Reportage del musical "Cats" di Andrew Lloyd Webber

Felinamente danzanti e canterini: il ritorno di Cats in Italia
Reportage del musical di Andrew Lloyd Webber presso il TAM Teatro Arcimboldi di Milano dal 27 gennaio al 1° febbraio 2026
Felinamente sospettoso, sexy, spudorato, scattante, romantico e multicolore è ritornato a farsi sentire e vedere a gran voce, in versione originale inglese, presso il TAM Teatro Arcimboldi di Milano, Cats, uno dei musical più celeberrimi al globo, zampillato dal pentagramma del pluripremiato genio di Andrew Lloyd Webber (Jesus Christ Superstar, Evita, Il fantasma dell’opera), tra miagolii (non solo del cast!) e applausi torrenziali di un gremito ed infervorato pubblico di tutte le età, degna manifestazione di riconoscimento per il 45° anniversario di questa Opera rilevante.

Nato nel cuore del West End londinese il 21 maggio 1981, Cats debutta al New London Theatre e cambia per sempre la storia del musical. Diretto da Trevor Nunn e coreografato da Gillian Lynne, lo spettacolo vanta un cast stellare guidato da Elaine Paige, Brian Blessed, Paul Nicholas e Wayne Sleep, con una giovanissima Sarah Brightman tra i Jellicle Cats. Il successo è immediato e travolgente: record su record, fino a diventare il musical più longevo della storia inglese, con quasi 9.000 repliche in 21 anni. A Broadway arriva nel 1982 e resta in scena fino al 2000, conquistando Tony Awards, Grammy e incassi milionari. Rappresentato in 54 Paesi, tradotto in 23 lingue e visto da oltre 77 milioni di spettatori in tutto il mondo, Cats supera il miliardo di sterline di incasso globale.

La trama è semplice e rituale: durante il ballo annuale dei gatti Jellicle, guidati dal saggio Old Deuteronomy, uno di loro sarà scelto per ascendere all’Heaviside Layer, il paradiso felino. Tra presentazioni danzanti e colpi di scena, irrompono la malinconica Grizabella – emblema di caduta e redenzione – e il perfido Macavity, sconfitto grazie alla magia di Mister Mistoffelees. Il momento culminante arriva con “Memory”, uno dei brani più celebri della storia del musical, inciso da oltre 150 artisti.

Più che uno spettacolo, Cats è un fenomeno culturale globale: un rito teatrale che continua a far danzare, commuovere e miagolare il mondo. Come sopra detto, questo rito è (ri)tornato ad accendersi con enorme fervore nella cornice del noto teatro milanese, con una notevole orchestra dal vivo e un cast tra cantanti e ballerini da lasciare letteralmente a bocca aperta per bravura e coinvolgimento emozionale – di tanto in tanto i protagonisti “felini” sono scesi dal palco in platea o apparsi come per incanto nel buio fitto del teatro durante la messa in scena, così affascinando il pubblico con la meraviglia dei loro movimenti da gatti sinuosi, dispettosi ed erotici e i costumi e trucchi da ammaliare anche la persona più smaliziata – contestualizzati da una scenografia monumentale ma statica in modo da dare spazio alle performance canore e soprattutto danzanti, sotto effetti luci davvero speciali, reale fulcro di questa Opera Musical, basata sull’opera di T. S. Eliot “Old Possum’s Book of Practical Cats”, di un Webber particolarmente ispirato, dondolante e saltellante tra un Leonard Bernstein e un Marvin Hamlisch d’annata, un lirismo mozartiano operistico, una disco music anni ’70 -’80 e una psichedelia beat (vedi “The Overture”) da Swinging London, anche debitrice di un Burt Bacharach prima maniera, il tutto bondianamente “mescolato non shakerato” come si addice alla genialità di questo compositore inglese, classe 1948. A restare impresse di certo le canzoni che dagli esordi sono gli effettivi capisaldi di Cats: oltre alla famosissima e succitata “Memory”, una delle sentimental song più intense della Storia del Musical, “Jellicle Songs For Jellicle Cats” che rappresenta il lungo e vibrante prologo, “Macavity: The Mystery Cat”, “Grizabella: The Glamour Cat”, “The Rum Tum Tugger”, “Mr. Mistoffelees” e “Skimbleshanks: The Railway Cat”. La visione e in specie l’ascolto della versione andata in scena agli Arcimboldi mi ha rammentato quella della prima volta che ebbi sottomano il doppio CD Polydor/The Really Useful Group LTD del 1982 di Cats: un senso di euforia e malinconia romantica allo stato puro!

