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09 Set2024

Reportage del concerto “Ryūichi Sakamoto: Music for film”

Scritto da Marco Testoni. Pubblicato in Reportage

foto ryuichi sakamoto pianoforte bn

Sakamoto: …e il naufragar m’è dolce in questo mare!
Reportage del concerto “Ryūichi Sakamoto: Music for film”
del 6 settembre presso la Cavea - Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone in Roma

La semplicità è qualcosa di veramente complesso; Ryuichi Sakamoto, il più universale tra gli autori di musica per film, lo ha sempre saputo ed ogni singola nota della sua musica ce lo racconta e ribadisce a ogni ascolto. Lo è altrettanto parlare dell’appagante e immersiva esperienza uditiva provata durante il concerto a lui tributato dalla Brussels Philharmonic diretta da Dirk Brossé presso l’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone.

Evento incluso nel programma del Romaeuropa Festival 2024 che prevede anche due altri appuntamenti dedicati al musicista giapponese: il film Opus di Neo Sora (7 Settembre al Maxxi) (leggete nostra recensione), un testamento musicale e allo stesso tempo una dedica d’amore; e infine il concerto di Alva Noto e Christian Fennesz “Continuum - In the Spirit of Ryuichi Sakamoto” (17 Novembre all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone - Sala Santa Cecilia).

foto concerto sakamoto roma 1

Per cominciare è interessante conoscere la genesi di questa produzione musicale che, come raccontato da Brossé stesso, parte da una residenza artistica che ogni anno la città belga di Gand offre a un compositore di musica per cinema grazie al Gent Film Fest (lo scorso anno, ad esempio, è stato inviato Nicola Piovani). Il protagonista dell’edizione del 2016 fu invece Ryuichi Sakamoto che insieme allo stesso Brossé curò poi la supervisione dell’orchestrazione che la Brussels Philharmonic ha eseguito in concerto (qui recensione del CD prodotto e stampato dalla Silva Screen Records del tributo al compianto compositore nipponico durante il World Soundtrack Awards).

cover ryiuchi sakamoto music film

La scaletta del concerto intitolato “Ryuichi Sakamoto Music for Film” non prevede scelte musicali particolari o sperimentali ma decisamente concrete e di sicuro effetto, ovvero tratte dal repertorio dei temi cinematografici più noti del compositore. Un percorso che parte dalla splendida colonna sonora de L’ultimo Imperatore - probabilmente la più convincente delle esecuzioni dirette da Brossé - un lavoro compositivo incredibile se si pensa che fu commissionato all’ultimo momento dal regista Bernardo Bertolucci al trio David Byrne, Cong Su e allo stesso Sakamoto, che inizialmente fu chiamato solo in qualità di attore. A seguire il tema del film di Brian De Palma Omicidio in diretta e “The Sheltering Sky: Main Theme” il conosciutissimo e iperdrammatico leitmotiv da Il tè nel deserto di Bernardo Bertolucci.
Tacchi a spillo e Piccolo Buddha ci introducono a “Bibo No Aozora” un brano di Sakamoto incluso in realtà all’interno di una colonna sonora non sua - il compositore di Babel è infatti Gustavo Santaolalla - ma il successo di questo tema fu tale da offuscare tutte le altre musiche del film. Un tema la cui particolarità risiede nello speciale sviluppo compositivo ed emotivo che Sakamoto applica all’intensa e dolce melodia principale che viene progressivamente e drammaticamente disgregata, un po’ come avviene nel “La Valse” di Ravel, uno dei riconosciuti ispiratori del compositore. L’influenza della scuola francese la ritroviamo poco più avanti con il suo “Bolerish” tratto dal film Femme Fatale di De Palma dove un leitmotiv, che richiama stavolta lo stile di Satie ed il celeberrimo “Bolero” raveliano, viene reiterato come si conviene ritmicamente. L’orchestrazione di Brossé, probabilmente con l’approvazione dello stesso Sakamoto, si discosta dalla versione originale dandone una lettura più raffinata e un pochino meno deliberatamente raveliana.

foto concerto sakamoto roma 2

La parte finale del concerto - con il tema di The Revenant e ovviamente la chiusura di “Merry Christmas Mr. Lawrence” da Furyo - è quella più controversa ma anche più ricca di spunti e riflessioni. Nella poetica musicale di Sakamoto il timing ha una importanza assoluta, in particolare per la cura e la potenza delle pause presenti nelle sue partiture. In questo senso è emblematico proprio il caso del “Main Theme” di The Revenant dove il non-suono del suo respiro profondo che evoca grandi spazi aperti lascia spazio alla risposta di un ampio e solenne silenzio. Una sospensione muta importante quanto gli scarni accordi suonati dagli archi, perché quelle pause sono “musica” e non “tacet” e ogni manipolazione o edulcorazione che mira a accorciare quei respiri toglie potenza alla partitura. Ci vuole quindi un pizzico di coraggio che forse è mancato nell’interpretazione della Brussels Philharmonic. Infine “Merry Christmas Mr. Lawrence” probabilmente il brano più popolare dell’intero repertorio di Sakamoto. La lettura di Brossé, anche qui impeccabile nell’orchestrazione, ci è sembrata opinabile nell’interpretazione di talune parti, a partire da quelle pianistiche, soprattutto per la quasi assoluta mancanza di tempi rubati che invece dominano quasi tutti i temi del compositore, ma anche per qualche eccesso di schematicità nell’esecuzione orchestrale.

In definitiva il concerto, pur nelle sue piccole imperfezioni, è sicuramente di grande impatto emotivo per tutti gli amanti della musica sakamotiana che, a distanza di due anni dalla sua scomparsa, è oggi divenuta un mare dove poter dolcemente naufragare. Ci dovremo abituare anche a sentirla senza la sua presenza al piano, sul palco; assenza che al sottoscritto ha fatto scoprire la forza del suo pianismo e riconsiderare sotto un’altra luce le sue immense doti di interprete. Infine ci dovremo abituare ai canticchiamenti sommessi del pubblico che in un afflato pieno di ispirazione ed empatia accompagneranno d’ora in avanti ogni sua partitura eseguita dal vivo. Viva Ryuichi!

foto ryuichi sakamoto pensoso

Un ringraziamento va a Giulia Di Giovanni per la sua cortese disponibilità

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Daniela Bocconi

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