Pillole di Note: Focus sull’etichetta Sonor Music Editions

Pillole di Note: Focus sull’etichetta Sonor Music Editions
La nostra rubrica ‘Pillole di Note’ – ovvero mini recensioni di un certo qual numero di colonne sonore che si distinguono dalle abituali nostre classiche recensioni di lunghezza più o meno variabile – ancora una volta si focalizza su un’etichetta di casa nostra.
Analizziamo l’etichetta italiana Sonor Music Editions: (https://sonormusiceditions.com/):

Piero Piccioni
Amore mio aiutami (1969)
Sonor Music Editions SME 92
Lato A: 6 brani
Lato B: 7 brani

Nel 2008 il nostro redattore Luca Villari scrisse la recensione di questa partitura integrale in edizione CD per GDM, contenente 27 tracce (leggete qui la sua disamina sullo score, anche se fu un po' trattenuto nel dare il suo voto; difatti noterete il divario con il mio di questo articolo). L’anno passato l’etichetta italica, ivi analizzata, ha messo alle stampe il vinile della medesima colonna sonora, Amore mio aiutami, pellicola del 1969 diretta ed interpretata dal sodale storico amico di Piero Piccioni (1921 – 2004), il nostro mitico e incancellabile mattatore Alberto Sordi, su soggetto e sceneggiatura di Rodolfo Sonego (con la collaborazione dello stesso attore e regista romano e di Tullio Pinelli) con l’altrettanto mitica e incancellabile Monica Vitti – la trama: dopo dieci anni di matrimonio, Raffaella (Vitti) si innamora di un altro uomo e chiede al marito Giovanni (Sordi) di aiutarla a capire i propri sentimenti. Giovanni finge comprensione, ma tenta in realtà di ostacolare la nuova relazione, mentre crescono tensioni e gelosie. Tra allontanamenti e riavvicinamenti, la crisi porta infine alla rottura definitiva della coppia –. Ancora oggi questa score è ritenuta una delle migliori e più ispirate del loro connubio, e temi quali il principale, l’armoniosamente romanticheggiante “Amore mio aiutami”, ascoltabile anche in versione vocale o canora grazie alle voci incantanti e soavi di Nora Orlandi (“Luna, amore e… no”) e Gloria Paul (“Luna non sei nessuna” con il coro della Orlandi in supporto), la bossa e il lounge di “Amanda Strain”, “North Pole Penguin” e “Bossa Per Alberto”, nonché lo stupore classicheggiante di “Barocco”, ne sono la prova provata (l’orchestra è diretta da Piccioni e da Gianfranco Plenizio). Poi che dire di quel flauto, piano (lo stesso Piccioni) e di quegli archi seducenti di “Amore mio aiutami” (lato B) e il solo di quel violino empatico in, per l’appunto, il brano “Violino”? Puro Piccioni’s Touch di gran classe! Album da possedere assolutamente nella propria collezione di cinefili appassionati di colonne sonore.
Alberto Baldan Bembo
Io e Mara (1969)
Sonor Music Editions SME 91
Lato A: 5 brani
Lato B: 5 brani

Polistrumentista milanese di origini veneziane, Alberto Baldan Bembo (1938 – 2017) è stato una figura raffinata e trasversale della musica italiana del secondo Novecento, accostabile per fantasia e sperimentazione compositiva a Piero Umiliani, Gianni Ferrio, Berto Pisano, Giacomo Dell’Orso: vibrafonista, organista, pianista, arrangiatore e compositore capace di attraversare jazz, pop e musica per immagini con naturale eleganza. Le sue colonne sonore più note, L’amica di mia madre (1975) e Lingua d’Argento (1976). Pubblicato nel 1969 per la CGD, Io E Mara è formalmente una colonna sonora di un film mai realizzato, ma nella sostanza è qualcosa di diverso: un’opera autonoma, un concept album sofisticato che racconta – esclusivamente attraverso un pentagramma colmo di idee timbriche e armoniche – ventiquattr’ore nella vita di due giovani amanti. Più che accompagnare immagini assenti, il disco le evoca, costruendo un proprio spazio narrativo indipendente. Le dieci tracce scorrono come una suite continua, in cui lounge cinematografico, bossa nova e jazz si intrecciano in un’atmosfera sospesa e sognante. Il pianoforte e l’organo di Baldan Bembo guidano il racconto con tocco lirico e misurato, mentre la voce eterea e talvolta sensuale di Mara diventa presenza emotiva, quasi un pensiero solleticante e perdurante che attraversa il 33 giri – vedi i brani “Ore 22”, “Ore 10” e “Ore 6” –. Gli effetti sonori – onde che si infrangono, gabbiani, improvvisi rovesci di pioggia – non illustrano, ma amplificano la dimensione intima del viaggio, rendendo l’ascolto un’esperienza immersiva e profondamente personale. A dare corpo a questa visione contribuisce un ensemble di prim’ordine: Bruno De Filippi alla chitarra elettrica e al sitar, Carlo Milano al basso elettrico, Rolando Ceragioli alla batteria e Pasquale Liguori agli effetti sonori. Il risultato è un lavoro che non si limita a prefigurare il talento del Maestro Baldan Bembo, ma si impone come opera compiuta e autosufficiente, impreziosita dalla copertina pop art firmata dal grande Guido Crepax, ulteriore segno di un progetto che ambiva a essere, fin dall’inizio, molto più di una semplice musica applicata alle immagini.

