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16 Lug2025

Sinners

Scritto da Massimo Privitera. Pubblicato in Cinema

cover sinnersLudwig Göransson
I peccatori (Sinners, 2025)
Sony Masterworks
22 brani – Durata: 72’00”

I Peccatori di Ludwig Göransson si può ritenere una delle migliori e più ispirate colonne sonore della prima metà del 2025. Il quarantenne compositore svedese, due premi Oscar per Black Panther e Oppenheimer, per la settima volta torna a collaborare con l’amico regista Ryan Coogler in questa pellicola che rimesta, con arguta visionarietà e un cast di prim’ordine (Michael B. Jordan in doppio ruolo, Hailee Steinfeld, Jack O’Connell, Miles Caton), dramma razziale, gangster movie, film musicale e horror vampiresco simil Carpenter, un po' Dal tramonto all’alba, un po' il cinema dei fratelli Cohen, vedi Fratello, dove sei? o Fargo, nonché Il colore viola di Spielberg. Göransson, fa sua in maniera colta e minuziosa la scuola bluegrass/gospel/folk anni ’30 – la storia è ambientata nella Mississippi del 1932 – inserendo talvolta elementi sinfonici ed elettronici moderni discordanti (il finale dissonante synth di “Playin’ Games, Tellin’ Ghost Stories”), pure influenze rock, rap ed etniche africane, con prevalenza di accenti acustici unplugged, in cui spadroneggiano la chitarra (protagonista del film più degli attori stessi) e l’armonica. L’esempio massimo dello score: il poliedrico brano “Magic What We Do (Surreal Montage)” che pilota un vorticoso piano sequenza, in cui convivono gli appena menzionati diversi generi musicali in un unicum da capogiro visivo/sonoro. Tratti alla Ry Cooder di tanto cinema di Walter Hill si odono in “Mount Bayou/Proper Black Folks”, nella seconda parte di “She Said, “We”?” con orchestra d’archi e armonica solista che risuona riverberata e nell’evocativa “Clarksdale Love”. Il tema portante esplode negli incalzanti soli in crescendo del banjo e chitarra acustica di “Grace, Bo and Lil’Lisa” su tappeto synth tensivo e nella ritmica folk/rock di “Delta Slim (Patch)”, con assolo di armonica, percussioni, basso elettrico e sottili accenni orchestrali. I Goblin del Prog Sound degli horror di Argento ardono in “Hole Up Til’ Sunrise” che è il leitmotiv dei succhiasangue e nella seconda parte alla Keith Emerson di Inferno di “Together Forever” e “Thy Kingdom Come”.

Recensione concessa su autorizzazione e pubblicata in origine sulla rivista cartacea Audioreview 2025       

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Daniela Bocconi

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