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21 Nov2022

Reportage del concerto “Star Wars & Classics” dell’Orchestra Sinfonica di Milano

Scritto da Massimo Privitera. Pubblicato in Reportage

foto john axelrod concerto star wars classics 5

Kings, Planets & Sacre: le Guerre Stellari di John Williams
Reportage del concerto “Star Wars & Classics” dell’Orchestra Sinfonica di Milano il 20 novembre 2022

Il concerto è stato Stellare! E non poteva essere altrimenti con l’Orchestra Sinfonica di Milano al gran completo (tranne il coro) ad eseguire melodie e pagine oramai più che celebri della galassia cine-musicale di Star Wars creata su pentagramma da John Williams, il mostro sacro della Musica di Hollywood, oltre ad alcuni estratti o parti integrali di pezzi classici (e non solo) che lo hanno ispirato nella composizione per l’ennalogia fiorita dalla mente cinefila di un altrettanto ispiratissimo George Lucas nel 1977 sino alla sua conclusione nel 2019 (almeno per il momento).

La saga sci-fi che ha mutato il modo di assistere sul grande schermo a battaglie galattiche tra il bene e il male (un classico della letteratura) – il lato luminoso e quello oscuro della Forza che circonda ogni essere vivente e non – attraverso una miriade di pianeti popolati da razze aliene di ogni tipologia, in nome della ribellione contro il dittatoriale e oppressivo Impero, è assurta ad un successo globale, ancora oggi immutato e rinvigorito di generazione in generazione da quel sano e al contempo incallito proselitismo nerd (nel senso più felice e pulito del termine) sempre più dilagante, grazie alle invenzioni e a quella monumentale Cappella Sistina musicale (come descritta splendidamente dal nostro Roberto Pugliese anni addietro tra le nostre pagine) genialmente williamsiana. Un Monumento, per l’appunto, arduo e spinoso da portare in concerto – molte compagini orchestrali, anche tra le più blasonate, sono cadute in errore eseguendo alcune pagine tematiche di questo Colosso della Composizione cine-musicale – che per l’ennesima volta la prestigiosissima orchestra meneghina, residente nell’acusticamente eccelso Auditorium di Largo Mahler, ha eseguito con inappuntabile, indiscutibile e fantasioso piglio – vi rammentate i faticosissimi e lunghissimi, nonché meravigliosi concerti di Simone Pedroni sempre di Star Wars, da noi ampiamente recensiti? – sotto la direzione di quel mattatore, un vero e proprio Showman, di John Axelrod.

foto john axelrod concerto star wars classics 2

foto john axelrod concerto star wars classics 1

Due John a confronto: Williams diretto da Axelrod e Axelrod condotto da Williams tra le sue note – difatti in inglese ‘Dirigere’ (parlando di musica, ovviamente) si dice ‘To Conduct’ ed effettivamente il nostro Maestro newyorkese novantenne, cinque volte premio Oscar, ha condotto il Direttore d’orchestra texano cinquantaseienne, allievo di Leonard Bernstein, in quella galassia lontana lontana, che quest’ultimo da molti anni porta in concerto con quel suo modo di dirigere dal gesto ampio, altamente comunicativo (non solo per i suoi maestri d’orchestra, perfino per chi lo sta a guardare tra il pubblico, ipnotizzato) e gagliardo –.

foto john axelrod concerto star wars classics 6

Axelrod è stato un reale e goliardico Cicerone nell’immaginare prima e descrivere dopo questo concerto abbastanza sui generis per il trattamento conferito alle composizioni williamsiane e un Caronte nel traghettare il pubblico verso un gioco interattivo (da qui il logico titolo “Star Wars & Classics”) nel fargli così scoprire simpaticamente e comprendere correttamente le influenze che il sodale di Steven Spielberg e George Lucas, da oltre quarant’anni, ha fatto sue nell’ideare l’universo sonoro mitopoietico fantascientifico di Luke, Leia, Obi-Wan, Han, Darth Vader e compagnia aliena e artificiale varia ed eventuale – vedi alla lettera R per Richard Wagner (L’anello del Nibelungo o meglio nota come Tetralogia di quattro drammi musicali e la Cavalcata delle Valchirie) in abbinamento alla pagina “Asteroid Field”; alla lettera E per Erich Wolfgang Korngold, uno dei padri della Film Music Hollywoodiana (Kings Row in italiano Delitti senza castigo, un film del 1942 diretto da Sam Wood) accostata al “Main Title” e per Edward Elgar (“Pomp and Circumstance, March n. 1 (trio)”) avvicinata alla “Throne Room”; alla lettera G per Gustav Holst (I Pianeti e in special modo il frammento “Marte”) in congiunzione con il “Main Title”; alla lettera I per Igor Stravinskij (estratti dalla Sagra della Primavera nel segmento “Sacrificio”) accostato al movimento “The Desert (The Dune Sea of Tatooine)”; alla lettera D per Dmítrij Dmítrievič Šostakóvič (estratti dalla “Sinfonia n. 5”) avvicinato a “The Jedi Steps & Finale”; tutti eseguiti integralmente o in minima parte (giusto il segmento significativo) in concerto, oltre alle varie menzioni sottintese a Jean Sibelius, Sergej Sergeevič Prokof'ev, Pëtr Il'ič Čajkovskij, Giacomo Puccini… Da chiarire che tutto ciò è stato messo in scena da Axelrod senza minimamente o spocchiosamente indurre a polemiche sterili, oramai più che note tra i detrattori e tra i puristi di Williams, sonoramente e a ragion veduta stufi di ascoltarle, anzi ammettendo che il Nostro è un Nume tutelare della Film Music pur nelle sue palesi parafrasi o concertazioni mnemoniche come ogni compositore che si rispetti prima e dopo di Lui.

