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26 Gen2011

Da Corleone a Brooklyn

Scritto da Nicola Giunta. Pubblicato in Cinema

cover_corleone_brooklyn.jpgFranco Micalizzi
Da Corleone a Brooklyn (1979)
Beat Records Company BCM9501
CD digipack + poster 24x36 - Limited Edition
17 brani (15 di commento + 2 canzoni) – durata: 39’46’’

              

“Tra gli otto polizieschi che ho diretto negli anni ’70, Da Corleone a Brooklyn è forse quello a cui sono più affezionato. E questo per vari motivi: è il film meno consolatorio e ottimista, ed è anche - in un certo qual modo - il canto del cigno di quel cinema che registrò con drammatica incisività la violenza metropolitana del più infausto decennio italiano. Infatti fu realizzato nel 1979 e dopo quell’anno il genere polizziottesco tramontò definitivamente, ucciso dalla televisione e dalla crisi delle strutture produttive”
Con queste parole il regista Umberto Lenzi parla del suo film Da Corleone a Brooklyn nelle note di copertina di questa deliziosa, quanto necessaria ristampa dello score che il M° Franco Micalizzi compose e diresse con indiscutibile maestria e assoluta perizia sia nella scrittura, che negli inconfondibili arrangiamenti. La vicenda si svolge fra Palermo (città poco ‘frequentata’ dal genere polizziottesco), Roma e New York. Il commissario Berni (Maurizio Merli), chiamato dalla questura del capoluogo siciliano, ha il compito di incastrare il boss mafioso Michele Barresi (Mario Merola) rifugiatosi a New York sotto falso nome. Per riuscire nel suo intento Berni e il pentito Salvatore Scalia (un bravissimo Biagio Pelligra), il quale dovrà testimoniare contro il boss, partono da Palermo per raggiungere Roma e da lì imbarcarsi su un aereo con destinazione Nuova York. Inutile dire che gli impedimenti lungo il viaggio non tarderanno ad arrivare e non saranno neppure di poco conto.
Il finale sofferto e dal tono interlocutorio rappresenterà un perfetto epilogo, oltre che del film stesso, di un intero genere cinematografico legato in maniera indissolubile alle vicende sociali, politiche e culturali della decade che lo ha visto nascere, crescere ed infine scomparire dal grande schermo.
Il commento sonoro che Micalizzi realizza per questa pellicola riprende alla perfezione le peculiarità stilistiche che hanno fatto la fortuna del genere polizziottesco e dei compositori che vi furono coinvolti: ritmiche funk serrate a dal gusto fortemente blax, sezione fiati squillante e in bella evidenza, piano Rhodes, Clavinet e organi Hammond dal timbro inconfondibile, commoventi intermezzi di archi e linee di sintetizzatori a contraddistinguere le scene di attesa o suspance.
I temi principali sono fondamentalmente due  e vengono presentati già nei titoli di testa.
Il primo ha un carattere piuttosto neutro e utilizza i clichè sonori del genere (ritmica funk, contrappunti di Hammond, sezione d’archi, etc.) per contestualizzare le scene introduttive. Sarà riproposto, da solo o insieme al secondo tema, nelle tracce 6, 9 e 17.
Il secondo invece è quello che potremmo definire a tutti gli effetti il leitmotiv principale della pellicola, segnando peraltro l’entrata in scena del boss Barresi (Merola). Ha una forte connotazione mediterraneo-partenopea e riesce a commentare in maniera perfetta la figura del malavitoso appena arrivato a Brooklyn; lo riascolteremo nelle tracce 2, 5, 6, 7, 9, 12 e 17 riarrangiato ed in alcuni casi impreziosito dal suono del marranzano, strumento tipico della tradizione musicale dell’Italia meridionale e spesso utilizzato in pellicole dei ’60 e ’70 che trattano le vicende della malavita siciliana (vedi la colonna sonora de Il Clan dei Siciliani composta dal M° Ennio Morricone). Questo secondo tema sarà riproposto nelle tracce 3 e 15 anche in versione cantata con due diversi arrangiamenti strumentali.
Gli amanti del genere, e non solo loro, rimarranno sicuramente rapiti anche dai micidiali numeri prog-funk (tracce 5, 11 e 13) che stanno a commento dei lunghissimi e velocissimi inseguimenti (uno di questi si svolge nel mercato palermitano della Vucciria),  nonché dagli intermezzi dal carattere più lirico (tracce 8, 10, 14 e 16) i quali, suonati con archi, pianoforte e sintetizzatori, sono accennati brevemente nel corso del film.
Una nota di merito va alla Beat Records Company la quale, oltre ad aver riportato alla luce questo splendido score, ce lo ripropone in una lussuosa confezione CD digipack contenente un mini-poster (dimensioni 24x36) ed un’ illustrazione realizzata appositamente dal fumettista Andrea Clanetti. Da Corleone a Brooklyn è il primo dei tre CD che la Beat Records dedica alle musiche di Franco Micalizzi per il cinema di Umberto Lenzi, nel secondo e terzo volume: Roma a mano armata e Il cinico, l’infame, il violento.
Affrettatevi perchè si tratta di edizioni limitate e numerate!

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Daniela Bocconi

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