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02 Set2010

Genova a mano armata

Scritto da Federico Biella. Pubblicato in Cinema

cover_genova_a_mano_armata.jpgFranco Micalizzi
Genova a mano armata (1976)
Digitmovies CDDM 130
28 brani – Durata: 43’06’’


 
Come è possibile dimenticare le partiture firmate da Franco Micalizzi per poliziotteschi come Hold up - Istantanea di una rapina (1974), Napoli violenta (1976) o Italia a mano armata (1976)? Il settimo volume della prestigiosa serie edita dalla Digitmovies “The Italian Police Movies Original Soundtracks Anthology” aggiunge un titolo importante alla discografia del Maestro: Genova a mano armata. Il film, ambientato in una delle città maggiormente frequentate dal genere (le altre sono Milano, Roma e Napoli), narra la storia di un ex agente della CIA che, divenuto investigatore privato, viene incaricato di indagare sul sequestro di un facoltoso armatore e finisce per imbattersi in una pericolosa banda di narcotrafficanti.
La partitura di Micalizzi si muove essenzialmente sulla falsariga di uno stile che egli stesso ha contribuito a consolidare. Bastano pochi secondi dell’incisivo ed energico tema principale (“Seq. 1 – Titoli”), abbondantemente ripetuto più avanti in versioni mozzafiato che non si dimenticano con facilità, per capire i motivi per cui il compositore romano ha potuto affermarsi come un autentico caposcuola del genere. Ritmiche tiratissime, chitarre col wah-wah, sezione fiati orientata sul funky, flauti spesso suonati al limite delle possibilità timbriche, tastiere ed archi dissonanti: sono questi gli ingredienti dello score che sapientemente dosati fungono da ideale contraltare a folli e vorticosi inseguimenti in automobile, squallidi incontri in quartieri urbani da incubo, rocambolesche sparatorie, istanti di puro terrore.
Veramente pochi sono d’altro canto i momenti che spezzano la tensione per aprire squarci di serenità o di riflessione: si riducono a “Sambamba”, pezzo brasiliano per tastiere e coro, e a “Seq. 12”, splendido studio per pianoforte solo.
«Micalizzi sta ai poliziotteschi come Morricone sta agli spaghetti western». Così si è espresso Umberto Lenzi, uno dei registi che hanno trattato con convinzione il poliziesco all’italiana, circa l’apporto dato ai propri film dal Maestro. Dopo ripetuti ascolti di Genova a mano armata, rimasta fino ad ora curiosamente in ombra rispetto ad altre sue OST più celebrate, non possiamo che sottoscrivere questa lapidaria ma efficace definizione.

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