Dedicato a Piero Umiliani - Lo sguardo appassionato del collezionista Alessandro Orsucci

Dedicato a Piero Umiliani - Lo sguardo appassionato del collezionista Alessandro Orsucci al "Roma Film Music Festival - Quinta Edizione"

Da sx a dx Gegè Munari, Stefania la moglie di Piero Umiliani, Alessandra ed Elisabetta Umiliani, Alessandro Orsucci
Alla quinta edizione del "Roma Film Music Festival", tra le architetture sonore e le celebrazioni dedicate alla grande musica per il cinema, ha trovato spazio anche lo sguardo appassionato e archivistico di Alessandro Orsucci. Il collezionista lucchese, da anni presenza riconosciuta nel panorama della memoria cine-musicale, è stato invitato a esporre una selezione della sua imponente raccolta di locandine, vinili originali e dipinti d’autore, confermando ancora una volta il valore culturale del suo lavoro.
La manifestazione, diretta da Marco Patrignani, ha trasformato la Capitale in un crocevia internazionale dove la musica incontra il cinema: una settimana fitta di concerti, incontri e approfondimenti che hanno restituito centralità a quelle partiture che, spesso invisibili, costruiscono l’anima delle immagini. Cuore degli eventi, luoghi simbolici come l’Auditorium della Conciliazione e i Forum Studios, spazi fondati da giganti della musica per film come Ennio Morricone, Piero Piccioni, Armando Trovajoli e Luis Bacalov.
All’interno di questo contesto, l’esposizione curata da Orsucci, con il contributo di alcuni oggetti direttamente dall'archivio personale della famiglia Umiliani, si è concentrata su un tema preciso: il ruolo della colonna sonora come elemento strutturale del racconto cinematografico. Su esplicita richiesta dell’organizzazione, il collezionista ha portato a Roma una selezione di materiali legati a film in cui la musica non è semplice accompagnamento, ma parte integrante della narrazione. Particolarmente significativa la sezione dedicata a Piero Umiliani, nel centenario della sua nascita: una mostra che intrecciava locandine originali e vinili d’epoca, restituendo il respiro di un’epoca irripetibile del cinema italiano.

Elisabetta Umilani, Stefania la moglie di Umiliani, Gegè Munari ed Alessandra Umiliani
Tra i titoli evocati, emerge Il vigile, simbolo di una stagione in cui immagine e suono trovavano un equilibrio iconico, così come I soliti ignoti, spesso indicato come uno dei primi esempi in cui il linguaggio jazz entra con decisione nella grammatica del cinema italiano. È proprio su questo punto che si concentra la riflessione di Orsucci: la musica per film non è mai stata un elemento accessorio. Fin dalle origini del cinema, anche nei tempi del muto, esisteva un accompagnamento sonoro capace di guidare lo spettatore, di suggerire emozioni, di amplificare il senso delle immagini. Un’eredità che attraversa i decenni e che porta con sé nomi destinati a rimanere impressi nella memoria collettiva.
Il festival ha poi trovato uno dei suoi momenti più partecipati nel concerto dei Calibro 35, che hanno reso omaggio proprio a Umiliani in una serata sold out. Sul palco, la presenza carismatica di Gegè Munari, che a 92 anni ha riportato in vita le sonorità del maestro con cui aveva collaborato, ha rappresentato un ponte diretto tra passato e presente. Accanto a questo, altri appuntamenti hanno animato il programma, dalle grandi partiture hollywoodiane fino alle celebri musiche di Star Wars, a dimostrazione della vastità e della trasversalità del repertorio affrontato - vi rimandiamo al reportage completo del "Roma Film Music Festival" che potete leggere qui -.


Per Orsucci, quella con il festival romano non è stata una prima volta. Già in precedenza aveva preso parte alla manifestazione con esposizioni dedicate a Piccioni e al cinema italiano, consolidando un rapporto costruito sulla credibilità e sulla profondità della sua ricerca. La sua collezione, tra le più ampie e significative nel panorama nazionale, spazia dai manifesti alle locandine, dai supporti discografici ai materiali legati alla produzione musicale per il cinema.

Il nostro direttore Massimo Privitera mentre parla della mostra di Orsucci su Umiliani
Una passione che affonda le radici nell’infanzia, quando i film scorrevano sul piccolo schermo condivisi con il padre, e che trova una prima forma concreta negli anni Settanta, tra l’interesse per l’hi-fi e i primi vinili. Da allora, la raccolta di Orsucci ha seguito un percorso ininterrotto, trasformandosi da interesse personale a vero e proprio archivio della memoria cine-musicale. Un lavoro che oggi, in contesti come il "Roma Film Music Festival", si traduce in racconto, testimonianza e, soprattutto, valorizzazione di un patrimonio culturale troppo spesso relegato ai margini della narrazione cinematografica.

Le foto ufficiali del Festival sono a cura di Flavio Ianniello







Altre foto amatoriali in coda al reportage di Alessandro Orsucci e Massimo Privitera

Stefania, la moglie di Piero Umiliani, con Alessandro Orsucci
