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  • Morricone rivisitato dai Calibro 35
29 Nov2022

Morricone rivisitato dai Calibro 35

Scritto da Daniele Magni. Pubblicato in Reportage

Scacco al Maestro – Calibro 35 Plays Morricone
Reportage del concerto tenutosi il 26 novembre 2022 presso il Conservatorio di Milano, Sala Verdi – Milano

Ho accolto volentieri la richiesta di Massimo Privitera, all’ultimo minuto impossibilitato a partecipare, di assistere in sua vece al concerto milanese dei Calibro 35 al Conservatorio. Solo che il buon Max mi chiede (giustamente) la recensione della serata, e io, che ho scribacchiato solo di cinema, che ne so come si fa la recensione di un concerto? Intanto si dovrebbe arrivare muniti di carta e penna, immagino, per prendere appunti, almeno sui brani in scaletta. Cosa che naturalmente mi sono guardato bene dal fare. Decido così, per vergare queste righe, di seguire i dettami di Renè Ferretti e di fare una cosa “a cazzo di cane”. E di pancia, che è così che io giudico la musica, essendo digiuno di qualsiasi indottrinamento tecnico al riguardo. Quindi impressioni sparse che, a mo' di collage, cercheranno di rendere l’atmosfera dell’evento. Ci provo…
Era parecchio che non tornavo a sentire i ragazzi dei Calibro. Mi permetto di chiamarli “ragazzi” perché noi di Bloodbuster (chi scrive è uno dei due titolari del negozio meneghino che da oltre vent’anni si dedica alla diffusione del cinema di genere) siamo stati tra i primi a spingerli, fin da quella prima release omonima del 2008 su etichetta Cinedelic dell’amico Marco D’Ubaldo, che lui stesso ci fornì con entusiasmo. E con entusiasmo ci dedicammo a diffondere il verbo, o meglio la musica, di una grande band che si dedicava a reinterpretare grandi soundtrack del poliziesco italiano anni ’70. Noi, che allora avevamo da qualche tempo pubblicato la prima edizione di “Cinici, infami e violenti”, dizionario dei poliziotteschi di quel magico decennio, eravamo in piena sintonia col gruppo di Gabrielli, Martellotta, Rondanini, Cavina e Colliva. Da allora ne hanno fatta di strada, i ragazzi, conquistandosi meritatamente sempre più pubblico, passando dalle colonne sonore rivisitate a quelle scritte di loro pugno, passando per lo s.p.a.z.i.o. e tornando poi, inevitabilmente, a guardare di nuovo indietro, alle radici, alle suggestioni iniziali, a quel Morricone che già faceva capolino in quel primo storico disco con la maestosa Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto e che mai i nostri hanno lasciato in disparte (si ricorda anche la sonorizzazione integrale di Milano odia, la polizia non può sparare, film del 1974 di Umberto Lenzi, tra i migliori esempi di poliziesco noir nostrano, con una soundtrack epocale di Mastro Morricone), fino alla decisione di rendergli un omaggio personale, con una coppia di album dal titolo “Scacco al Maestro vol.1 & 2” e un tour nei teatri che li ha portati, appunto, il 26 novembre 2022 al Conservatorio di Milano.

Calibro 35 Scacco al Maestro 2 ph Attilio Marasco.2

Per Enrico Gabrielli, polistrumentista e anima del gruppo, che oltre a suonare il diogni durante il concerto si cimenterà anche con effetti vocali di ogni sorta, è un altro ritorno alle origini, perché proprio qui, ricorda, suonò per la prima volta davanti a un pubblico, da allievo, ventisei anni fa. Ed è giusto che i Calibro 35 si esibiscano in questa cornice prestigiosa, perché ormai non sono nemmeno più una band, ma si possono definire “orchestra”, tanto ricca di sonorità maestose è la loro proposta musicale. Forse anche per questo il palco è spoglio, con un solo drappo di velluto appeso a fare da quinta: quando c’è grande musica non c’è bisogno di nessun orpello, di nessun artificio. Non solo è solo Morricone questa sera; è Morricone restituito alle masse con la potenza rock di un gruppo affiatato e rodatissimo, sotto la precisa direzione di Tommaso Colliva, “membro esterno” da sempre presente nella line up con il ruolo designato di regista.

cover calibro35 scacco al maestrocover scacco al maestro volume 2

I Calibro 35 non si perdono in chiacchiere, come da consuetudine, e travolgono gli spettatori con l’opera morriconiana che hanno scelto di sviscerare, tra grandi classici superconosciuti e temi d’accompagnamento per film definiti “minori”. E se il pubblico reagisce bene soprattutto, come è giusto che sia, alle immarcescibili note create per i western di Sergio Leone, il sottoscritto riceve la visita della cara, vecchia “pelle d’oca” durante l’esecuzione del tema dei titoli di Una lucertola con la pelle di donna, dal film di Lucio Fulci, che sfocia quasi naturalmente nell’ “Allegretto per signora” su cui si dimenava la bellissima Edwige Fenech in Le foto proibite di una signora per bene e che anche a me fa muovere la gambetta a ritmo. La voce fuori campo di Tomas Milian (o meglio del suo doppiatore Ferruccio Amendola) che introduce Milano odia: la polizia non può sparare è un ulteriore momento di grande emozione. I Calibro sono in ottima forma, così come i collaboratori di sempre (Roberto Dell’Era al basso) e i più recentemente aggregati, tra i quali mi va di citare Valeria Sturba, perché oltre a cantare (si cimenta con successo anche con “Se telefonando”, unica concessione alla forma “canzone” della serata, pezzo che Morricone arrangiò per la voce di Mina) e suonare il violino, si occupa di arricchire il tappeto musicale col suono magico di quello strumento misterioso che è il theremin, da cui sono sempre affascinato ai limiti dell’ipnosi. Il concerto fila via senza intoppi travolgendo l’audience, con giusto qualche eccesso nella regolazione dei volumi dei contributi esterni (i dialoghi tratti dal film durante l’esecuzione di Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto risultano incomprensibili, impastandosi con la musica invece di accompagnarla), fino al momento in cui Gabrielli presenta i musicisti e saluta un pubblico più che soddisfatto. I bis portano sul palco la special guest Diodato, che ulula C’era una volta il West nel momento meno entusiasmante della serata.

Calibro 35 Scacco al Maestro 2 ph Attilio Marasco

Serata che comunque profumava di evento a prescindere, con presenze eccellenti sparse qua e là tra il pubblico: per quanto mi riguarda mi sono ritrovato a condividere gli entusiasmi del concerto con Paolo Benvegnù, casualmente possessore del posto di fianco al mio, cantautore che apprezzo e seguo dai tempi degli Scisma che, bontà sua, ha perfino finto di riconoscermi, regalandomi una gioia in più con la notizia di un suo nuovo disco in arrivo per aprile 2023. Il concerto è finito. Tutti contenti. Il tempo di salutare con un abbraccio il simpatico Tommaso Colliva, che avevo incrociato l’ultima volta sul set di Diabolik dei Manetti Bros. e rivedo davvero volentieri, e poi fuori in sella alla mia bicicletta da battaglia che mi riporta a Lambrate, nella fredda notte milanese, ma con gli echi della musica del Maestro dei Maestri che mi riscalda le vene. Grazie ai Calibro 35.

Foto di Attilio Marasco

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Daniela Bocconi

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