Reportage del musical La febbre del sabato sera

La camminata di Brooklyn è sempre Cult!
Reportage del musical La febbre del sabato sera in scena al Teatro Nazionale – Italiana Assicurazioni di Milano dal 10 ottobre 2024
Quella camminata resta inconfondibile. Quella camminata molleggiata (che fa subito pensare ad un Adriano Celentano ‘statunitense’ d’adozione che saltella beato sulla superficie lunare) è Pura Musica in movimento che risuona per le strade di una Brooklyn anni Settanta tra degrado, disoccupazione o poca occupazione, delinquenza incontrollata, droghe e alcool a fiumi, etnie varie, soprattutto di emigrati italiani ed ispanici, che non si vedono di buon occhio (vi ricorda per caso le faide urbane di quel capolavoro di West Side Story?) e note funky-soul-disco che riempiono i quartieri ed i locali notturni dove le ragazze e i ragazzi di umili origini possono sperare in una rivalsa sociale e magari bramare un futuro migliore.
Quella camminata resa Cult da quel Tony Manero che con il suo vestire e atteggiarsi spocchiosamente figo (meglio ‘Cool’) fa cadere in amore tutte le donne sulla pista da ballo della discoteca più nota di Brooklyn che si chiama, omaggiando Stanley Kubrick, “2001 Odissey”. La nuova trasposizione musical italica del film musicale di culto La febbre del sabato sera (Saturday Night Fever) del 1977 diretto da John Badham con John Travolta, con le canzoni originali dei Bee Gees e molti altri miti canori del periodo e lo score di David Shire (leggi nostra recensione), è veramente e talmente trascinante che si fatica a trattenersi alle poltrone del Teatro Nazionale – Italiana Assicurazioni che ne ha visto il debutto il 10 ottobre, rimanendovi in scena fino all’11 gennaio 2025, dinnanzi ad un pubblico numeroso iper gasato e applaudente dalla prima all’ultima eccellente prova recitativa, canora, coreografica e comica.

La trama della pellicola originaria, ben nota a chi la conosce a menadito, viene ampiamente rispettata; soltanto il tono profondamente drammatico e a tratti violento del film con Travolta viene stemperato con siparietti comici molto divertenti, in specie quelli dei familiari di Tony, pugliesi Doc, nelle scene casalinghe; il resto rivive cronologicamente come nel cult di Badham e principalmente si respira quell’atmosfera danzante sfrenata e travolgente che le canzoni, seppur tradotte in italiano e interpretate egregiamente dal cast attoriale, tutto in forma smagliante, dei Bee Gees sanno contagiare, ancora oggi insuperabili e iconiche (da “Stayin’ Alive”, “Night Fever” a “You Should Be Dancing” e “How Deep Is Your Love”). E gli stupefacenti arrangiamenti e orchestrazioni di David Abbinanti sanno folgorare lo spettatore: in alcune pagine canore e strumentali sembrano ancora più incisivi degli originali e reali fuochi d’artificio pentagrammati di quell’epoca sonora tutta ritmo e luci stroboscopiche accecanti ed anche lisergiche senza farsi di alcunché.

Impeccabili la regia di Mauro Simone, le coreografie di Chris Baldock, la direzione musicale di Andrea Calandrini, le scenografie di Gabriele Moreschi, i costumi di Riccardo Sgaramella, il disegno luci di Francesco Vignati e quello audio di Armando Vertullo. Primeggiano nel cast degli interpreti principali Simone Sassudelli nel ruolo di Tony Manero, Gaia Soprano in quello di Stephanie Mangano (molto più fascinosa dell’attrice del film costitutivo), Jessica Lo Russo (Annette), Gianluca Cavallaro (Bobby) e le straordinarie (canoramente e fisicamente parlando) Natascia Fonzetti (Dj Monty) e Alice Grasso (Candy) con voci soul/funky/rock da paura.
Se desiderate trascorrere un’esplosiva serata nei mitici anni ’70 musicali e farvi investire dalla Febbre del sabato sera senza più poterne fare a meno, allora non perdetevi questo Musical scacciapensieri e rallegrante più che mai.

Un ringrazimento va alla disponibilità e cortesia di Stefania Sciamanna
