Reportage del concerto dell’Ensemble Duomo sulle musiche degli sceneggiati italiani

Il potere evocativo delle musiche per sceneggiati
Reportage del concerto dell’Ensemble Duomo presso il Teatro dei Filodrammatici di Milano del 30 marzo 2025
Che la Musica applicata alle Immagini abbia sin dalla sua nascita il potere incomparabile di evocare nella nostra mente (non solo di incalliti cinefili e appassionati di note), più di qualsiasi altro genere musicale storicamente noto, il ricordo di un attore, una trama, un qualsivoglia tipo di emozione legata ad una o più sequenze in particolare, una battuta, perfino un momento insignificante che per noi ha raccontato molto di più di tutto il resto della pellicola o serie televisiva, è cosa scontatamente assodata (seppur non spesso data per scontato).
E lo è ancor di più quando quelle colonne musicali, sempre ignorantemente o scordatamente poco eseguite nei cartelloni concertistici globali, vengono illuminatamente riportate alle nostre bramose orecchie di appassionati cine-televisivo-musicali in concerto da un musicista o direttore artistico che performa un programma o cura una stagione con profondissima competenza e passione. Come nel caso di una nostra storica conoscenza, il Maestro Roberto Porroni, chitarrista di fama internazionale, che in parecchie circostanze abbiamo recensito su questo sito, perché fautore di diversi concerti sulla musica per immagini di popolari o meno conosciuti compositori dell’Ottava Arte, con correlate pubblicazioni, insieme al suo Ensemble Duomo, di CD riportanti i programmi eseguiti o altro.

Circondato dall’affetto dell’appassionato pubblico habitué del Teatro dei Filodrammatici, sua dimora musicale milanese da molti anni a questa parte, il maestro Porroni, su sue personali elaborazioni delle colonne sonore in scaletta, puntualmente trascritte e pensate con cinefila gioia performativa e aggraziata rispettosità degli originali, insieme al suo Ensemble Duomo, che sa eseguire in punta di fioretto qualsiasi pentagramma che gli si pone dinnanzi, ha rievocato i magnifici e incisivi temi degli sceneggiati italici che hanno fatto la Storia della nostra TV e che abbiamo ricordato soprattutto grazie ai leitmotiv (in questo programma) di Ennio Morricone, Riz Ortolani e Nino Rota per, rispettivamente, La Piovra, David Copperfield, La cittadella, La freccia nera e I Clowns, con alcuni bis o sorprese aggiuntive da Mondo cane e Per un pugno di dollari, non soundtracks per la televisione, logicamente. Il concerto consacrato alle grandi melodie per gli sceneggiati è stato accolto con molto entusiasmo applaudente, chiudendo così in bellezza la stagione del Teatro dei Filodrammatici con le note tra le immagini morriconiane per La Piovra 2 – 3 – 4 – 6 (1985, 1987, 1989, 1992) (la suite con i brani “Canzone per la sera”, “Mille echi”, “Morale”, “Intimamente”, “Silenzi dopo silenzi”, “Con tenerezza”, “Inizio del caso” e il tema portante con ripresa del medesimo) – è giusto rammentare che il compianto Morricone ha scritto le musiche per sette delle dieci serie della Piovra (la prima stagione da Riz Ortolani e la 8 e 9 da Paolo Buonvino) –, con aggiunta di un bis dal western leoniano Per un pugno di dollari; ortolaniane coi temi principali per David Copperfield (1965), La cittadella (1964) e La freccia nera (1968 – 1969), tutti per la regia di Anton Giulio Majano (Chieti, 5 luglio 1912 – Marino, 12 agosto 1994), padre del teleromanzo a puntate in Italia, tratto da romanzi, come in questo frangente, di C. Dickens, A.J. Cronin e R.L. Stevenson, oltre alla melodia culto “More” dal film Mondo cane (1962) che tanta gloria ha donato alla carriera del compositore di molti film di Pupi Avati e del gioiello di Zeffirelli Fratello sole, sorella luna; infine rotiane con una suite dal film TV I Clowns (1970) di felliniana memoria.

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L’Ensemble Duomo, rappresentato dai competenti e entusiasmati musicisti Marcella Schiavelli al violoncello, Pier Filippo Barbano al flauto, Roberto Ficili al violino, Antonio Leoffredi alla viola e Roberto Porroni alla chitarra classica, come accade spesso ascoltando le loro esecuzioni, sono stati capaci di farci sognare e far rifiorire ogni fotogramma (per chi li vide all’epoca; per fortuna tutti sceneggiati recuperabili su Rai Play) – alcune foto su uno schermo alle spalle dei musicisti sul palco hanno fatto riaffiorare le scene degli sceneggiati musicati dal vivo – con la grazia dinamica e la leggerezza armonica che li contrassegna fin dalla loro formazione solistica, anche se nel tempo alcuni elementi sono cambiati, nondimeno mantenendone il timbro esecutivo e la sollecitante emozionalità d’insieme performante trasmessa al pubblico in platea e gallerie. Ce ne vorrebbero molti di più di questi programmi con perle dell’Ottava Arte dimenticate o poco eseguite, invece dei soliti temi fritti e rifritti dei nomi blasonati che ben conosciamo, anche seppur presenti in questo concerto ma almeno tributati con composizioni del loro vasto repertorio per immagini altrettanto memorabili e significative. Nota a margine: fortunati coloro che sono collezionisti di colonne sonore che posseggono nel loro archivio discografico personale il vinile CAM “Riz Ortolani e i suoi magnifici 6 teleromanzi”, con poster annesso del Maestro pesarese che dirige, restituente gli score per Anton Giulio Majano da La cittadella, David Copperfield, Castigo, La fiera delle vanità, La freccia nera e E le stelle stanno a guardare…, ed il doppio CD di Ennio Morricone con le partiture televisive da La piovra 2 – 3 – 4 – 5 – 6 – 7 – 10 su edizioni musicali Rai Trade: chicche assolute da ascoltare a ripetizione.
Ringraziamenti speciali alla gentilezza e stima del Maestro Porroni nei nostri confronti
