Reportage del cineconcerto di "The Phantom of the Opera" del 1925

The Phantom of the Opera del 1925
Reportage del cineconcerto dell’1 ottobre 2025 presso Auditorium RAI “A. Toscanini” di Torino
L’appuntamento è preciso, l’attimo colto. Un’orchestra, uno schermo, un pubblico vibrano all’unisono come solo le magie sanno fare, o solo il grande cinema. L’appuntamento dell’altra sera all’Auditorium Toscanini della RAI di Torino con il dotato, eclettico e generoso direttore Gioele Muglialdo ha scatenato a rotta di collo la magnifica compagine orchestrale ad inseguire, con puntualità da manuale, il balletto sinfonico (perché di ciò si tratta ancor prima che di una mera colonna sonora) scritto dal compianto compositore statunitense Carl Davis (1936 – 2023) (leggete qui nostro Addio) per il tribolato capolavoro Il fantasma dell’Opera del 1925 interpretato dal mitico Lon Chaney e diretto da Rupert Julian.

Tribolato perché ben presto durante le riprese del film il regista e la sua star smisero di parlarsi per colpa di incomprensioni reciproche e ovviamente la lavorazione ne risentì. A riprese ultimate, Carl Laemmle, dopo una preview che in generale spaventò troppo il pubblico, chiamò Edward Sedgwick ad aggiungere gag (Sedgwick era stato assistente di Mack Sennet...) e qualche scena d’amore in più tra l’eroina e il suo adorato innamorato.

In più, tra le varie peripezie produttive, si decise di utilizzare esclusivamente per la grande scena del ballo in maschera la neonata tecnica di ripresa Technicolor a due colori, più in qualche sequenza la Handschiegl, una pionieristica tecnica di colorizzazione usata nelle scene del volo sul tetto dell’Opera di Parigi per rendere di un vivido rosso la cappa del Fantasma. Tutto ciò negli anni venne perso, i negativi lentamente scomparirono. Il restauro degli anni ‘90 grazie al digitale ripristinò tutti i colori e gli effetti originariamente creati nel 1925. Carl Davis entra in scena a questo punto. La colonna sonora originale del film venne scritta da Gustav Hinrichs ma si trovano da allora versioni con partiture che vanno da Mozart e Beethoven e più frequentemente l’”Ottava” di Schubert. Nel 1996, con alle spalle già un decennio di esperienza nello scoring di film muti restaurati, approdò al Phantom. La sua score è squisitamente di stampo fortemente classicheggiante. L’esplosivo tema del Fantasma Erik si staglia per la sua verticale tenebrosità, come un cadavere che si rialzasse dal sonno eterno e puntasse il dito contro noi spettatori. Il suo bisogno di amore nei confronti dell’eroina è insinuante, mai sincero, sì anelante ma nel medesimo tempo malato, sbagliato particolarmente nelle scene ambientate nelle segrete allagate del Teatro.


E come terzo elemento caratterizzante la partitura vi è una continua tensione in agguato all’interno dell’Opera di Parigi che l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI e il suo direttore impartivano con maestria e sensibilità a tutta la sala, in un’agitazione musicale ed emotiva che trovava finalmente il suo corrusco epicedio nel rutilante inseguimento finale dove, davvero a briglie sciolte, la compagine strumentale e il puntualissimo Maestro Muglialdo si lanciava sul leitmotiv della fuga e inseguimento: un tema nobile, eroico, finalmente positivo che porta un po' di luce all’interno dell’ombrosa partitura, veniva quasi letteralmente lasciato andare a briglia sciolta e allo stesso tempo trattenuto dal rullio delle percussioni fino alla sua apoteosi finale in cui, esposto in pompa magna su percussioni e campane a ribatterlo, si scioglieva in un diminuendo orchestrale e tensivo a risolvere partitura e racconto filmico.


Applausi scroscianti e meritatissimi per il Maestro e per la stupenda orchestra, piena di giovani professori che meritano il nostro appoggio incondizionato per la loro bella, coraggiosa, fulgida idea di fare musica professionalmente anche nello sconsolante panorama della politica culturale italiana. Sono degli eroi. Maestro Muglialdo, professori d’orchestra, Carl Davis, Lon Chaney: a voi vada il nostro più sincero e spassionato ringraziamento per averci donato il Bello e il Sogno, quelli veri, quelli puri. Come quando una bicicletta passa davanti a una immensa luna piena sopra un bosco, un ominide accarezza un gigantesco monolito nero o un’orchestra insegue un Fantasma rosso che vola sopra i tetti di Parigi.

Un sentito grazie al Maestro Gioele Muglialdo per la sua cortesia e disponibilità.
Crediti foto: DocServizi-SergioBertani/OSNRai