foto john axelrod concerto star wars classics 7

Il direttore d’orchestra, in un italiano semi perfetto e a dir poco spumeggiante, con momenti di ilarità indotta dalla sua formidabile simpatia strabordante, mattatoriale e autoironica oltre ogni aspettativa – si è presentato sul palco ad inizio concerto mascherato da Lord Fener (Darth Vader in originale) dirigendo con una spada laser la militaresca e iconica “Imperial March” con la presenza di Chewbecca (l’altrettanto scherzoso e simpatico Luca Santaniello, primo violino) – ha presentato, narrandone ogni peculiarità e dietro le quinte compositivo, tutti i brani abilmente diretti ed eseguiti sontuosamente dall’Orchestra lombarda, composta da 76 elementi tutti di grandissimo spessore interpretativo (come noi di Colonne Sonore ben sappiamo da anni visto le molteplici occasioni in cui li abbiamo ascoltati in cine-concerti e concerti di musica applicata alle immagini, lodandone a gran voce le doti sperticate).

foto john axelrod concerto star wars classics 4

Il foltissimo pubblico di grandi e piccini (concerto andato immediatamente sold out) ha risposto ad ogni performance dell’Orchestra Sinfonica di Milano e narrazione di Axelrod con applausi iper entusiastici ed esaltatissimi a dimostrazione, se ancora ve ne fosse bisogno, che la musica di John Williams è un incredibile traino emozionale e cerebrale senza tempo e luogo – e qui si parla, a buon titolo, di note impresse nell’immaginario collettivo, marchiate a chiare lettere giganti nella nostra mente, per sempre – e non poteva essere altresì con un programma di più di due ore complessive, comprendete melodie evocative e romantiche e pagine d’azione tratte dai film Guerre stellari, sottotitolato retroattivamente Star Wars Episodio IV - Una nuova speranza (1977), L’impero colpisce ancora (1980), La minaccia fantasma (1999), L’attacco dei cloni (2002), La vendetta dei Sith (2005), Il risveglio della Forza (2015), Gli ultimi Jedi (2017) e L’ascesa di Skywalker, saltando a piè pari Il ritorno dello Jedi (1983), oltre all’esecuzione delle succitate selezioni di musica classica. Le tracce che hanno, soprattutto in chi vi scrive, suscitato una vera perturbazione nella forza (citando Obi-Wan Kenobi) sono state quelle di “Princess Leia’s Theme” (una lacrimuccia ha solcato il mio volto ed anche quello di molti presenti in Auditorium), “The Jedi Steps & Finale”, “Scherzo for X-Wings”, “The Asteroid Field”, “Throne Room & End Title”.

foto john axelrod concerto star wars classics 3

L’Orchestra milanese e il suo Direttore hanno riferito esecutivamente quella carica dirompente ed emotiva che ogni singola cellula leitmotivica williamsiana contiene in nuce al pari di orchestre che il repertorio di Star Wars lo hanno eseguito in concerto migliaia di volte e finanche inciso per le colonne sonore originali sotto la bacchetta del suo creatore, ovvero (e non è una bestemmia ma una conscia dichiarazione) della London Symphony Orchestra, Chicago Symphony, Boston Pops e Berliner Philharmoniker. Un concerto dal successo Stellare, come accennato in testa, tra “Kings, Planets & Sacre”, che ha indotto Axelrod e i suoi orchestrali a regalare ad un pubblico euforicamente urlante e scalpitante due bis più che doverosi, alla presenza inoltre di cosplayer di Star Wars sia facenti parte della ribellione che del malefico Impero, che avevano accolto già il pubblico nel foyer dell’Auditorium: “Across the Stars” (il primo vero Love Theme della saga lucasiana, a detta dello stesso Williams) e nuovamente la “Imperial March”.

E come gridato da tutta l’Orchestra e dal Direttore nel ringraziare tutti i piovosi e tellurici applausi di un pubblico ammirato e amorevole, “Che la Forza sia con voi!”… Sempre! Quale miglior augurio dopo tutto quello che abbiamo drammaticamente ed emotivamente vissuto negli scorsi anni di pandemia senza soprattutto il contatto umano in avvenimenti artistici di ogni genere e sostanza. Grazie Orchestra Sinfonica di Milano e John Axelrod ma specialmente John Williams e le tue Guerre Stellari!  

Nota di colore: scambiando due chiacchiere, nella piazzetta antistante l’Auditorium a fine concerto, con il cornista Fabio Cardone, musicista simpaticissimo e preparatissimo, insieme all’amico e coltissimo musicalmente Francesco Castelnuovo (conduttore, inviato e autore per Sky Cinema, che dal 2009 conduce la diretta della “Notte degli Oscar”), anch’egli presente al concerto come mio ospite, il suddetto Maestro d’orchestra, che suona da molti anni nella compagine sinfonica milanese di Largo Mahler, ci fa scoprire l’assonanza tra la “Marcia imperiale” williamsiana e l’inno della Guardia di Finanza italica, almeno nelle battute iniziali, risalente come composizione su per giù agli anni ’30. E scherzandoci su, ci siam detti che, forse, John Williams in qualche suo viaggio nel Bel Paese in tempi lontani lontani – come quella Galassia lucasiana – non abbia assistito a qualche parata della Guardia di Finanza, d’altronde le note sono qualcosa di soprannaturale intorno a noi, come la Forza, che al momento meno impensabile vanno ad illuminare la via del Compositore di turno quando questi ha bisogno di intraprendere un nuovo cammino musicale.


 
Ringraziamenti doverosamente sinceri a Damiano Afrifa dell’Ufficio Stampa dell’Orchestra Sinfonica di Milano, a Tania Salemme, Pasquale Guadagnolo e al Maestro John Axelrod

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Daniela Bocconi

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