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19 Nov2022

Reportage del cine-concerto dei I Promessi Sposi del 1922

Scritto da Massimo Privitera. Pubblicato in Reportage

foto i promessi sposi

I Promessi Sposi – il cine-concerto
Reportage della proiezione del film muto di Mario Bonnard con le musiche dal vivo di Valter Sivilotti presso il Teatro Dal Verme di Milano il 19 novembre 2022

Il prestigioso Teatro Dal Verme di Milano compie 150 anni e in questo favoloso anniversario, con l’ottica di celebrarsi doverosamente, ha deciso di raccontarsi attraverso 15 prime di lusso, tra cui quella che vi recensiamo, tributante il primo film della Storia del Cinema dedicato al celeberrimo romanzo di Alessandro Manzoni, nonché ultimo kolossal italico del muto: I promessi sposi del 1922 diretto dall’attore e regista Mario Bonnard, notissimo dandy (suo ruolo iconico ricorrente sul grande schermo) della cinematografia nostrana dal 1909 al 1961 – ha diretto film epocali con tantissime comparse quali Fra Diavolo (1931), Il ponte dei sospiri (1940) e Gli ultimi giorni di Pompei (1959), pellicola non terminata a causa di una malattia e conclusa da Sergio Leone –. Il Dal Verme ha scelto questo storico film, rimusicato dal vivo con la performance ineccepibile dell’Orchestra I Pomeriggi Musicali diretta dal Maestro Valter Sivilotti, che ha anche scritto le musiche originali, per ricordare al suo pubblico – anche in questo caso numeroso e ben partecipe – di essere stato perfino un cinema milanese di prima visione, oltre ad un circo, un palco per la rivista e la danza, un teatro per concerti, opera ed eventi di vario genere in questi lunghissimi centocinquant’anni. I promessi sposi della durata di 140’ è, come accennato sopra, la prima trasposizione dell’arcinota storia d’amore – per chi ha letto il romanzo e lo ha studiato a scuola – di Renzo e Lucia (interpretati da Domenico Serra ed Emilia Vidali), in procinto di convolare a nozze nella Lombardia del Seicento, intralciati da Don Rodrigo, il disumano e viscido signorotto locale. I due poveri sventurati dovranno affrontare mille peripezie per coronare il loro desiderio d’amore, addirittura la peste.

foto i promessi sposi 2

La pellicola di Bonnard è monumentale, in alcune scelte registiche persino molto avanti per l’epoca, con un cast di attori e comprimari ottimamente diretto, con sequenze di battaglie di massa molto cruente e ben filmate, assai fedele al romanzo manzoniano, che dopo questa prima versione cinematica (la precede un cortometraggio italiano del 1908 diretto da Mario Morais) ne vedrà altre altrettanto importanti sia sul piccolo che sul grande schermo come, su tutte, quella di Mario Camerini del 1941 con Gino Cervi e Dina Sassoli con musiche di Ildebrando Pizzetti, la miniserie del 1967 di Sandro Bolchi con Nino Castelnuovo e Paolo Pitagora con musiche di Fiorenzo Carpi e lo sceneggiato del 1989 di Salvatore Nocita con Danny Quinn e Delphine Forest – cast internazionale dai nomi di Burt Lancaster, Franco Nero, Alberto Sordi, F. Murray Abraham, Dario Fo, Valentina Cortese, Renzo Montagnani, etc. etc. – con lo score di Ennio Morricone.

foto i promessi sposi 4

Il Maestro Sivilotti, nostra vecchia conoscenza che abbiamo avuto modo di veder dirigere un ottimo concerto sulle colonne sonore delle serie tv all’Auditorium Giuseppe Verdi di Largo Mahler a Milano (leggi reportage), ha composto una partitura efficacissima anche se poco convenzionale per il tipo di pellicola muta, la sua narrazione e ambientazione storicamente romanzate e la messa in scena: uno score dal sapore classico per i momenti più intimisti e tragici, con intromissioni molto moderne nella scelta timbrica e di strumentazione, con le sequenze più concitate (scene di guerra, atti di violenza e fughe varie) sottolineate da pagine sonore in stile blaxploitation all’italiana – Franco Micalizzi, Francesco De Masi o Stelvio Cipriani per intenderci – con un occhio ai capostipiti compositivi d’oltreoceano dove è fiorito il genere filmico, ad esempio Isaac Hayes.

foto i promessi sposi 3

Un’avvenentissima partitura che coglie nel segno tra sottolineature mickeymousing non troppo accentuate, soprattutto nei siparietti con Don Abbondio o negli attimi di scary music da sobbalzo sulla poltrona, frammenti action funky-pop dal Groove iper caricato e una sequela di leitmotiv dal sapore popolare Silver Age di casa nostra – vedi in primis Carlo Rustichelli (il tema di Don Abbondio – un codardo, ridicolo e adeguato Umberto Scalpellini) ed Ennio Morricone (alcuni brandelli tematici qui e là di genuina enfasi musicale per sequenze di addio o di rincontro) – o alla Miklós Rózsa e Max Steiner dei Classiconi hollywoodiani della Golden Age (il leitmotiv della Monaca di Monza, quello doloroso di Lucia Mondella o quello spiritual-ancestrale di Fra Cristoforo), con pagine Pomp and Circumstance trionfali e di rivalsa adattissime ed emozionanti.

foto valter sivilotti promessi sposi 2

Uno score eseguito alla perfezione, con momenti solistici di grande rilievo di Lorenzo Cossi al pianoforte, Geremy Serravalle all’organo Hammond, Luca Carrara alla batteria, Alessandro Turchet al basso elettrico, della soprano Franca Drioli, tutti provenienti dall’Accademia Musicale Naonis che insieme alla Cineteca di Milano hanno collaborato alla proiezione di questo capolavoro del muto di un ispiratissimo Mario Bonnard. Un filmone che ha rivissuto sullo schermo del Dal Verme, rinvigorito e ancora più impreziosito dalle colte e fantasiose atmosfere sonore poliziesco-avventurose anni ‘70 e dai florilegi classicheggianti italico-hollywoodiani cinematografici del passato che mai tramontano nelle orecchie di un cultore di colonne sonore e di un cinefilo doc, per merito del Maestro Sivilotti e dei suoi bravissimi esecutori, i quali non hanno mostrato la ben che minima fatica performativa nelle due ininterrotte ore della pellicola, ricompensati dagli applausi sinceramente intensi del pubblico presente. Insomma un successo strameritato.  

foto valter sivilotti promessi sposi 7

foto valter sivilotti promessi sposi 8
    

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Daniela Bocconi

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