Reportage del concerto di Paolo Buonvino al Castello Sforzesco di Milano

Suggestioni di una Musica oltre le Storie
Reportage del concerto di Paolo Buonvino al Castello Sforzesco di Milano del 20 luglio 2025
Il popolare compositore Paolo Buonvino, dopo alcuni brani eseguiti inizialmente, si rivolge benevolmente e simpaticamente al cospicuo pubblico del cortile del Castello Sforzesco milanese, all’interno della rassegna di spettacoli e concerti denominata “Estate al Castello”, immerso appieno in una notturna atmosfera plumbea estiva, con i colori di un cielo colmo di nuvole che urlano pioggia imminente che mai giungerà, come per magia frenata dalle suggestive note del Maestro siciliano sodale di Gabriele Muccino, spiegandogli che Egli sarà l’autore delle colonne sonore delle loro esistenze, pertanto tutti loro novelli registi per una sera di note tra le immagini, sempre e comunque immagini di proprie storie inedite.
Questo per far assimilare agli astanti qual è il lavoro creativo che vi è dietro (quasi sempre) la figura del compositore per immagini, così coinvolgendoli ancor di più che semplicemente fargli ascoltare, uno di seguito all’altro, diversi leitmotiv che ha scritto per il Cinema e la TV. Un coinvolgimento che ha reso in maggior misura suggestivo di suggestioni suggestionanti questa ultima data della sua prima tournée, chiamata “La Musica oltre le Storie”, dopo aver toccato con le sue colonne sonore Roma, Catania e Palermo; vivamente si spera sia solo l’esordio di una lunga serie di concerti da qui a venire, perché trattasi di una gran bella esperienza umanamente uditiva. D’altronde, anche se può apparire come un gioco di parole sproporzionato, non per niente alla fine di codesto concerto milanese, mi si è palesata la suddetta frase, che torno a ribadire, <<suggestivo di suggestioni suggestionanti>>: ogni performance è stata foriera di stimolanti rimembranze (non solo cinefile legate allo score eseguito), di toccanti influenze viscerali e di affascinanti melodie coinvolgenti seppur slegate dalle sequenze di appartenenza. Perché, da che esiste la Settima Arte e la sua essenziale controparte musicale, l’Ottava Arte, le note veramente incisive sono quelle sì funzionali al filmico, altresì quelle ancor più forti viventi al di fuori di esso.
Infatti, il titolo che Buonvino assegna con profondo rispetto poetico al suo concerto non è “La Musica per Film” bensì “La Musica oltre le Storie”, ovvero temi che si allontano dalla sua originaria funzione e ideazione compositiva per diventare temi per nuove Storie, anche con altri sviluppi ed estensioni acustiche. Addirittura, con sorpreso ma approvato giubilo del pubblico, dopo talune esecuzioni, cosa che ad oggi non mi era ancora capitato di vedere e sentire in altri concerti di colonne sonore (e non potete immaginare quanti ne abbia ascoltato in vita mia, non solo per lavoro!), il compositore siculo ma romano d’adozione, con la sua rigogliosa verve e sapiente dialettica, ha fatto riascoltare il pezzo appena eseguito per comprenderne alcune sfumature non soltanto compositive, perfino ispirative e strumentali.

Un concerto di quasi due ore nel quale sono stati performati in maniera cingente ed eccellente, in alcuni frangenti da far prorompere qualche lacrimuccia emozionale – ad esempio in “Ferma zitella”, brano scritto dal compositore dopo aver ascoltato la performance di una donna anziana durante il Festival “La notte della Taranta” del 2020 in cui Buonvino fu invitato, qui cantato, insieme alla registrazione originale dell’anziana appena citata, dalla straordinaria e intensissima Simona Sciacca, una delle più fulminanti sorprese visive e sonanti di questo concerto, o il brano “Si vulissi” da Çiatu per la Biennale Musica di Venezia 2022 – leitmotiv estrapolati dagli score per i film Fatima (Marco Pontecorvo, 2020), I villeggianti (Valeria Bruni Tedeschi, 2019), Caos calmo (Antonello Grimaldi, 2008), Manuale d’amore 1 & 2 (Giovanni Veronesi, 2005 – 2007), Ecco fatto (Gabriele Muccino, 1998) (film d’esordio per il regista romano ed il compositore siciliano, che aveva prestato la sua inconfondibile voce musicale nel medesimo anno alle miniserie TV La Piova 8 – Lo scandalo e La Piovra 9 – Il patto di Giacomo Battiato), L’ultimo bacio (Gabriele Muccino, 2001), N (Io e Napoleone) (Paolo Virzì, 2006), Ricordati di me (Gabriele Muccino, 2003), L’amante perduto (Roberto Faenza, 1999), Italians (Giovanni Veronesi, 2009), Baciami ancora (Gabriele Muccino, 2010), La matassa (Ficarra e Picone, Giambattista Avellino, 2009) (terzo e ultimo bis della serata) e Come te nessuno mai (Gabriele Muccino, 1999) e per le serie TV A casa tutti bene (Gabriele Muccino, 2021 – 2023), Padre Pio (Carlo Carlei, 2000), Il Gattopardo (Tom Shankland, Giuseppe Capotondi e Laura Luchetti, 2025) e I Medici (Sergio Mimica-Gezzan, 2016 – 2019).
Buonvino al pianoforte, suo strumento d’elezione che sa suonare con profondo impeto e sincero raccoglimento, è stato avvinghiato, ed insieme a lui tutto il pubblico che ha ricambiato cotanto regalo con applausi davvero entusiastici e sentiti, dalle interpretazioni meravigliose e trascinanti di Puccio Panettieri alle percussioni, Alessandro Chimienti ai plettri, la succitata Simona Sciacca voce, moog bass e percussioni, Amauri Menegazzi alla fisarmonica e tastiere, Silvia Barbera all’elettronica, Pasquale Laino ai fiati, Prisca Amori al violino, Antonio Bossone alla viola, Luca Pincini al violoncello e dal fonico Vincenzo Cavalli, con l’incredibile e sorprendente partecipazione del palestinese, catanese d’adozione, Faisal Taher con quella sua penetrante voce dai mielismi tipici dei muezzin arabi o del vocalizzare o cantare a vuci longa (una forma polivocale di tradizione orale siciliana), che ha stregato tutti gli spettatori. Momenti clou, oltre i succitati: la canzone “Eppure sentire”, in originale interpretata da Elisa, dal film Manuale d’amore 2 – Capitoli successivi eseguita in fil di voce, ma sottilmente incantante e al contempo con acuti da brivido lungo la schiena, dalla Sciacca; il crescendo balcanico del brano “Occupazione”, che conclude il concerto prima dei vari bis, da Come te nessuno mai; il doppio canto incrociato dal largo respiro di Taher e Sciacca di “Spunta lu suli” da Il Gattopardo.

Foto ufficiali di Antonio Di Giuseppe
Ringraziamenti doversi alla cortesia e generosa disponibilità di Daniela Linguanti e del Maestro Paolo Buonvino e a tutti i musicisti e tecnici.
