Il compositore Arturo Cuellar dirige l’Elba Festival Orchestra

Il compositore Arturo Cuellar dirige l’Elba Festival Orchestra
Una delle grandi realizzazioni degli organizzatori del Festival Elba Isola Musicale d’Europa nel 2022 è sicuramente la fondazione della Elba Festival Orchestra, una formazione di quaranta elementi che vede giovani musicisti impegnati insieme a solisti affermati. La 26^ edizione della manifestazione elbana segna anche l’assenza, dovuta a contingenze speriamo momentanee, del violista Jurij Bashmet e dei suoi Moskow Soloists che hanno segnato la storia del Festival nel corso dei 25 anni. Eminenti musicisti jazz e classici si sono esibiti con grande successo nella splendida isola, principalmente a Portoferraio ma anche a Rio dell’Elba, Capoliveri, Marciana e Marciana Marina: da Mario Brunello a Misha Maisky, da Enrico Rava al JB Quartet, da Lionel Loueke al duo Jacopo Taddei (saxofono) e Samuele Telari (accordeon). Davvero interessante e apprezzata dal pubblico risulta la suggestiva associazione jazz-classica. Un commovente omaggio alla memoria del regista Pier Paolo Pasolini è stato tributato dal Coro del Friuli Venezia Giulia insieme alle voci recitanti, violoncello, contrabbasso e percussioni con musiche di Bach, Nono, Marini e Guastella. Dello splendido film-concerto di chiusura dedicato al celebre film muto Nosferatu (1922) di Friedrich Wilhel Murnau, accompagnato dal vivo da una nuova partitura nel centenario della sua creazione, ci siamo occupati in altro articolo.
Proprio l’Elba Festival Orchestra era di scena il 10 u.s. per il suo quarto impegno nella manifestazione. A dirigerla il Maestro colombiano Arturo Cuellar, musicista carismatico e polivalente nelle sue doti di direttore d’orchestra, pianista e compositore. Ha studiato fra l’altro composizione a Zurigo con Irma Schaichet e a Londra con Melanie Daiken. Nella prima parte del concerto egli ha tenuto a battesimo in prima assoluta il suo “Concerto per pianoforte e orchestra d’archi”. Il suo linguaggio percorso da raffinata politonalità, folgorante smalto timbrico, elegante ritmica, presenta degli evidenti rimandi a Prokofiev ma allo stesso tempo delicate suggestioni sonore che evocano autori come Bartok e Messiaen coniugate in modo singolare, con accenti del folklore latino americano e colombiano che mai scadono in eccessi retorici autoreferenziali o figure esornative. Formidabile virtuoso, il Maestro Cuellar fraseggia con coinvolgente vigore espressivo e illumina l’interiore forza narrativa della sua partitura con grande chiarezza analitica e perfetto dosaggio dei volumi sonori nel suo duplice impegno di solista e direttore d’orchestra. Le qualità artistiche del Maestro Cuellar si confermano poi in modo ammirevole e sorprendente nella sua splendida interpretazione della “Sinfonia n. 104 in Re Maggiore” di Franz Josef Haydn. Conferisce alla partitura appropriati accenti solenni proiettandola in modo suggestivo verso orizzonti pre-romantici e lontanissimo delle stantie esecuzioni filologiche, prive di vibrato ed espressività, rivolte a condurre ogni esecuzione alla piatta uniformità di un unico comune denominatore. Con il suo gesto chiaro e avvolgente il maestro colombiano esalta le qualità dell’Elba Festival Orchestra che risponde con straordinario fervore e uno spessore sonoro profondo, denso e trasparente. Il concerto si è aperto con la bellissima “Legende” per tromba e pianoforte di George Enescu (1881 – 1955), grande virtuoso di violino e figura di riferimento della tradizione musicale rumena. Compositore molto prolifico, il suo linguaggio musicale risente delle tendenze moderniste degli inizi del ventesimo secolo così come della tradizione folkloristica romena. Composta nel 1906 per il Concorso al Conservatorio di Parigi è dedicata al Prof. Merri Franquin. Colpisce il carattere mutevole, sognante e introspettivo della scrittura che si muove in elegante politonalità in diverse atmosfere espressamente evidenziate:
doux, grave, hésitante, pathétique, gracieux, mouvement agité, chantant, vif, furieusement, rêveur.
Nel loro severo tratteggio, Elena Garlitsky al pianoforte e Miroslav Petkov alla tromba, affrontano la partitura di Enescu in perfetta intesa, profondo impegno intellettuale e grandi capacità tecniche ed interpretative. Festoso successo di pubblico per un’appassionante esperienza musicale.
