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02 Set2022

Berliner Philharmoniker ai Salzburger Sommerfestspiele 2022 con musiche di Schnittke e Bruckner

Scritto da Paolo Eustachi. Pubblicato in Reportage

Trionfale concerto dei Berliner Philharmoniker ai Salzburger Sommerfestspiele 2022 con musiche di Schnittke e Bruckner

Lo scorso 28 agosto è stato il giorno del secondo dei concerti abitualmente previsti al Festival di Salisburgo con i Berliner Philharmoniker. Il Maestro e Direttore musicale Kirill Petrenko, a causa di un grave infortunio al piede, ha dovuto rinunciare al secondo appuntamento ed è stato sostituito dal Maestro Daniel Harding in un programma comprendente il “Concerto per viola e orchestra” di Alfred Schnittke e della “Sinfonia nr. 4, Romantica” in mi bemolle maggiore WAB 104 di Anton Bruckner.
Insieme a Sofja Gubaidulina, Edison Denisov e altri compositori, Schnittke (1934 - 1998) é stato uno degli esponenti, mal sopportati dal regime, dell’avanguardia musicale sovietica formatasi agli inizi degli anni sessanta, periodo caratterizzato in modo significativo dal movimento degli artisti ‘sestidesjatniki’.
Il suo particolare linguaggio musicale modernista sorprende per la capacità di coniugare, in modo superlativo, in suggestiva dialettica, contrastante polistilismo, serialismo, figure serie e banali, richiami romantici e barocchi, idee dal ricco contenuto associativo e letterario avvolti in impressionante immediatezza espressiva che sa indirizzarsi in modo profondo all’anima dell’ascoltatore del ventesimo secolo.
Composto nel 1985 il “Concerto per viola” porta la dedica al grande virtuoso Jurj Bashmet, che nella partitura alla sua entrata solistica viene citato con il motto B-A-(Es)-C-H-[M]E[T] inteso sulle note si-bemolle, la, mi bemolle, do, si naturale, mi.
Come sempre con Schnittke l’organico orchestrale è particolarmente vasto e comprende strumenti quali flexatone, campane tubolari, xilofono, vibrafono, rullante, piatto sospeso, arpa, clavicembalo, pianoforte.
Nella sezione degli archi ha invece omesso i violini al fine di conferire alla partitura un accento prevalentemente grave e un senso di strisciante pessimistica angoscia. Pochi giorni dopo la conclusione della sua scrittura, il compositore sarebbe stato colpito dal primo dei due ictus che lo hanno successivamente portato alla prematura scomparsa nell’agosto nel 1998.
Il “Concerto per viola” viene annoverato fra le sue maggiori composizioni e rappresenta un contributo di fondamentale importanza nella limitata letteratura sinfonica di questo suggestivo strumento.
Le sue partiture vantano un numero di registrazioni discografiche senza precedenti e vengono eseguite nelle maggiori sale da concerto in tutto il mondo ottenendo clamorosi riscontri. I motivi per cui nella Città Eterna a Santa Cecilia venga sistematicamente ignorato meriterebbe forse un approfondimento con un articolo a parte….
Come sottolineato in varie precedenti occasioni, molto significativo risulta essere il suo rapporto con il grande schermo con la scrittura di oltre sessanta colonne sonore per registi quali Elem Klimov, Larisa Shepitko, Alexander Mittà, Andrej Khrzhanovskij, Andrej Smirnov.
Con il suo eloquente fraseggio la violista Tabea Zimmermann si lancia con folgorante fervore, profondo impegno intellettuale e sbalorditive doti virtuosistiche nell’affascinante universo sonoro di Alfred Schnittke.
In perfetta intesa artistica la solista e i Berliner Philharmoniker guidati da Daniel Harding arrivano a cogliere in modo magistrale la dirompente espressività e interiore forza narrativa della partitura e la rappresentano in uno straordinario affresco capace di trasmettere una coinvolgente esperienza musicale carica di profonda emozione.
Per diversi anni organista all’Abbazia di Sankt Florian nella Bassa Austria e in seguito alla Cattedrale di Linz, il devotissimo Bruckner (1824 – 1896) nel suo comporre sinfonico aveva in mente proprio un Orgel-Klang. Un’orchestra che avesse un suono che ricordi il sacro strumento e le sue possibilità cromatiche ed espressive.
Ma l’organo induce in genere a un aspetto fondamentale: la solennità, che è chiamata a una funzione ispiratrice della preghiera rivolta al Signore e che nell’interpretazione delle nove sinfonie del compositore austriaco dovrebbe essere una   pietra portante. Grande devoto di Wagner, sviluppa in modo originale e personale idee e figure sonore presenti nelle opere del musicista di Lipsia.
La sua Sinfonia nr. 4 “Romantica” è l’unica cui l’autore abbia conferito un titolo. Pur evocando in alcuni passaggi paesaggi e scene di caccia e di vita quotidiana, la sua monumentale costruzione architettonica è percorsa da un intenso trasporto   mistico che nel quarto movimento “Finale. Doch nicht zu schnell”, nel suo solenne crescendo conclusivo, diventa il grande climax della partitura.
Nella sua interpretazione Daniel Harding riesce a coniugare in modo magistrale l’aspetto architettonico con quello spirituale. Voluttuosi paesaggi sonori evocano incantate atmosfere mistiche che si trasformano in solenne preghiera senza mai scadere in vuoto inno celebrativo.
Il maestro britannico guida i mitici Berliner Philharmoniker in una interpretazione che impressiona per la profonda carica emotiva, perfezione esecutiva, vertiginoso virtuosismo, smagliante smalto timbrico e opulenza sonora.
Formidabile e applauditissimo Stefan Dohr, primo corno dei Berliner, nei suoi interventi solistici. Pubblico in delirio per una serata semplicemente stellare.

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Daniela Bocconi

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