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12 Set2022

Notre Dame de Paris - 20th Anniversary (2002-2022)

Scritto da Samantha Montesarchio. Pubblicato in Reportage

Notre Dame de Paris - 20th Anniversary (2002-2022)
Reportage del musical di Riccardo Cocciante andato in scena presso “Gran Teatro Puccini” di Torre del Lago l’8 settembre 2022

Pietra miliare dello spettacolo italiano e mondiale, Notre Dame de Paris continua a stupire milioni di spettatori con il fascino di un’opera che non finirà mai di emozionare, raccontando il mondo moderno attraverso una storia di tempi passati. L’eternità dell’amore risuona potente nelle musiche, nei passi e nelle coreografie, nelle parole e nelle azioni dei protagonisti, colmando gli occhi dello spettatore di meraviglia per uno show che si fa amare ogni volta sempre di più, anche a distanza di 20 anni della sua prima rappresentazione. Il musical, infatti, sta riempiendo i principali teatri italiani con una tournée che è stata messa in piedi per celebrare ancora una volta la potenza e il successo di questo incredibile spettacolo nell’anno del suo 20esimo anniversario. Ribattezzato il musical dei record, Notre Dame de Paris racchiude un’alchimia unica e irripetibile e rappresenta il magistrale adattamento di un romanzo iconico (quello di Victor Hugo) ad opera di Luc Plamondon (per la versione originale francese) e di Pasquale Panella (per la trasposizione italiana), con la regia di Gilles Maheu, le coreografie di Martino Müller, i costumi di Fred Sathal e le scene di Christian Ratz. Vero fiore all’occhiello di tutto lo spettacolo è, senza dubbio, la firma inconfondibile di Riccardo Cocciante per le musiche che, per il 20esimo anniversario, sono interpretate dal vivo dal cast originale del 2002 (anno in cui il musical venne inscenato per la prima volta al Gran Teatro di Roma - struttura costruita appositamente per ospitare le imponenti scenografie dello spettacolo).

Il musical rappresenta un unicum nel suo genere anche da un punto di vista strettamente tecnico e strutturale. Nella sua ideazione è stato infatti sposato il concetto di ‘opera popolare’, una forma di musical che per il tipo di maestosità e per la totale assenza di dialoghi in prosa può essere associata al cosiddetto ‘sung-through musical’ di origine anglo/americana e che a sua volta prende spunto dalla tradizione operistica europea. Così come in un’opera lirica, infatti, i personaggi principali vengono introdotti tramite temi sonori/musicali specifici che ritornano all’occorrenza nel corso di tutto lo show permettendo di creare nello spettatore un imprinting ‘audio-visivo’ ben definito. Dall’opera lirica è stata poi presa anche la suddivisione dei ruoli secondo la quale ad ogni personaggio corrisponde un preciso registro vocale e timbrico:

1) Il Soprano (Esmeralda, interpretata da Lola Ponce): voce adatta ad interpretare ruoli naive ed effervescenti che spesso possono però ritrarre slanci, timidezze e abbandoni tipici del passato del personaggio.

2) Il Contralto/Mezzosoprano (Fiordaliso, interpretata da Tania Tuccinardi): voce caratterizzata dai registri più gravi della voce femminile che ben si prestano a impersonare caratteri forti, determinati e strateghi.

3) Il Tenore (Gringoire e Febo, interpretati rispettivamente da Matteo Setti e Graziano Galatone): voce adatta ad appassionate dichiarazioni d’amore così come a vibranti affermazioni d’eroismo. È infatti la voce prescelta per il ruolo del giovane amante, coraggioso e intraprendente.

4) Il Baritono (Frollo, interpretato da Vittorio Matteucci): una voce di mezzo che possiede caratteristiche ambigue e che per questo è particolarmente adatta a personaggi rivali in amore, malvagi, cattivi e a tratti inquietanti.

5) Il Basso (Quasimodo e Clopin, interpretati rispettivamente da Giò di Tonno e Leonardo di Minno): la voce più grave di tutte che è ideale per portare sulla scena personaggi eremiti, spesso grotteschi ma anche soprattutto saggi che proprio dalla profondità delle proprie esperienze traggono autorevolezza e credibilità.

I famosissimi brani originali dello spettacolo sono poi tutt’altro che “popolari” e, anche in questo caso, rimandano, quasi in maniera prevedibile, alle tipicità dell’opera lirica. E’ quindi normale trovare nella struttura della colonna sonora brani dalle caratteristiche assimilabili ad arie (“Ave Maria Pagana”, “Vivere per Amare”, “Il Tempo delle Cattedrali”, “Bella”, “Un Prete innamorato”), recitativi (“Parlami di Firenze”, “La Cavalcatura”, “Mi distruggerai”) o concertati (“La Corte dei Miracoli”, “Le Campane”, “I Clandestini”). La ricercatezza degli arrangiamenti dei brani rappresenta, infine, il vero tratto distintivo della scrittura di Cocciante. Ad elementi particolarmente spagnoleggianti (come l’utilizzo di chitarre acustiche, nacchere, flabiol, gralle e vielle) si alternano sonorità più tribali (grazie al massivo utilizzo di percussioni e timpani) ma anche classiche, orchestrali (per la presenza di cori ed archi) e tipicamente pop (grazie all’uso di tastiere, chitarre e bassi elettrici, distorsori, synth e sustain) regalando allo spettatore un mix di generi senza tempo che contribuisce nettamente alla spettacolarizzazione dell’intero show. Un ascolto che complessivamente risulta essere parecchio ‘intenso’ ma che da vent’anni non smette di stupire grazie al suo linguaggio totalmente universale che ha fatto diventare questi brani una parte fondamentale della cultura discografica italiana.

Notre Dame de Paris non solo ha detenuto ogni record di pubblico ed ascoltatori, ma ha anche rivoluzionato la scena dello spettacolo nel nostro Paese diventando così un vero e proprio cult oltre che un’eccellenza tutta ‘Made in Italy’ nel panorama internazionale del mondo del musical.

cover notre dame de paris cocciante

Notre Dame de Paris (2002)
Musical originale francese scritto da Luc Plamondon
Versione italiana prodotta da David Zard
Regia di Gilles Maheu
Libretto italiano scritto da Pasquale Panella
Musica scritta da Riccardo Cocciante
Coreografie di Martino Muller
Columbia Records/Sony Music B001MVYV2Y
16 brani – Durata: 59’49’’

cover notre dame de paris cocciante2

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Daniela Bocconi

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