27 Set2012
Scritto da Roberto Pugliese . Pubblicato in Cinema

Lucas Vidal
The Raven (Id., 2012)
Sony 88691963782
21 brani + 1 bonus track – Durata: 47’00”

Roque Baños
Intruders (Id., 2011)
Milan 399 380-2
18 brani – Durata: 75’26”
Si può legittimamente parlare di una nuova “scuola nazionale spagnola” di musica cinematografica, formata da compositori di età variabile dai 50-55 ai nemmeno trent’anni, e prevalentemente specializzatasi nel cinema di genere horror, thriller o fantasy?
È sufficiente un’occhiata alle filmografie per fornire una risposta più che affermativa: i nomi di Javier Navarrete, Roque Baños, Carles Cases, Lucas Vidal e in parte Alberto Iglesias (figura più eclettica) costituiscono ormai da tempo una pattuglia di compositori straordinariamente agguerriti e pervicacemente affezionati ad una concezione “classica”, un po’ vintage ma potente e sinfonica, della musica per film, alcuni dei quali hanno anche legato il proprio nome in maniera abbastanza stabile con registi fortemente esposti sul fronte dei succitati “generi forti” come ad esempio Alex de la Iglesia o Jaume Balaguerò. Le partiture di questi musicisti, che possiedono stili molto diversi e formazioni altrettanto differenziate, si caratterizzano sostanzialmente per un presenzialismo accentuato, quasi “fisico” nel corpus del film, e per la vulcanica capacità degli autori di inventare continuamente temi, soluzioni, immagini sonore a volte di stupefacente originalità e penetrazione, dimostrando così doti e qualità spesso ormai sconosciute anche ai loro più agguerriti colleghi d’oltreoceano.
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