Reportage del concerto Serie Tv Symphony

Una fenomenale Sinfonia Seriale!
Reportage del concerto Serie Tv Symphony tenutosi presso l’Auditorium laVerdi di Milano il 5 febbraio 2022
Un concerto davvero fenomenale. Ma oramai è quasi scontato dirlo. Quando si è alla presenza dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, che numerosissime volte abbiamo recensito ed elogiato tra le nostre pagine – perché bisogna ammettere ancora una volta che questa compagine lombarda, sia nella formazione completa sia in quella ridotta causa regolamentazioni anticovid degli ultimi sciagurati anni pandemici, è da annoverare tra i primi posti tra quelle orchestre sinfoniche di enorme prestigio nel mondo, al pari di una London Symphony o di una Berliner Philharmoniker – non si può far altro che parlarne bene.
Ed anche nel caso del concerto in oggetto, tributante le colonne sonore della serialità televisiva di ieri e di oggi, con qualche eccezione, ossia intromissioni di score prettamente cinematiche da cui sono scaturite le serie TV omonime, questa Orchestra è stata magistrale, diretta con piglio deciso e trasporto appassionato dal Maestro Valter Sivilotti – pianista, compositore e direttore d’orchestra assai rinomato nell’ambito sia classico che pop e jazz (hanno lasciato il segno le sue collaborazioni con artisti quali, tra i tanti, Elisa, Mario Biondi, Amii Stewart, Paolo Fresu, Katia Ricciarelli, Remo Anzovino, Luigi Piovano, Simone Cristicchi e Milva) – il quale ha curato personalmente tutte le ottime, articolate e fantasiose trascrizioni ed elaborazioni delle partiture eseguite: vi invito a guardare la diretta del pre-concert talk da me condotta per addentrarvi nell’aneddotica dietro la costruzione di cotanto concerto (cliccate qui), soltanto all’apparenza di facile concezione, bensì di complicata realizzazione. Sappiate che le partiture eseguite nella stragrande maggioranza dei casi sono irrecuperabili fisicamente o addirittura inesistenti su spartito, perché create direttamente al computer e mai riportate su pentagramma, quindi doppiamente ammirevole il lavorio di Sivilotti nel trasporle concertisticamente. Ed effettivamente la conferenza pre-concerto nella quale ho presentato il mio libricino “Game of Scores – Le migliori colonne sonore TV degli anni Duemila” (Bietti Fotogrammi, 2021) (leggi qui – Ascolta la compilation su Spotify), è stata esaustiva in tal senso, perché attinente alla tematica trattata in questo “Serie Tv Symphony”, davanti ad un folto pubblico diligente e interagente; come quello in Auditorium durante il concerto, molto partecipe, infervorato, in piena ovazione da stadio alla fine di ogni performance della compagine di una cinquantina di elementi, dove hanno primeggiato in maniera nobile e divertita tutte le sezioni.

Il programma ha visto sfilare sette suite o temi singoli diviso in modo abbastanza equo tra serialità di ieri (gli sceneggiati RAI La Piovra 5 e Il segreto del Sahara entrambi di Ennio Morricone) e serie di oggi (Vikings di Trevor Morris, Merlin di Rob Lane, Rohan Stevenson, James Gosling e Michal Pavlìcek e Il trono di spade di Ramin Djawadi), con l’intromissione di score filmiche che, come accennato poco sopra, hanno successivamente fatto scaturire le versioni seriali, ovvero Troy di James Horner (con, in origine, la bellissima e ineguagliabile partitura rigettata di Gabriel Yared) e Sherlock Holmes di Hans Zimmer: la miniserie Troy – La caduta di Troia possiede le musiche di Robin Coudert in arte Rob e la serie Sherlock lo score di David Arnold e Michael Price (vedi nostra intervista). Come bis, Sivilotti ha deciso di far eseguire a sorpresa il tema della Fenice Fanny (“Fawkes the Phoenix”) da Harry Potter e la camera dei segreti e la marcia di Indiana Jones da I predatori dell’arca perduta con ovvia manifestazione di giubilo da parte di un pubblico in standing ovation e applauso scrosciante incessante. Questa sequela di bis è stata la ciliegina sulla torta di un concerto molto stimolante e ben condotto sia da un punto di vista performativo che direzionale orchestrale, nel quale si sono potute apprezzare con partecipe ascolto le rigogliose e fantastiche elaborazioni di Sivilotti che ci ha fatto riconoscere (o conoscere per la prima volta) quelle progressioni, che sicuramente nelle registrazioni originali sinfoniche campionate o prettamente sintetiche non si percepiscono nemmeno, alla Miklós Rózsa di tanti peplum nella partitura epico-guerresca di Vikings di Trevor Morris (2013 – 2021), alla Trevor Jones de L’ultimo dei Mohicani, alla John Williams dei prequel di Star Wars e in special modo alla Howard Shore de Il Signore degli Anelli di Merlin di Rob Lane, Rohan Stevenson, James Gosling e Michal Pavlìcek (2008 – 2012) e alla Hans Zimmer di cotante partiture action/fantasy de Il trono di spade di Ramin Djawadi (2011 – 2019), score che ha fatto resuscitare il senso del significato di tema iconico che da subito si insinua prepotentemente nell’immaginario collettivo.

Logicamente, casi a parte sono la monumentale ed eroica, a tratti quasi dissonante ed iperbolica partitura del compianto James Horner per Troy (2004), i florilegi tematici, con quelle poche note iniziali che lo rendono immediatamente riconoscibile ed indiscusso Maestro della Colonna Sonora, di “My Heart and I” da La Piovra 5 – Il cuore del problema (1990) e “Saharan Dream” da Il segreto del Sahara (1988) ambedue dell’indimenticato Ennio Morricone e poi il cantico dei cantici dell’ironia zingaresca e dell’eroismo burlone di Sherlock Holmes di Hans Zimmer (2009).
E come svelatoci e promessoci dal Maestro Sivilotti nella conferenza di cui sopra, attendiamo ferventi “Serie Tv Symphony” numero 2 – 3 – 4 etc. etc. etc. sempre sul podio della meravigliosa Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi. Ad maiora semper!

