View Conference 2025 a Torino: “25 anni dalla nascita”

View Conference 2025 a Torino: “25 anni dalla nascita”
“Qui al View Conference 2025, il venticinquesimo dalla nascita della manifestazione, ci sono Produttori e Filmakers coi quali è tendenzialmente impossibile ottenere un quarto d’ora di disponibilità e di attenzione: a Torino resteranno per una settimana…”, così la Direttrice del Conference Maria Elena Gutierrez esemplifica in maniera disarmante l’imponente portata di questo avvenimento arrivato al giro di boa del quarto di secolo e ancora saldamente piantato nella città di Torino.
Con un’intera pagina dedicata all’evento dalla Bibbia dell’intrattenimento audiovisivo, “Variety”, la definitiva consacrazione di una realtà talmente urgente e bigger then life di questo evento è sacrosanta e finalmente dovuta: in nessun festival italiano, ed europeo, di cinema, arrivano tanti e tali addetti ai lavori “veri”, quelli che il cinema lo fanno sul serio, non quelli delle passeggiate glamour sul red carpet di qualsivoglia paesotto della Costa Azzurra o della Città Discarica Eterna, tantomeno dell’iperturistica e decadente ex repubblica marinara che con il Mose protegge dall’acqua alta le solite, noiosissime star assecondandone le surreali richieste da borghesucci arricchiti (magari nella camera d’hotel un contenitore di vetro pieno di Jelly Bean solo gialle e verdi, come mi è stato raccontato da addetti ai lavori riguardo una star molto famosa…).
No, qui ci sono i CEO di ILM e Lucasfilm, registi e soprattutto animatori, concept artist, artisti, creativi, designer, supervisori e direttori degli effetti speciali di blockbuster tipo Jurassic Park: La rinascita o Dragon Trainer, insomma quelli che fanno sì che poi le star vengano adulate come semi-dei quando invece sono l’ultima, quasi infinitesimale parte del processo creativo.
Non fanno sfilate, non fanno glamour e red carpet, ma fanno tutto ciò che c’è tra la scrittura della sceneggiatura e l’uscita del film, o del videogame o della serie. Per una settimana la città di Torino diventa, per tutta l’Europa, il posto dove esserci se vuoi incontrare chi conta nel mondo del cinema contemporaneo e futuro, per fare anche business con le aziende di produzione di VFX e persino di progettatori di A.I., per conoscere i veri working process dei blockbusters narrati da chi li ha fatti. Volete incontrare il leggendario Phil Tippet? E’ qui, ora.
A noi della redazione di Colonne Sonore questo evento interessa particolarmente per il legame che da quasi vent’anni ci unisce, per gli incontri con Michael Giacchino con concerto improvvisato annesso nel 2009 (Giacchino sarà ospite il prossimo anno a Torino, segnatevelo…) (leggete nostra intervista, video-intervista e reportage) e nel 2019 (qui nostro resoconto), quello con Hans Zimmer nel 2018 (leggete nostro reportage) e per gli eventuali sviluppi futuri del “View Conference” sul versante della musica applicata ai film qui presentati, ai compositori (quest’anno, ad esempio, avrebbe dovuto esserci John Powell, saltato all’ultimo minuto...) che da sempre collaborano con gioie e dolori coi responsabili degli effetti speciali (sono finiti i tempi in cui John Williams scriveva le musiche degli Star Wars o di Close Encounters con un rough editing che al posto delle scene con gli effetti speciali aveva dei disegni o delle parti di pellicola totalmente bianche, ma il work in progress di queste pellicole pretende dal compositore delle musiche una continua revisione della partitura dovuta ai molteplici cambi di effetti e montaggio ancora oggi) e del sound editing.
Da quando Méliès spediva poeticamente e in modo genialmente artigianale su una luna di panna montata occhiuta i razzi terrestri i tempi sono cambiati. Dai modellini in stop motion di Willis O’Brien e poi del geniaccio Ray Harryhausen tutto si è di gran lunga complicato e sofisticato, ma la base di partenza è ancora oggi sempre quella: amore, passione, voglia di stupire e creare magia, per lasciare nuovi occhi spalancati su meraviglie mai nemmeno immaginate. La partenza è sempre ancora un disegno su carta, un modellino con esoscheletro in fil di ferro, un modellino di astronave fatta con pezzi vari a fare partire il processo creativo, via via più raffinato e complesso.
E grazie a questi geniacci presenti al “View Conference”, Howard Shore ha fatto viaggiare Bilbo fino al Monte Fato, John Williams ha fatto correre a rotta di collo sui tuk tuk Indiana Jones, John Powell ha fatto volare Sdentato prima in animazione e poi in live action.
Il bello del limite per la mente umana è che non c’è limite.
Tutte le info dell’evento a questo link:
https://www.viewconference.it/speakers/

