Reportage del concerto nel segno di Borodin e Prokof’ev dell’Orchestra Sinfonica di Milano

…à la russe con estremo furor sinfonico
Reportage del concerto nel segno di Borodin e Prokof’ev dell’Orchestra Sinfonica di Milano del 28 – 30 marzo 2025
Quando si enuncia la frase <<folgorato sulla via di Damasco>> s’intende comunemente, come riportato su qualsiasi ricerca online, <<una persona che è stata travolta da un evento così importante e sconvolgente da cambiare in modo profondo e significativo la sua vita>>. Ecco, chi vi scrive, è stato letteralmente folgorato sulla via di Damasco dall’esecuzione magnificamente illuminante della rinomata Orchestra Sinfonica di Milano, che ammiro da anni ritenendola tra le migliori e più espressive al mondo, ma in maggior misura dalla direzione a memoria, ovvero senza spartito su leggio (evento che non accade storicamente spesso!), del ritorno sul podio dell’influente Auditorium milanese, sito in Largo Mahler, del suo direttore musicale, il giovanissimo Maestro Emmanuel Tjeknavorian, appena insignito del prestigioso Premio Abbiati dall’Associazione Nazionale Critici Musicali: riconoscimento strameritato per un talento stratosferico, confermato ancora una volta dalla sua direzione della performance del meraviglioso e incancellabile concerto russo in due date.
Un’esecuzione al calor bianco di 80 minuti di musica di due dei più importanti compositori russi tanto omaggiati e saccheggiati, in specie dai colleghi della Golden & Silver Age Hollywoodiana in tanti film e non solo: Aleksandr Borodin (1833 – 1887) con estratti da Il principe Igor (1869 – 1887) – “Ouverture”, “Marcia (Preludio atto III)”, “Danza delle fanciulle polovesiane” e “Danze Polovesiane” – e Sergej Prokof'ev (1891 – 1953) con la suite da Romeo e Giulietta (1936) – “Danza del mattino”, “Scena”, “Maschere”, “Morte di Tibaldo”, “Montecchi e Capuleti”, “La giovane Giulietta”, “Danza”, “Romeo e Giulietta prima della separazione” e “Romeo presso la tomba di Giulietta” –.

Un concerto, torno a sottolineare, compiutamente folgorante che non solo ha lasciato a bocca spalancata il sottoscritto ma tutto il nutritissimo pubblico, tentato in più di un frangente dall’applaudire tra un brano e l’altro piuttosto che attendere il fatidico momento della conclusione della suite, com’è storicamente doveroso fare durante una performance orchestrale classica; come dargli torto vista la carica espressiva gioiosamente solenne e coinvolgente del Direttore Tjeknavorian, conducente sino alla totale ipnosi emotiva degli astanti e dei maestri d’orchestra e del coro (diretti vocalmente da Massimo Fiocchi Malaspina). Vederlo così incitante, attraverso quel gesto infervorato, perfetto, curvilineo e gravido di passione trascinante, fin dalle viscere del proprio corpo, ha portato a far sgorgare dai suoi musicisti, abilmente performanti, ogni celeberrima nota melodiosa, eroica, danzante, descrittiva, affranta, folclorica, concatenante e raffinata estrapolata dai due capolavori assoluti della composizione à la russe, che hanno marchiato a fuoco la tradizione classica popolare sovietica e quella mondiale del Novecento, come suddetto, presa in ammirazione a tal punto da divenire fonte ispirativa per l’Ottava Arte; come quella, d’altronde, di altri due straordinari emblemi della classicità sinfonica del folclore russo, per orchestrazione, melodie, ritmi e vocazione armonica, ossia i grandissimi Shostakovich e Stravinsky.

Si rammenti che Sergej Sergeevič Prokof'ev, tra i maggiormente citati o plagiati nella musica applicata, è stato autore di musiche per film per il sodale Sergej Michajlovič Ėjzenštejn per capolavori quali Il tenente Kiže (1933), Aleksandr Nevskij (1938) e Ivan il Terribile (1942), per altri registi nonché autore di partiture per il teatro. Il principe Igor e Romeo e Giulietta (di questo balletto vi consiglio vivamente la magnifica ed esaltante incisione completa presente in due CD, insieme ai due CD del balletto integrale di Cenerentola, su etichetta Brilliant Classics eseguite dalla London Symphony Orchestra sotto la direzione di André Previn) non sono, come ben saprete, musiche composte per immagini però sono pagine ricche di immagini ed ogni singola nota è appassionante nell’evocare sequenze che ci elettrizzano sfrenatamente e idilliacamente come immersi anima e cuore dentro la visione filmica ma con il solo, splendido e impareggiabile, ausilio di un pentagramma à la russe dall’estremo furor sinfonico. Quindi, se non le conoscete ancora, andate immediatamente ad ascoltare le versioni intere di questi due opere eccellenti classiche e non perdete l’occasione di ascoltarle dal vivo in concerto, perché non le dimenticherete più, come è accaduto ai privilegiati che le hanno vissute per merito di Emmanuel Tjeknavorian e dell’Orchestra Sinfonica di Milano.
Ringraziamenti speciali alla cortesia e gentilezza dell’ufficio stampa nella persona di Damiano Afrifa.
Foto ufficiali di Angelica Concari
