La settima onda & Leonardo – The Man Who Saved Science

Pericle Odierna
La settima onda (2015)
Pesi e Misure APMCD22
16 brani – Durata: 45’14”

Pericle Odierna
Leonardo – The Man Who Saved Science (2017)
Pesi e Misure APMCD291
18 brani – Durata: 55’26”
Nel 2014 in una mia intervista su questo sito definii il compositore Pericle Odierna “Uno scultore di note” (leggi intervista) e ascoltando le sue più recenti fatiche cine-musicali, una del 2015 (La settima onda) e l’altra del 2017 (Leonardo – The Man Who Saved Science), tale definizione gli calza ancora a pennello. Perché effettivamente come plasma, rimodella e crea note dal suo pentagramma, per l’appunto come fa uno scultore dal nulla con la sua lastra di marmo o quant’altra materia gli si pone dinnanzi, ha un ché di geniale e profondamente artigianale, di quell’artigianato di elevata classe che molti colleghi compositori dovrebbero tenere a mente quando affrontano la sperimentazione e la creazione di note tra le immagini come facevano nel passato nomi illustri quali Stelvio Cipriani, Mario Nascimbene, Piero Piccioni, Carlo Rustichelli, Ennio Morricone e Riz Ortolani (e qualcuno lo dimentico sicuro).
Nei due casi qui recensiti, ovvero il drammatico La settima onda di Massimo Bonetti con Francesco Montanari, Valeria Solarino e Alessandro Haber, e il docufilm di coproduzione franco-australiana Leonardo – The Man Who Saved Science diretto da Mark Daniels, ci troviamo di fronte a due partiture distanti una dall’altra per ovvi contenuti di racconto ma aventi un substrato musicale di grande unitarietà stilistica e dalle idee che lasciano stupefatti per originalità e orchestrazione. Il dramma marittimo esistenziale La settima onda racchiude una partitura liquescente come il mar Mediterraneo che circonda il protagonista – si narra la vicenda di un uomo qualunque che su un meraviglioso sfondo di un mare azzurro pieno di profumi e sensazioni che solo chi vive vicino ad esso può comprendere, si trascina strozzato dai debiti e dalla disperazione – e al contempo intrisa di disparate idee tematiche emozionali e cadenzate da un ritmo lento e inesorabile ma speranzoso di rinascita personale. Una OST che dal primo all’ultimo pezzo è un percorso dell’animo con sonorità fosche che appaiono ostili e lontane ma che in verità sono vicine e consolatorie, e che ci portano per mano attraverso la bellezza del mare e dello spirito umano con motivi arabeggianti (“Interiormente”, “Intime riflessioni”, “Tanino”, “Lavoro ingrato”), un tema portante melanconico e disarmante per la bellezza struggente che emana ad ogni ascolto (lo stupendo tango, trattenuto e sfogato alternativamente, di “La settima onda”, l’elegia di “Quint’essenza”, l’enfasi di “Pesca notturna”): piano, violino, viola, elementi etnici di varia natura, synth, sax, archi campionati, sono l’essenza strumentale di cui ci ciba Odierna per renderci sazi delle sue note colme di pathos in questo lavoro abbagliante come il sole al tramonto che scompare a poco a poco a pelo dell’acqua tra le onde quiete della sera.
Leonardo – The Man Who Saved Science si apre con un tema dinamico e adrenalinico, molto moderno a dispetto dell’ambientazione del docufilm, “Il 1400 in Italia”, che ricorda il Pino Donaggio dei film politici e di mafia sia di genere action che d’inchiesta, e che ritorna variato più e più volte. Il secondo brano lascia il posto ad atmosfere melodrammatiche, “Notte toscana”, tra archi campionati in levare, piano in modalità minimalista e interventi etnici. “Rinascimento italiano” ripresenta il leitmotiv principale vigoroso e agguerrito che si da il suo bel daffare per rendere la vicenda narrata un florilegio di avvenimenti dai risvolti sempre più coinvolgenti, con una viola dal tocco rinascimentale che cerca di addolcire il clangore al calor bianco della traccia (notevole orchestrazione). “Il mago Leonardo” ci delinea un bellissimo tema evocativo e articolato come il celebre multiforme artista, scienziato, uomo d’ingegno, etc. etc. di cui commenta la vita e la sua arte. La tavolozza tra suoni veri e ricreati al computer di Odierna si fa via via sempre più irta di trovate acutissime come lo era ‘acuto’ il genio di Leonardo stesso, vedi, anzi senti, “Meditazione”, “Cena a corte”, “La Gioconda”, “Medioevo”, “Magnifica Firenze”, “Misterioso Da Vinci” e l’intrigante “Leonardo in Florence”. Una score da sentire con attenzione, soprattutto per carpire i vari elementi che la compongono e che la rendono moderna ma con uno sguardo al rinascimento musicale che ne permea l’essenza.
