Reportage del musical "Mamma mia!" degli Abba

Mamma mia che musical!!!
Reportage del musical degli Abba in scena al Teatro degli Arcimboldi di Milano dal 30 aprile all’11 maggio 2025
Come si fa a non appassionarsi ad un musical del genere? Come si può non cantare a squarcia gola ogni singola sua canzone? Con quale difficoltà si può restare incollati alle poltrone del teatro senza avere il desiderio di balzarci sopra e ballare scatenati? Ed infine, come si può non avere il sogno di fare un viaggio in Grecia? Insomma, l’unica giustificazione è l’essere sordi e ciechi, perché sfido chiunque sulla faccia della Terra a resistere alle grintose, baldanzose e romantiche note canore degli Abba in forma Musical intonanti, “Honey, Honey”, “Money, Money, Money”, “Super Trouper”, “Dancing Queen”, “Thank You for the Music”, “The Winner Takes It All”, “Lay All Your Love on Me”, “Mamma mia”, “Waterloo”, “Voulez-Vous”, “S.O.S.” e tutte le altre, visto che ogni canzone ha una storia a sé ed è popolarissima. E chi ha potuto assistere alla prima della versione originale inglese di Mamma mia! Il Musical, andata in scena al Teatro degli Arcimboldi di Milano il 30 aprile, dove rimarrà fino all’11 maggio, ne è certamente rimasto, come il sottoscritto, abbagliato (non potevo esimermi da fare questa battuta-gioco di parole!) e trascinato in un turbinio di ripetute emozioni, spazianti dalla risata grassa a quella compiaciuta, dall’esaltazione a fior di pelle (quando ti si drizzano i peli sulle braccia, per capirci) allo sguardo traboccante d’amorevoli sensi, dal non rendersi conto di cantare ogni frase di ciascuna canzone ad alta voce, però accorgendosi che tutto il pubblico (numerosissimo e appassionato) intorno era intento a fare la stessa cosa, ponendosi magari la medesima domanda e fregandosene altamente (e giustamente), addirittura percepire il sapore della salsedine sulle labbra, sentire il fruscio delle onde infrangersi sulla spiaggia assolata dell’isoletta greca dove si svolge la storia ed il suo profumo di fiori, fino ad arrivare alla fine dei due atti e potersi alzare in piedi, danzando insieme al cast le mitiche canzoni bis post saluti, ovvero “Mamma mia”, “Dancing Queen” e “Waterloo”.


Niente da eccepire, in conclusione, perché gli Abba sono gli Abba e la Storia è la Storia: nata dalla penna della drammaturga inglese Catherine Johnson, che prese ispirazioni dalle ventidue canzoni più celebri del gruppo svedese, facendo debuttare nel 1999 in forma di musical Mamma mia!, 25 anni addietro nel West End di Londra, sin da subito assurgendo a musical senza tempo dal successo stratosferico: 65 milioni di spettatori, 50 produzioni in 16 lingue diverse, più di 450 grandi città in tutto il mondo, un fenomeno globale più di qualsiasi altro musical nella storia per impatto immediato e rapido. Gli ABBA, ossia Björn Ulvaeus, Benny Andersson, Agnetha Fältskog e Anni-Frid Lyngstad (più nota come Frida) si sono formati nel 1972, ben 53 anni fa, prendendo il loro nome dall’acronimo formato dalle lettere iniziali dei nomi stessi dei membri (Agnetha, Benny, Björn e Anni-Frid) e credo che nemmeno loro si aspettassero un successo così fulmineo e mondiale di questo Musical, che vi ricordo avere musica e testi di Benny Andersson e Björn Ulvaeus, narrante le romantiche, rocambolesche, comiche e iper colorate (dis)avventure di una madre e una figlia a pochi giorni dal matrimonio su una idilliaca isola greca di quest’ultima, che a dirla tutta, citando un proverbio <<Chi è causa del suo mal pianga se stesso>>. Difatti proprio la figlia, Sophie Sheridan, decide di scoprire chi sia suo padre, invitando ad insaputa della madre i tre uomini, Harry Bright, Bill Anderson e Sam Carmichael, assai differenti l’un dall’altro, con i quali sua madre Donna ebbe una relazione vent’anni prima sulla medesima isoletta, scombussolando la preparazione del matrimonio, sua mamma e tutto il gruppo eterogeneo di giovani e adulti amici e conoscenti ruotanti per l’occasione, in primis le straordinarie e speciali amiche di Donna, Tanya, una pluridivorziata molto ricca, e Rosie, una single convinta dedita al divertimento sfrenato. Le tre donne si erano conosciute anni prima formando uno sfavillante trio canoro chiamato Donna and the Dynamos.

Tale, torno a ribadire, il successo globale del musical che, se ben rammentate, Mamma Mia! è divenuto nel 2008 un film musicale live action (leggete qui nostra recensione della OST) dagli incassi incredibili già alla prima comparsa in sala, prodotto da Judy Craymer e diretto dalla stessa regista britannica della versione teatrale ivi recensita, Phyllida Lloyd, interpretato da un cast All Stars, avente la suprema Meryl Streep (Donna) attorniata da Amanda Seyfried (Sophie), Julie Walters (Rosie), Christine Jane Baranski (Tanya), Pierce Brosnan (Sam), Colin Firth (Harry) e Stellan John Skarsgård (Bill). Fu così enorme il successo al botteghino che nel 2018 uscì il sequel, Mamma Mia! Here We Go Again, con l’aggiunta di Cher, Andy Garcia, Lily James e nuove canzoni e regia di Ol Parker, bissandone incassi e risultati. Ritornando a bomba sulla versione in inglese agli Arcimboldi – per chi non conosce bene la lingua inglese, leggere i sottotitoli su due schermi grandi ma non troppo ai lati del palcoscenico non è cosa propriamente facile, perché si rischia di diventare strabici nel volere guardare con attenzione il musical e carpire la traduzione simultaneamente (magari suggerisco di giungere ad altra soluzione per le prossime occasioni di spettacoli in lingua originale) –, il divertimento e quella sensazione di leggerezza, spensieratezza e voglia di lasciarsi andare, come sopra detto, è assicurato al cento per cento, anche grazie alla fantastica musica eseguita dal vivo, sotto la direzione di Martin Koch, le coreografie scatenate di Anthony Van Laast, le scenografie (forse l’unica nota un po' miserella, perché proprio minimali e scarne) e i costumi di Mark Thompson, il design luci di Howard Harrison, il sound design di Andrew Bruce e Bobby Aitken ed un cast eccezionalmente perfetto, dai ballerini dinamici e funambolici ai protagonisti, in primis colei che interpreta Sophie, dalla voce ammaliante e colpente dritta al cuore.

Un ringraziamento alla generosità e cortesia di Cristina Atzori e di tutto il team del Teatro degli Arcimboldi
