La città proibita
Fabio Amurri
La città proibita (2025)
Flipper Srl/Edizioni Curci
25 brani – Durata: 73’00”

«La colonna sonora è concepita come una ricetta che mescola elementi tradizionali ed etnici in un equilibrio dinamico. Il tessuto ritmico di percussioni stratificate unisce i mondi dei protagonisti, sostenendo le scene d’azione e celebrando il multiculturalismo di Roma. Al centro c’è Mei, il cui dramma e desiderio di vendetta influenzano il linguaggio musicale, contaminando anche quello di Marcello. Con timbri e temi ispirati all’animazione asiatica, Mei emerge come un’icona sospesa tra realtà e immaginario». Nell’asserzione del compositore Fabio Amurri (la serie Call My Agent, Vita da Carlo – Seconda stagione e Miss Fallaci) vi è tutto il pensiero compositivo della partitura dell’ultimo film di Gabriele Mainetti (Lo chiamavano Jeeg Robot e Freaks Out), che firma tre brani dello score. Amurri, in questo adrenalinico film di arti marziali al femminile (la stunt protagonista Yaxi Liu) e criminalità spicciola romana (Marco Giallini), affida le armi compositive ad una nutrita presenza di percussioni e strumenti orientali e ad un’orchestra quasi sempre in punta di fioretto – ad esempio il valzer dai disegni orientaleggianti di “Ciao Roma!”, il lento e doloroso portamento degli archi in “Zhezhi”, l’adagio di “Finale”, il balletto alla Prokofiev di “Un nuovo inizio”, il valzer popolaresco, pressoché incerto e goffo nella sua andatura alla Carlo Rustichelli a braccetto con Shostakovich, di “Annibale”, quello brillante de “La città proibita” o il dinamico eroismo degli archi di “Marcello scopre la verità” – in cui eccellono pagine d’azione ritmicamente compulsive (“E’ Lei” oppure il braaam alla Zimmer di “Mei VS Wang” che in coda ricorda il leitmotiv dei Toto per Dune) o crescendo orchestrali e strumentali solisti, con vocalismi esasperati nelle retrovie, alla Don Davis di Matrix, nel quale gli archi e i tamburi si elevano sempre più fino a dissolversi all’improvviso (“Alfredo & Yun” co-scritto con il regista). Mainetti presta il braccio musicale al suo nuovo collega sonoro nella traccia appena citata, negli archi e fiati abbattuti di “Garçonnière” e nella sospensione delicata di “Marcello & Mei”.
Recensione concessa su autorizzazione e pubblicata in origine sulla rivista cartacea Audioreview 2025
