Free Lunch
Susan DiBona & Salvatore Sangiovanni
Free Lunch (Inedito, 2023)
Sonitus/Fuorirotta Music
39 brani – Durata: 48’37”

Se avete amato partiture della Golden Age per classici noir commentati da Elmer Bernstein o Alex North o della Silver Age per commedie romantiche con delitto musicate da Alan Silvestri, tutte impregnate di note jazz/swing e sinfonismo sentimentale, con qualche guizzo alla Glenn Miller e Leonard Bernstein, ordunque questa score della coppia Susan DiBona & Salvatore Sangiovanni fa al caso vostro! Una commedia per ragazzi, da noi ancora inedita, targata 2023, diretta da Cristina Nava con attori adolescenziali quali Connor William Barrett e Sylvia Cervantes, che ci va a raccontare di Sam Gardner, un ragazzino in gamba e studente modello, ammirato in classe dalla Signora Stackhouse, insieme ai suoi migliori amici Omar e Justin, che viene sconvolto dalla misteriosa Sadie che si è appena trasferita nella sua scuola. Sam si invaghisce a tal punto di questa ragazzina da diventare un trasgressore di regole scolastiche, uno ladruncolo scapestrato e perfino un detective privato scalcagnato alla Marlowe pur di accontentare ogni sua richiesta, anche se rischiosa. Ad un tratto diventa chiaro a Sam che Sadie è più problematica di quanto si aspetti e questa cosa lo metterà in seria crisi. I toni della partitura girano intorno ad un jazz ‘investigativo’, uno swing saettante, un tema nostalgicamente romantico e tanta derisoria suspense. La colonna musicale vede musicisti solisti di pregio, quali Luigi Paese alla tromba e flicorno, Sebastiano Ragusa al sax tenore, Gianluca Bennardo al trombone, Aldo Mella al contrabbasso, Andrea Mellace al vibrafono, Fabrizio La Fauci alla batteria, Nico Ciricugno alla viola, il compositore Sangiovanni al piano, al Wurlitzer e alle percussioni addizionali e la moglie DiBona alla direzione della Roma Film Orchestra, dato che l’intera score è stata incisa nei Digital Records di Roma da Gianluca Porelli.
Il CD fa il suo esordio con “Free Lunch – Opening Titles”, uno swing jazzato alla Elmer Bernstein, canzonatorio e perturbante ma giocoso, un tema che odora di investigazione anni ’30 – ’40, con tanto di schiocchi di dita, tromba e sax in primo piano e batteria spazzolata; idem l’inizio del brano “Off To School – Sadie Appears” che risulta in maggior misura ammiccante, da sfilata alla Cameron Diaz in The Mask per capirsi, con un assolo di tromba morbidamente spumeggiante, per poi lasciare spazio al temino ambiguo ma tenero della Sadie. “The Experiment – Mischievous Sadie” ballonzola ispanicamente tra il ridicolo ed il sospettoso per finire con il Wurlitzer che enuncia il leitmotiv indagante in stile commenti noir nordamericani classici. “Mothers Day Waltz” ci regala un breve accenno del secondo tema dolce e triste al contempo, per piano solo. Silvestri per le commediole Disney et similia fa la sua comparsa in “The Girl With An Apple”, rabbuiato dalla tensione solo apparente di “Sammy Blackjack”. Archi pizzicati e percussioni spagnoleggianti si insinuano in “Sadie’s Rules” mentre una bossa nova fa bella mostra di sé in “Planting the Seeds”. Un jazz dalle nuance blues striscia sadicamente in “Looking At Toys” e lo stesso motivetto guardingo fa una corta apparizione in “Sam and the Boys”. Un leitmotiv alla Alex North per tanti noir foschi e sensuali si fa largo in “Sammy Blackjack’s New Case”, tramutandosi stavolta in Leonard Bernstein nel sinuoso e provocatorio “The Instigator”. “Someone Special” suona spensierato con il secondo tema a chiuderne le sorti compositive, tra soft jazz e armonie pop che sanno alleggerire e far gioire. “Eeny Meeny” si aggira birichino e cauto nel medesimo tempo, tra schiocchi di dita, archi e fiati manciniani e swingate jazz spezzettate. Più saltarellante per archi e viola solista risulta essere “Downward Spiral” come anche “Come on, Bossi”, seppur più prudente e aggiungerei sfottente. “Earth To Sam” risuona fantasmatico. “Just A Second” ha tratteggi blues dal Groove Blaxploitation. L’inizio di questo brano “The Heist/Slow Food” ricorda la sigla della serie TV poliziesca anni ‘50 Dragnet ad opera di Walter Schumann, per poi proseguire con il tema ‘investigativo’ portante in modalità soft. “Aftermath” è sospensivo e accorato, per archi e vibrafono, con chiusa per piano e spazzole altamente tensiva. “Principal Brady” produce un Sound jazz misterioso e brillante. “All In A Line” esplora intanto che “Go Out With Me” risolleva leggermente gli animi con il suo mood pop. “Stuuupid!” per viola e schiocchi di dita è breve ma derisorio. Un tema, quello in “Sadie”, che riecheggia grande scuola seducente leitmotivica dell’Epoca d’oro di Hollywood, per orchestra e sax tenore. Punzecchiante si delinea “Cookies or Pudding”. “Omar, Shut Up” è sospettoso e periglioso, alla Leonard Bernstein. Un jazz da Night Club torbido fa eco in “Blues For Dad” finché non sbuca una melodia alla John Barry di Brivido caldo in “Sammy Blackjack, Out of Luck”, interrotta dal vagante incedere di archi pizzicati e sospesi, piano e percussioni varie. Esagitato è “Now He Gets It”. Romantico e tenue per solo piano si ripresenta “Mothers Day (Reprise)”. “How Enbarrassing” sembra fuoriuscire dai fumosi accenti jazzy del Cotton Club. “Blues For Dad (Reprise)” trasmette ancora di più in questa variante per pianoforte solista quella sensazione noir barryana, con viola in coda ad accentuarne i toni seducenti. “Busted” è allegrotto e determinato, molto blues/jazz del Mississippi. “Proud To Be Your Father” affida il compito al piano solo di intenerire il cuore, facendolo cadere in sicura commozione. “Sadie Gets Exposed” vibra inizialmente soffice per poi far primeggiare lo swing jazzato. Soave e sentimentalmente arioso è il bellissimo “Sadie (Reprise)” – The Kids Are Ok”, che sembra sgorgare da quel romanticismo profuso dalla grande orchestra e band di quel genio di Glenn Miller. Pop/Jazz brioso in “And Lunch Was Free” per chiudere con il meraviglioso jazz improvvisativo di alta classe in “Off To School – Jam Session (Bonus Track)”.
