Reportage del cineconcerto di Rossella Spinosa de "Il fantasma dell’Opera"

Il fantasma dell’Opera – Capolavoro del Muto
Reportage del cineconcerto di Rossella Spinosa presso il Cinema Beltrade di Milano il 14 maggio 2026

In occasione della rassegna a noi tanto cara e frequentata spesso, con articoli annessi, “Milano Silent”, presso il Cinema Beltrade si è proiettato uno dei grandi e incancellabili capolavori del Cinema Muto, quel Il fantasma dell’Opera di Rupert Julian del 1925.
La trama: un musicista deforme e folle (il trasformista e tormentante Lon Chaney) si innamora a tal punto di una cantante lirica dell’Opéra di Parigi (Mary Philbin) che, per farla giungere al successo, non esita ad uccidere e tramare nell’ombra. Tratto dal romanzo di Gaston Leroux, il film è la migliore versione mai realizzata ad oggi, a detta di molta critica storica cinefila; difatti, come ne scrive il Mereghetti nel suo popolare dizionario: << […] se il terrore, che il fantasma poteva incutere all’epoca, si è dissolto nel corso degli anni, al pubblico di oggi rimane il fascino indiscutibile del mito di Lon Chaney, quasi alla fine della sua carriera artistica, perfetto nella parte di un fantasma elegante, senza mutilazioni di sorta e nascosto dalla maschera per la maggior parte del tempo, la cui silhouette sinistra e carica di pathos conferisce al personaggio e al film lo spessore mitico sconosciuto ai vari Fantasmi dell’Opera successivi>>.


La versione proiettata a Milano è quella senza il finale con il matrimonio di Christine, la cantante lirica, con l’amato ‘salvatore’ Raoul, bensì quella con la morte del Fantasma lanciato dalla folla inferocita nelle acque della Senna, dopo un lungo inseguimento per le strade parigine. Le musiche originali che hanno accompagnato gli 90 minuti di pellicola sono ad opera della compositrice e pianista rinomata Rossella Spinosa, la quale ha saputo, in maniera impeccabile, attenta, puntuale e funzionale al visivo, rappresentare ininterrottamente al pianoforte ogni fotogramma dai titoli di testa sino al “The End”, senza mai perdere il punto di vista della narrazione e con una carica espressiva performativa, tra saliscendi commentativi continui, da restare sbigottiti.

La sua composizione è una montagna russa emozionale dai differenti cromatismi, con campi armonici tonali della partitura che ruotano intorno al Re minore, che prende in parte ispirazione dal Faust, dramma lirico in cinque atti di Charles Gounod su di un libretto in lingua francese di Jules Barbier e Michel Carré, rappresentato in scena nel film stesso dentro, per l’appunto, l’Opéra di Parigi, e che in parte contiene anche alcune imprescindibili (a detta della stessa Spinosa durante la presentazione del film, prima della sua proiezione in sala) presenze tematiche dell’indimenticabile capolavoro musical di Andrew Lloyd Webber The Phantom of the Opera del 1986. La compositrice riesce a disegnare, senza, torno a ribadire, un attimo di tregua pianistico, ogni aspetto emotivo, terrorizzante, classico delle regole del Silent Movie, fermo restando che la sua partitura comunichi una modernità d’approccio espressiva elevata, facendo così pervenire al pubblico, assai partecipe alla proiezione, stati d’ansia, di amorevolezza, di compassione e di paura senza fine, insiti in ogni fotogramma del master pièce di Rupert Julian con l’iconico Lon Chaney. Grande rinnovata Visione e Grande Musica per farcela rivivere!

Un grazie speciale alla compositrice Rossella Spinosa e allo staff del Cinema Beltrade di Milano
Foto di Massimo Privitera
