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  • Howard Shore Anthology – The Paris Concerts
30 Apr2025

Howard Shore Anthology – The Paris Concerts

Scritto da Massimo Privitera. Pubblicato in Cinema

cover howard shore anthology the paris concertsHoward Shore
Howard Shore Anthology – The Paris Concerts (2025)
Deutsche Grammophon 4866237
LP:
Lato A: 6 brani
Lato B: 7 brani
Lato C: 6 brani
Lato D: 4 brani
CD:
44 brani – Durata: 2h 06’

L’Orchestre Philharmonique de Radio France diretta da Ludwig Wicki con il coro Maîtrise de Radio France e Bastien Stil e l’Orchestra Le Balcon diretta da Mike Schäperclaus hanno avuto l’onore di eseguire le colonne sonore del due volte Premio Oscar e Golden Globe Howard Shore e ritrovare le loro magistrali performance incise in questa apprezzabile antologia pubblicata niente di meno che dall’insigne etichetta Deutsche Grammophon.

Il compositore canadese, storico sodale di David Cronenberg – con il regista, anche lui canadese, ha collaborato in diciannove opere, a partire da Brood - La covata malefica (The Brood) del 1979 sino a The Shrouds - Segreti sepolti (The Shrouds) del 2024 –, riportante altri decorosi contributi musicali in curriculum, tra i quali quelli per Martin Scorsese (Fuori orario, Made in Milan un mediometraggio su Armani, Gangs of New York, The Departed – Il bene e il male, Hugo Cabret), Tim Burton (Ed Wood), Mike Nichols (Cartoline dall’inferno), Chris Columbus (Mrs. Doubtfire), Jonathan Demme (Philadelphia), Al Pacino (Riccardo III – Un uomo, un re), David Fincher (The Game – Nessuna regola, Panic Room), viene ricordato e celebrato dai cinefili e appassionati di colonne sonore di tutto il globo fondamentalmente per la saga monumentale, sia dal punto di vista produttivo e realizzativo che compositivo, di Peter Jackson per Il Signore degli anelli e Lo Hobbit. Ricordo e celebrazione indiscutibili dato che, al pari di John Williams per la saga di Star Wars, nessun altro compositore di Film Music nella Storia del Cinema si è dedicato anima, cuore e creatività fuori dal comune ad un’epopea su celluloide (o digitale) così lunga nel tempo e con una tale mole di leitmotiv, incisi e pagine delle più ricche e svariate come Lui e il summenzionato papà di E.T., Superman, Harry Potter e Indiana Jones.
Gli score per Il Signore degli anelli e Lo Hobbit sono senza ombra di smentita opere da studiare e analizzare approfonditamente nei conservatori e accademie di musica al pari per importanza e originale genialità di autori classici quali Richard Wagner (non citato a caso, vedi il padre della tecnica del Leitmotiv: tema musicale associato a persone, luoghi o sentimenti), Igor’ Fëdorovič Stravinskij, Dmítrij Dmítrievič Šostakóvič, Sergej Sergeevič Prokof'ev e Maurice Ravel. Non per niente una nota etichetta di musica classica come la Deutsche Grammophon ha ritenuto, finalmente dopo molti anni dal suo operato nella musica per film e non solo, come già fatto con altri illustri nomi della musica del secondo Novecento quali il succitato John Williams e Joe Hisaishi (entrambi pubblicati nel 2019, 2021, 2022, 2023 e 2024 con loro opere d’ingegno compositive per immagini, da noi recensite), di tributare Howard Shore con un doppio LP e CD intitolato “Anthology – The Paris Concerts”, perché ogni registrazione è avvenuta dal vivo presso il Grand Auditorium della Maison de la Radio et de la Musique a Parigi il 12, 13 e 14 maggio del 2023.
La raccolta contiene nel vinile doppio il primo e secondo movimento dalla suite de Il Signore degli Anelli – La compagnia dell’anello (un totale di 19 pezzi che trova sul podio Ludwig Wicki, colui che per primo ha portato in cineconcerto nel mondo la saga di Jackson), la “Paris Suite” dal film Esther Kahn del 2000 diretto da Arnaud Desplechin e due brani, “Eastern Promises” e “Tatiana/Trans-Suberian Diary”, dal film La promessa dell’assassino (Eastern Promises) del 2007 diretto da David Cronenberg (questi pezzi vedono sul podio Bastien Stil e Mike Schäperclaus); nel CD doppio in più, oltre ai suddetti brani, sei tracce da La mosca (The Fly, 1986, David Cronenberg), due da Il pasto nudo (The Naked Lunch, 1991, David Cronenberg), tre da Ed Wood (Id. – 1994, Tim Burton) e dieci da Crash (Id. – 1996, David Cronenberg).
Unica traccia che non appartiene ad alcun film è “Catania”, per solo piano, eseguita da Jean-Paul Gasparian: una melodia sentitamente classica, che respira di rimembranze mozartiane finanche bachiane, in forma di minuetto, che forse poco richiama profumi, personaggi e luoghi della città siciliana, comunque risaltandone una qual certa nobiltà arcaica e storiografica, imbevuta di una grazia austera che è poi il fondamento di una delle più belle e abbraccianti città della Sicilia orientale.
Shore si esprime così nei riguardi del suo mestiere di compositore di musica applicata: <<A mio parere, la musica per film è uno dei rari territori in cui un compositore può scrivere liberamente, a patto che scelga film e soggetti adatti alla sua personalità. Impari a stabilire un rapporto di fiducia con il regista, in modo che ti incoraggi a esprimerti in maniera personale, a essere diverso e ambizioso. È una questione di cooperazione, prospettiva e convinzione>>. E si deve indiscutibilmente ammettere che il compositore, nato a Toronto il 18 ottobre del 1946, possegga un suo stile codificabile non semplicisticamente in sinfo-elettronico – che deriva dai suoi studi alla Berklee School of Music in Boston e dalla sua esperienza in una band pop-rock in cui suonava il sax e dalla direzione musicale per cinque anni dal 1975 del mitico show TV comico irriverente Saturday Night Live –, che lo ha fatto assurgere ad uno dei maggiori talenti e nomi dell’Ottava Arte sin dai suoi esordi nel 1979 proprio con Cronenberg.
I suoi stilemi musicali sono tutti riconoscibili e condensati, anche qui non semplicisticamente, in una frase del nostro Roberto Pugliese, citata dal compianto collega Ermanno Comuzio nel suo dizionario “Musicisti per lo schermo”: <<si percepisce un mondo sonoro in disfacimento, che contempla se stesso con rassegnata malinconia e con un sentimento di profonda desolazione interiore pur tuttavia sempre vigilata>>; perché in Shore convivono alla perfezione oscurità e luce, atonalità e tonalità, armonia e disarmonia, alterazione elettronica e solennità sinfonica, un yin (nero) e yang (bianco) acustico elevatamente concettualizzato e mai banale o immediato da risultare prevedibile, che in questa antologia Live viene a risaltare e ad essere esaltato da una performance ai massimi livelli, sia quando maestosa e tetra, enfatica e folclorica (The Lord of the Rings: The Fellowship of the Ring, The Hobbit, Ed Wood, The Fly) che intimista e cupa, classica e raggelante (Eastern Promises, Esther Kahn, Crash, The Naked Lunch).

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Daniela Bocconi

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