03 Set2010
Un minuto per pregare, un istante per morire
Carlo Rustichelli
Un minuto per pregare, un istante per morire (1967)
Digitmovies/Digitsoundtracks CDDM 153
29 brani - durata: 73' 14"

Dopo ben tre western abbastanza scanzonati, cioè Sette pistole per i MacGregor (1966), Sugar Colt (1966) e Sette donne per i MacGregor (1967), Franco Giraldi gira Un minuto per pregare, un istante per morire, pellicola a tinte forti e decisamente drammatica nata in seno ad una coproduzione italo-americana. L’influenza americana è intuibile non solo per via della presenza di attori statunitensi in tutti i ruoli principali. Da non trascurare è infatti anche l’impronta data alla colonna sonora da Carlo Rustichelli, che scrive a mio avviso una delle sue migliori partiture per quanto riguarda il western: magniloquente nel rispetto della tradizione hollywoodiana, ma nello stesso tempo traboccante di sentimento e disperazione. Una mera imitazione dei compositori d’oltreoceano, dunque? Ci sarebbe questo rischio se non intervenisse il talento del compositore di Carpi a lasciare tra le note la propria “graffiatura”, un termine da lui stesso usato per definire quella particolare sensibilità grazie alla quale l’artista è in grado di nobilitare l’esercizio compositivo. Certo, gli amanti del sound tipico del western all’italiana non troveranno qui molti riscontri, ma lo spessore della OST è tale da indurre a tributarle un apprezzamento che dovrebbe prescindere dalle classificazioni di genere o di stile.
La tracklist viene presentata nella consueta configurazione: tutte le sequenze in mono composte per il film più i brani in stereo, in questo caso sette, selezionati per le precedenti edizioni in LP o CD. Per la gioia dei collezionisti, si è così pervenuti ad un’edizione considerabile definitiva.
Il tema principale, che ascoltiamo per la prima di numerose volte in “Seq. 4”, è un’imponente, e per ampi tratti anche poetica, costruzione sinfonica per orchestra e chitarra, strumento quest’ultimo che Rustichelli ha tenuto spessissimo in considerazione nei suoi lavori per dare contorni marcati alla malinconia e allo struggimento. Il protagonista del film, Clay McCord, è difatti un individuo infelice e fragile, un pistolero tormentato sia da problemi con la legge (su di lui grava una taglia) sia dal timore della malattia (soffre di frequenti paralisi al braccio che egli attribuisce ad un’incipiente epilessia). Braccato senza pietà dagli uomini dello sceriffo di Escondido nonostante un’amnistia generale, Clay verrà ucciso da due bounty killer.
In un simile contesto sono comprensibilmente moltissime le situazioni drammatiche o di suspense. A commentarle intervengono spunti di musica sperimentale (“Seq. 7” e “Seq. 9”), motivi incalzanti che non fuoriescono dai confini della melodia (“Seq. 13” e “Seq. 19”), riprese continue dell’atmosfera di mistero dettata in sordina dall’orchestra all’inizio del film, mentre scorrono i titoli di testa (“Seq. 1 - Titoli”, “Seq. 2 - Titoli pt. 2” e “Seq. 3 - Titoli pt. 3”). Gli unici momenti di decompressione sopraggiungono con gli immancabili brani da saloon (”Seq. 8” e “Seq. 15”), con un buffo pezzo vagamente circense (“Seq. 11”) e con un tema romantico per archi (eseguito per intero in “Passioni tumultuose”). Infine, tipico della cultura del Maestro è anche l’inserimento di una breve concessione alla musica popolare (“Seq. 17”).
Un minuto per pregare, un istante per morire è in definitiva una vera e propria gemma nello sterminato curriculum cinemusicale di Carlo Rustichelli: lo staff della Digitmovies non poteva scegliere un titolo migliore per inaugurare il nuovo marchio Digitsoundtracks, istituito per inglobare in una dimensione più specifica l’attività di esplorazione che la società abruzzese sta da tempo conducendo nel mondo delle colonne sonore italiane.
