatico di Rod Murdock trascina un malcapitato legato per le mani al suo cavallo; al secondo “Seq. 2”, un motivo circense a commento della sfida con i candelotti di dinamite accesi, e “Seq. 7”, una versione saloon per pianoforte a puntine del precedente; al terzo “Seq. 13”, una variazione epica per tromba del Leitmotiv del relativo film per la scena in cui la popolazione della cittadina tenuta in scacco da Murdock viene fatta evacuare per poter stanare più facilmente Django.

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Daniela Bocconi

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