27 Gen2011
Il Giustiziere sfida la città
Franco Micalizzi
Il Giustiziere sfida la città (1975)
Digitmovies CDDM176
16 brani – durata: 36’:48’’

Il giustiziere sfida la città è sicuramente uno dei polizziotteschi più atipici fra quelli girati nel periodo, forse più vicino ad un genere a lungo frequentato sia da Lenzi che da Micalizzi come il western (fra le righe si può leggere un omaggio al Sergio Leone di Per qualche dollaro in più) o al coevo filone poliziesco americano (Il giustiziere della notte del 1974, regia di Michael Winner). Lo polizia e le altre forze dell’ordine non intervengono mai sulla scena rendendo così ancora più desolante il contesto in cui si svolge la vicenda e la giustizia privata diventa l’unico mezzo per contrastare una malavita che colpisce chiunque e in maniera assolutamente trasversale, dal metronotte Pino Scalia (Mario Piave) al ricco ingegnere Marco Marsili (Silvano Tranquilli). L’unico che riuscirà a ristabilire l’ordine è il giustiziere Rambo (un fenomenale Tomas Milian), personaggio dal passato turbolento che ritorna in città riuscendo a debellare i due maggiori clan di malavitosi della zona, ai quali era legato in passato, al fine di vendicare il suo amico Scalia.
Le musiche composte da Micalizzi emergono innegabilmente per la loro aderenza alla narrazione della vicenda aggiungendo valore dinamico e lirico alle varie scene, motivo in più questo per ritenerla una colonna sonora assolutamente riuscita in termini di interplay fra suono e immagini. I mezzi utilizzati dal Maestro per ottenere tale risultato sono i classici del periodo: ritmiche hard-funk serrate, chitarre effettate con wha-wha, fiati in grande spolvero, pianoforte suonato sul registro medio-basso, clavinet pestati con impatto ritmico devastante, ma anche orchestrazioni dall’incedere dissonante e sinistro che si fanno carico di enfatizzare i momenti più drammatici (il ritrovamento del cadavere di Scalia o la pittoresca quanto brutale uccisione di un sicario del clan Conti ad opera della cosca rivale). Una novità per quanto riguarda l’impianto strumentale è rappresentata sicuramente dall’utilizzo di un sintetizzatore che, utilizzato in quasi tutti i brani, vi conferisce un carattere sintetico e minaccioso.
Come da prassi, i temi musicali che si avvicendano per tutta la pellicola sono due. Il primo, conosciuto anche come “Rambo’s theme”, rappresenta il motivo principale e viene presentato sia nei titoli di testa (tr.1, “Titoli”), che in quelli di coda (tr.16, “Finale”) per introdurre e congedare il protagonista. Particolarmente riuscita in questo senso è la scena dei titoli di testa in cui Rambo, attraversando la tangenziale, fa la sua entrata in città a bordo di una moto di grossa cilindrata (innegabile qui la citazione iconografica al western). In questo caso le soluzioni ritmiche e timbriche (la bellissima chitarra ritmica con wha-wha che anticipa l’entrata di Rambo/Milian) adottate dal compositore fanno in modo che il tema rimanga assolutamente ‘incollato’ addosso al personaggio per tutta la durata del film.
Questo tema verrà riproposto in varie occasioni (tr. 2, 4, 7, 10, 12, 15) subendo diversi arrangiamenti che comunque non si discosteranno mai troppo da quello di presentazione.
Il secondo tema ha un carattere maggiormente ritmico ed è subordinato in senso stretto al commento sonoro delle scene. Di sicuro meno incisivo del motivo principale, lo si potrà ascoltare nelle tracce 3, 5, 6, 8, 9, 11, 13 di questa versione in CD.
Come sempre un nota di merito va alla Digitmovies per l’ottimo lavoro di recupero che continua a portare avanti, regalandoci così materiali di altrimenti ardua, o in certi casi impossibile, reperibilità.
