Reportage del concerto "Clair Obscur: Expedition 33: A Painted Symphony"

Clair Obscur: Expedition 33: A Painted Symphony
Reportage del concerto del videogioco in scena al Teatro degli Arcimboldi di Milano il 7 maggio 2026
Clair Obscur: Expedition 33: l’International Film Music Critics Awards e il Game Awards 2025 per migliore colonna sonora per un videogioco. 154 composizioni scritte in diversi anni per oltre 8 ore di durata. Un fenomeno globale che ha fatto nascere una community di cosplayer che si travestono come i protagonisti della storia: in un mondo dark ispirato alla Belle Époque, un misterioso “Pittore” condanna ogni anno a sparire chi raggiunge l’età incisa su un gigantesco monolite. Nella città di Light, una spedizione di giovani “Under 33” parte per spezzare il ciclo, affrontando una storia ricca di colpi di scena e riflessioni sul lutto.
Videogame di ruolo fantasy sviluppato dallo studio francese Sandfall Interactive, di cui è la prima creazione, e pubblicato dall’editore Kepler Interactive, rilasciato il 24 aprile 2025 su Microsoft Windows, Xbox Series e PlayStation 5. Le musiche originali sono ad opera del trentaduenne compositore e chitarrista francese Lorien Testard – di questa OST ne abbiamo parlato in un magazine di Soundtrack City che potete rivedere qui –, alla sua prima prova nella musica applicata, accompagnate su alcune melodie dalla soprano francese Alice Duport-Percier, dal cantante canadese Victor Borba e dalla mezzosoprano Axelle Verner. La colonna sonora è stata ascoltata più di 18 milioni di volte sulle piattaforme di streaming musicale e ha scalato le vette di diverse classifiche musicali arcinote, superando i 333 milioni di streaming sulle piattaforme di streaming di tutto il globo. Nel 2025 il compositore decide insieme alla casa di produzione del videogame, dato il clamoroso successo dello score, di portarlo in tour dapprima in Francia, in cui accade l’impensabile: sold out e richieste di biglietti al botteghino più dell’effettiva capienza dei teatri scelti per la performance. Successivo passo, farlo divenire un tour mondiale.

E difatti l’approdo del “Clair Obscur: Expedition 33: A Painted Symphony” a Milano nella sola data del 7 maggio, per la prima volta assoluta in Italia presso il Teatro degli Arcimboldi, conferma quanto sopra detto: altro sold out alla presenza di una miriade di fan (cosplayer inclusi) talmente entusiasti e urlanti da inondare di applausi torrenziali Lorien Testard, Alice Duport-Percier e l’Orchestre Curieux, nonché i succitati Victor Borba e Axelle Verner ed un nutrito coro a supporto. Differenti e dei più variopinti colori orchestrali i generi musicali ascoltati in due ore di concerto sinfo-rock-pop-new age: melodie altamente orecchiabili, con alcune canzoni in francese e inglese a contornarne i confini fantasy avventurosi narrativi, tra reminiscenze di leitmotiv alla Joe Hisaishi, Clannad, James Horner, Enia e Hans Zimmer, in un pot-pourri sonoro che mi ha lasciato abbastanza frastornato a fine esecuzione, cosa che invece ad un ascolto dell’album separato (https://open.spotify.com/intl-it/album/5epJvt9jHbYI1j6WqCppGc?si=MCxzp616Sz2HmO4VVZcClg) non mi era successo, anzi letteralmente dondolandomi la mente ed il corpo verso paesaggi fiabescamente romantici, leggendari e ancestrali, com’è giusto che la trama e la sua partitura inducano a rivivere.

La performance è stata inappuntabile, come ogni singolo musicista, interprete vocale e corale sul palco sotto la direzione da saltimbanco di un giovane direttore d’orchestra, a sua volta traghettatore verbale goliardico e attorialmente in parte, all’interno del concerto, di un racconto stracolmo di note delle più policromatiche e varie per spingere il pubblico a ripercorrere ogni pagina del videogioco, godendo al massimo: e ciò, torno a ribadire, è avvenuto soprattutto per i cultori del videogame; e forse per questo al sottoscritto, che in tutta sincerità non ha mai giocato a Clair Obscur: Expedition 33 come ad altri videogiochi ultra celebri (non per poca voglia bensì per questioni di tempo lavorative e perché, da sempre, uno svogliato frequentatore videoludico, pur ritenendo le colonne sonore per videogames tra le migliori al mondo da parecchi anni a questa parte, ascoltandone a iosa), la sensazione di cui sopra, ossia quel frastornante clangore finale in testa e nelle orecchie, causa un'esecuzione esagitata a tratti e troppo effettistica più che performativa nel senso letterale del termine, che mi ha fatto uscire dagli Arcimboldi con un disturbo sonoro lungo tutto il corpo piuttosto che con il piacere di aver assistito a qualcosa di indimenticabile. Ciò non toglie nulla al valore indiscutibile delle composizioni di Lorien Testard, che restano tra le migliori partiture per videogiochi degli ultimi anni, con un tema portante che, come dice il nostro vicedirettore Marco Testoni, tra i fan di questa colonna musicale, <<ti si stampa nel cervello>>.



Un grazie per la disponibilità e cortesia a Ilaria Chinelli di Virus Concerti
